Les Citoyens: uno sguardo di Guillermo Kuitca sulla collezione della Fondation Cartier pour l’art contemporain, mostra - Milano

Les Citoyens: uno sguardo di Guillermo Kuitca sulla collezione della Fondation Cartier pour l’art contemporain, mostra - Triennale di Milano - Milano

27/04/2021

Fino a domenica 12 settembre 2021

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© Andrea Rossetti

CalendarioDate, orari e biglietti

Milano - Dal 6 maggio al 12 settembre 2021, nell’ambito del partenariato Triennale Milano / Fondation Cartier, la Triennale di Milano, ospita la mostra Les Citoyens: uno sguardo di Guillermo Kuitca sulla collezione della Fondation Cartier pour l’art contemporain, ideata da Guillermo Kuitca (Buenos Aires, 1961).

Milano - Il pittore argentino mette in mostra 120 opere di 28 artisti della collezione della Fondation Cartier per esplorare l’idea del collettivo, del gruppo, della comunità. Seconda esposizione presentata nell’ambito del partenariato tra le due istituzioni, Les Citoyens propone un viaggio nella memoria di una collezione unica, attraverso lo sguardo particolare di un artista. Seguendo la propria sensibilità, Guillermo Kuitca abbina installazioni, dipinti, sculture, ceramiche, video e disegni per creare una cosmogonia che si compone di opere, artisti, animali e oggetti in cui spesso è rappresentata la figura umana, vista nel suo rapporto con gli altri e con il mondo. Esplorando l’idea del gruppo, del collettivo, della comunità attraverso una grande varietà di creazioni contemporanee, in gran parte mai esposte in Italia, la mostra propone al visitatore un percorso sorprendente e di grande sensibilità, ricco di nuovi incontri estetici.

Milano - Les Citoyens è una creazione totale, un’esposizione-opera in cui Guillermo Kuitca firma non soltanto la selezione delle opere stesse, ma anche il loro inserimento nello spazio, in armonia con l’architettura della Triennale e il proprio universo pittorico. La mostra, elaborata dall’artista, diventa una creazione a sé.

Attraverso lo sguardo di un artista sui suoi contemporanei, Les Citoyens propone un percorso in cui si snodano in modo simmetrico le idee di insiemi e di costellazioni, di gruppi e di comunità. Cosmogonia di opere, di artisti, di animali, di oggetti, l’esposizione appare come un sistema solare senza sole, secondo Guillermo Kuitca, che concepisce un percorso privo di tematica, centro o gerarchia, pur effettuando dei collegamenti che tessono una trama di sensi e sensazioni. In questo modo, avvicina al disegno monumentale di Cai Guo-Qiang il film di Artavazd Peleshyan, che evoca una comunione di animali la cui vulnerabilità fa eco alla presenza astratta dell’uomo nelle fotografie di Fernell Franco o nella società in miniatura delle sculture di Véio.

Anche altre opere propongono quest’idea onnipresente delle costellazioni. Grazie al suo dispositivo spaziale, l’opera di Agnès Varda fa risuonare le voci di una comunità di donne di ogni età, da una parte; e dall’altra, delle sedute invitano i visitatori a riunirsi a loro volta, in un gruppo fortuito di osservatori. Lo sguardo è presente anche nell’installazione di Tony Oursler, in cui il visitatore si trova immerso in una foresta di spiriti sciamanici. Oppure nell’occhio del fotografo Daido Moriyama, che propone un viaggio nel suo studio attraverso un’installazione costituita da una serie di Polaroid. E poi un’altra immersione nell’universo tridimensionale del film di Moebius, che trasporta la comunità umana su un altro pianeta.

Nonostante sia una presenza quasi costante nelle opere selezionate da Guillermo Kuitca, così come nei gruppi dipinti da Moke o George Rouy o modellati da Isabel Mendes da Cunha, la figura umana assume un carattere silenzioso, una sorta di presenza-assenza che entra in risonanza con insiemi più astratti, come le opere di Richard Artschwager, Absalon, José Vera Matos o Thomas Demand. Si trova nuovamente l’astrazione e la dissoluzione del corpo nelle fotografie di Francesca Woodman, nei nudi di David Lynch, e persino nei disegni dell’artista yanomami Taniki.

Le opere di Rinko Kawauchi e Virxilio Vieitez evocano invece l’idea universale del nucleo familiare e della comunità di personalità e temporalità multiple che la costituiscono. Insieme a David Hammons, Junya Ishigami, Allan McCollum, Vija Celmins, Hu Liu, Guillermo Kuitca gioca con l’idea di combinare elementi, entità, unità, con la ripetizione e la singolarità, con il tutto e la frammentazione.

Opera corale, che riunisce gli universi di Guillermo Kuitca, David Lynch e Patti Smith, l’installazione David’s Living Room Revisited (2014-2020) è emblematica dell’idea di comunità, filo conduttore dell’esposizione Les Citoyens. Così come le fotografie di Claudia Andujar che concludono il percorso, ricordando l’esposizione presentata in precedenza nei medesimi spazi; la David’s Living Room Revisited incarna lo spirito della Fondation Cartier e l’incessante conversazione che porta avanti da quasi 40 anni con gli artisti.

La mostra è aperta al pubblico, nel rispetto delle normative anti Covid-19 vigenti, nei seguenti orari di apertura: dal martedì alla domenica dalle 11.00 alle 20.00 (ultimo ingresso alle ore 19.00); la prenotazione è obbligatoria per il sabato e la domenica e comunque fortemente consigliata per gli altri giorni. Il biglietto di ingresso costa 10 euro (12 euro per visitare tutte le mostre in corso alla Triennale di Milano); ridotto 8,50 euro per under 26, over 65, studenti e disabili; ingresso gratuito per bambini e ragazzi fino a 16 anni. Per ulteriori informazioni telefonare al numero 02 72434208.

Questo evento è stato aggiornato con nuove informazioni il 06/05/2021 alle ore 21:32.

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