Carlo Aymonino: fedeltà al tradimento, mostra - Milano

Carlo Aymonino: fedeltà al tradimento, mostra - Triennale di Milano - Milano

27/04/2021

Fino a domenica 22 agosto 2021

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Carlo Aymonino, 1974, Gallaratese con Luciana

CalendarioDate, orari e biglietti

Milano - Dal 14 maggio al 22 agosto 2021 la Triennale di Milano ospita la mostra Carlo Aymonino: fedeltà al tradimento, a cura di Manuel Orazi e con la direzione artistica di Lorenza Baroncelli, da un’idea di Livia e Silvia Aymonino.

Milano - Carlo Aymonino (1926-2010) è stato uno dei protagonisti dell’architettura italiana, capace di attraversare con tratto originale diverse fasi della seconda metà del Novecento. L’impegno politico, l’amore per il disegno e la pittura, la vita familiare si intrecciano in modo indissolubile con il suo lavoro di architetto. Attraverso questa mostra la Triennale vuole far emergere la centralità dell’opera di Aymonino, la sua visione della città, il lavoro sulle periferie. I progetti vengono raccontati cronologicamente, toccando i luoghi dove ha vissuto o lavorato: Roma, Matera, Venezia, Milano, Pesaro, città in cui ha lasciato un segno preciso e inconfondibile.

Milano - La mostra intende indagare l’opera diAymonino e i diversi contesti in cui ha vissuto e lavorato, articolandosi in un percorso cronologico. L’attività di Carlo Aymonino attraversa fasi storiche, esperienze e realtà differenti: dall’impegno nella ricostruzione del Dopoguerra al lavoro sulle periferie, dall’insegnamento universitario allo Iuav di Venezia fino all’esperienza come assessore per gli interventi al centro storico di Roma, dall’amore giovanile per la pittura al costante esercizio del disegno

Paradossalmente la centralità di Aymonino nella cultura architettonica italiana ed europea corrisponde a una relativa scarsità di letteratura sulla sua opera di ricerca, progettazione, didattica e azione politica. La sua posizione all’interno dei contesti in cui si è trovato a operare è sempre stata paradossalmente decentrata, deliberatamente sulla soglia: pittore, ma studente di architettura; modernista, ma portatore di valori premoderni; romano, ma collaboratore di riviste milanesi; progettista di periferie, ma impegnato politicamente nelle battaglie sui centri storici; professore e poi rettore veneziano, ma campione della cosiddetta scuola romana di architettura.

Intellettuale ricettivo ed estroverso, generoso e perciò inclusivo, Aymonino ha alimentato lo sviluppo di molti testi e contesti architettonici grazie a una leggerezza caratteriale, ma soprattutto alla sua originale funzione di collegamento tra luoghi e persone separati fra loro. Da qui la sua eccentrica centralità. Oltre ai suoi progetti, in mostra sono esposti materiali e documenti provenienti dal lato più intimo e biografico di Aymonino. Il cuore di questa sezione è rappresentato dagli album rossi che per molti anni l’architetto ha disegnato e riempito di aneddoti insieme con la sua famiglia, producendo una opera collettiva dove in controluce si intravedono molti dei fatti e dei protagonisti evocati nel percorso delle città. Altri quaderni e disegni figurativi sono esposti insieme a una selezione di interviste.

Forte il legame di Aymonino con alcune città italiane: Roma, Venezia, Milano, Pesaro, Matera, luoghi in cui ha lasciato un segno preciso e inconfondibile. A ogni città corrispondono uno o più centri tematici che chiamano in causa influenze e interlocutori differenti. Queste città vissute possono dunque essere intese come quartieri di una città interna, parti di una unica grande città che corrisponde alla composita personalità dell’architetto romano. La fedeltà al tradimento, a cui fa riferimento il titolo della mostra, è la paradossale capacità di Carlo Aymonino di confrontarsi con tutti i principali ambiti culturali e politici del secondo Novecento senza mai rimanere ingabbiato in un’unica categoria statica, evolvendo cioè costantemente per piccoli strappi - interpretabili come tradimenti.

Questa particolare attitudine è riscontrabile ad esempio nella sua adesione all’Associazione per l’architettura organica (Apao) di Bruno Zevi, conservando al contempo un interesse per il classicismo così come la stessa iscrizione al Pci contrastava con i valori della famiglia d’origine e ancora nella sua collaborazione con la rivista di architettura milanese Casabella pur essendo un esponente della scuola romana. Anche per questo è stato considerato romano a Venezia e veneziano a Roma, realizzando però la sua opera più importante (Il Gallaratese) a Milano insieme con Aldo Rossi. Carlo Aymonino ha conservato però un tenace punto fermo tra le contraddizioni inevitabili di una lunga carriera teorica e progettuale svolta al sud (Matera) come al centro (Roma, Pesaro) e al nord: l’esercizio quotidiano del disegno inteso non come pratica artistica ma come forma autonoma di conoscenza, un pensare per figure che ha letteralmente dato forma sia ai suoi progetti urbani sia al suo universo biografico totalmente figurativo.

La mostra è aperta al pubblico nel rispetto delle normative anti Covid-19 vigenti, nei seguenti orari di apertura: dal martedì alla domenica dalle 11.00 alle 20.00 (ultimo ingresso alle ore 19.00); la prenotazione è obbligatoria per il sabato e la domenica e comunque fortemente consigliata per gli altri giorni. Il biglietto di ingresso costa 10 euro (16 euro per visitare tutte le mostre in corso alla Triennale di Milano); ridotto 8,50 euro per under 26, over 65, studenti e disabili; ingresso gratuito per bambini e ragazzi fino a 16 anni. Per ulteriori informazioni telefonare al numero 02 72434208.

Questo evento è stato aggiornato con nuove informazioni il 19/05/2021 alle ore 05:58.

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