Tra genio e follia: laVerdi in concerto con John Axelrod - Milano

Tra genio e follia: laVerdi in concerto con John Axelrod - Auditorium di Milano - Milano

31/08/2021

Domenica 24 ottobre 2021

Ore 20:30, 20:00, 16:00

John Axelrod © Priska Ketterrer

CalendarioDate, orari e biglietti

Milano - Giovedì 21 ottobre alle ore 20.30, venerdì 22 ottobre alle ore 20.00 e domenica 24 ottobre alle ore 16.00, la stagione sinfonica 2021/2022 de laVerdi prosegue con un concerto dedicato al mondo mitteleuropeo: John Axelrod dirige la Sinfonia n. 7 in La maggiore op. 92 di Ludwig van Beethoven e la Sinfonia n. 4 in Re minore op. 120 di Robert Schumann, nella versione del 1853. Due autori la cui grandiosa arte risulta indubbiamente interpolata Tra genio e follia, come recita il titolo dell’appuntamento.

Milano - La Sinfonia n. 4 in Re minore op. 120 è composta da quattro movimenti, che però Schumann, dopo la revisione, volle eseguiti senza soluzione di continuità. Lo si intuisce immediatamente dal primo tempo, in cui la grande unità tematica è subito svelata. Questo gioco di rimandi caratterizza l’intera sinfonia, che pare fare rivivere stati d’animo già vissuti: a tratti pare costellata di flashback, reminiscenze, ricordi e anticipazioni. Al primo movimento, così volitivo, ardito e coraggioso fa da contrasto la delicata e intima romanza, fin dall’inizio siamo in tutt’altra atmosfera: un accordo minore apre il movimento, seguito da un'espressiva melodia dell'oboe e dei violoncelli seguita dal ritorno del tema dell'introduzione. Lo stesso vale per il terzo movimento, lo scherzo, traboccante di slancio e d'energia, a tratti volutamente rude, interamente compenetrato dallo stesso tema del vivace. Il trio, la sezione centrale dello scherzo, non fa che riprendere il tema giocoso proposto dal primo violino nel corso della romanza. In un lugubre pianissimo, in un’atmosfera nebbiosa e interrogativa, quasi tremolante, sospeso e carico di presagi, attacca in modo inatteso un lento nel quale compare il fantasma del tema iniziale. Questa nuova introduzione, che riafferma il tratto ciclico della sinfonia, immette nel tripudio del finale. A partire da uno splendido fugato si sviluppa lentamente un climax che ci conduce alla grandiosa coda finale, in accelerando, da ultimo quasi colma di ebbrezza.

Milano - Un finale grandioso. Quasi come quello della Settima Sinfonia in La maggiore op. 92 di Beethoven, una delle più amate dal pubblico e dai musicisti, che rappresenta una delle vette inusitate del sinfonismo di tutti i tempi. Ogni movimento è una gemma preziosa del repertorio. Basti pensare all’allegretto, un capolavoro d’invenzione melodica, che sembra una marcia funebre ma una marcia funebre non è.

È il sottile margine che separa la genialità dalla follia il fil rouge di questo programma da concerto. Questo aspetto vale in particolare per Schumann, che trascorse gli ultimi due anni della sua vita in una casa di cura per malattie mentali, dopo una crisi che lo condusse a un tentativo di suicidio. Dopo la sua morte gli psichiatri dell’epoca si esercitarono tentando di formulare su di lui diverse diagnosi. Oggi possiamo domandarci: era solo patologia o c’era qualcosa di grandioso nel suo genio che era sfuggito di mano?

Questo evento è stato aggiornato con nuove informazioni il 26/10/2021 alle ore 09:57.

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