Il Boccaccio di Chagall, mostra - Milano

Il Boccaccio di Chagall, mostra - Kasa dei Libri - Milano

20/04/2021

Fino a venerdì 7 maggio 2021

CalendarioDate, orari e biglietti

Milano - Attenzione: dopo la chiusura in concomitanza con l'ingresso con a Lombardia in zona rossa, la mostra riapre al pubblico il 26 aprile 2021, ed è prorogata al 7 maggio 2021!


Milano - Dal 24 febbraio al 9 aprile 2021 alla Kasa dei Libri di Milano è allestita la mostra Il Boccaccio di Chagall, un’incursione nel mondo del visionario artista bielorusso che ne esplora i rapporti con la cultura letteraria passata e coeva, a partire delle illustrazioni originali per il Decameron di Boccaccio e da quelle per rare plaquettes poetiche, in un percorso espositivo mai proposto prima.

Milano - In questa mostra non si trova tanto lo Chagall che tutti conoscono, quello delle grandi tele colorate sparse dall’est all’ovest dell’Europa, ma l’illustratore più intimo, da foglio di carta, dove stendere una emozione allo stato puro, che a volte i dipinti perfezioneranno, altre no. Un autore da camera, da apprezzare proprio sulle pagine di un libro più che nelle sale di un museo. E anche di quello, viene privilegiato l’autore meno noto: non tanto quello della Bibbia e delle Anime morte di Gogol, ma l’illustratore di opere diverse, spesso edite in poche copie, magari cent’anni fa, e non più ristampate.

Così sono le numerose plaquettes poetiche che Chagall illustra per pura amicizia con gli autori: opere mai circolate in Italia dove, quasi sicuramente, nessuno le possiede e non sono mai state esposte. E così anche il Decameron pubblicato per la rivista Verve nel 1950: novelle scelte tra quelle più grasse, dove trovano espressione tutta l’ironia e la joie de vivre dell’artista bielorusso.

L’incontro con Boccaccio, davvero poco conosciuto e ancor meno esposto, è uno dei più felici. Lo si deve all’intuizione di Tériade, greco trapiantato a Parigi, editore di Verve, che mette a confronto le magnifiche, coloratissime e molto didascaliche miniature originali di un manoscritto quattrocentesco con la fantasia onirica di Chagall. Ne nascono 26 grandi tavole illustrate con la tecnica del lavis a inchiostro di china: disegni molto pieni, carichi di elementi che conferiscono enfasi a paesaggio, natura, e animali, trattati con l’approccio sognante tipico di Chagall. La selezione delle novelle da illustrare ha privilegiato le storie più licenziose, con ampie dosi di tradimenti, inganni e scherzi amorosi; una materia che permette a Chagall di esprimersi attingendo ai suoi temi più specifici, dell’amore poetico e disincantato, che rimandano anche alla tradizione orale dei racconti della comunità russa dove l’artista ha vissuto la giovinezza. Il tutto ratificato dalla presenza di un altro amico storico di Chagall, Jacques Prévert, autore di una prefazione in forma di lunga poesia che si può vedere in mostra.

Tutta la vita di Chagall è costellata dalla presenza di figure di amici e familiari, che in mostra prosperano nella sezione degli altri Libri illustrati ad affiancare il Decameron. Ancora Prévert compare insieme a Chagall nel volume Le cirque - prefazione del poeta, litografie dell’artista e reportage di immagini sul circo del fotografo Izis, al secolo Israëlis Bidermanas, un altro trapiantato in Francia: lituano, amicissimo del pittore, che ritrae in innumerevoli pose poi raccolte in un paio di libri altrettanto belli. Per lui, tra l’altro, Chagall prepara la spettacolare copertina di Israël (1955), racconto fotografico sul neonato stato israeliano a cui si accosta un’altra grande firma, quella di André Malraux, che scrive la prefazione.

I libri di Izis arrivano per lo più dalla Francia, come l’edizione originale di Ma vie, l’autobiografia, e i libri della moglie Bella, tutti con numerose illustrazioni. Del resto quasi tutti i libri della sezione Illustrati sono stati raccolti all’estero, per mostrare materiale ben raramente visto in Italia, ma altrettanto capace di rivelare la stessa mano dello Chagall più noto ed esposto. In mostra anche Sibir, raccolta di 24 poesie in lingua yiddish scritte come omaggio alla regione siberiana da Abraham Sutzkever, un ebreo bielorusso, proprio come Chagall; le plaquettes di una oscura (in Italia) coppia di poeti franco-tedeschi, Claire e Yvan Goll, altri due parigini d’adozione che Chagall accompagna nei decenni con illustrazioni sempre nuove, e quelle di altri poeti più o meno sconosciuti come il rumeno Ilaire Voronca o il parigino Marcel Arland per i quali Chagall schizza festosi ritratti a inchiostro che normalmente stanno chiusi nelle pagine delle loro edizioni ormai centenarie; e ancora il libro di versi della poetessa americana Hazel Collister Hutchison, per cui Chagall realizza appositamente le illustrazioni.

Anche nella sezione In Copertina, accanto a testi molto noti (su tutti La tregua di Primo Levi, presentato nell’edizione originale inglese), vengono presentati interventi meno conosciuti, come quelli degli anni Quaranta per il teatro, quando l’artista è di stanza negli Stati Uniti ed entra in contatto con il gruppo dei balletti russi. Per almeno due volte Chagall è sulle copertine dei loro programmi di sala statunitensi; e per loro, tra l’altro, scrive un balletto, Aleko, che va in scena a Città del Messico nel 1942, di cui cura scenografia e costumi. Anche queste tracce, che hanno circolato solo in America, in Europa sono ben poco note. Forse più viste, ma comunque curiose, un paio di copertine su due dei maggiori settimanali del mondo: il tedesco Spiegel, (1959) in occasione di una duplice mostra ad Amburgo e a Monaco, di cui nella sezione dedicata alle mostre sono presentati i cataloghi, e Time (1965), forse la meta più ambita, che certifica la notorietà planetaria. In entrambi i casi, la copertina è corredata da ampi articoli e foto.

Tutto Chagall mostra per mostra  documenta invece l’attività espositiva internazionale dell’artista, con un nutrito gruppo di cataloghi, alcuni dei quali introvabili. A partire dal 1946, quando Chagall si trova negli gli Stati Uniti: quale migliore occasione per organizzare una sua retrospettiva al Moma di New York, che aveva appena ospitato gli altri mostri sacri della pittura europea di stanza a Parigi? Il catalogo è di James Johnson Sweeney, direttore della sezione di pittura e scultura del più noto museo contemporaneo del mondo. Lì inizia un viaggio che porta via via alla Tate Gallery di Londra (1948), per la prima importante mostra mai dedicata a Chagall nel Regno Unito, nelle principali città tedesche e olandesi, dove invece l’artista riceve da tempo l’attenzione del pubblico e della critica, per approdare in Giappone, tra Tokyo e Kyoto nel 1963.

Poi, ça va sans dire i cataloghi dalla Francia, patria d’elezione per l’artista, tra cui quello per la grandiosa mostra al Grand Palais di Parigi nel 1969. E poi i due meravigliosi numeri della rivista Derrière le Miroir, cataloghi de facto della leggendaria galleria di Aimé Maeght, pubblicati dal 1946 al 1982. I fascicoli esposti, con litografie originali, sono il primo e l’ultimo realizzati con la collaborazione dell’artista. Poche invece, e tardive, le mostre italiane con cataloghi degni di questo nome.

Piuttosto, un primario contributo che arriva dall’Italia è la monografia chagalliana di Lionello Venturi, uscita nel 1945 in edizione numerata a New York, dove l’autore, uno dei 12 docenti universitari che non aveva giurato fedeltà al fascismo, era riparato da una decina d’anni. Notevole anche l’editore: la Pierre Matisse Gallery, uno dei luoghi di culto di quella Manhattan, fondata dal figlio di Henri Matisse. Il libro sta nella sezione Monografie, piuttosto varia, dalle prime degli anni Venti in tedesco e francese fino a quelle del dopoguerra, con ricche riproduzioni e studi approfonditi.

E le Sacre Scritture? Chagall si esercita continuamente sui soggetti biblici nella loro molteplicità (tanto che il museo che si aprenel 1973 a Nizza grazie alle sue donazioni si chiamerà Message biblique) e la Kasa dei Libri presenta una piccola parte dei libri che rimandano alla riflessione sulla Bibbia: una gamma vastissima, che va dalle vetrate per la sinagoga dell’ospedale Hadassah di Gerusalemme, documentate nel catalogo di una mostra che si tiene a Parigi, fino ai pastelli preparatori delle tele più impegnative, pubblicati a Milano a fine anni ‘80; solo spunti, schizzi, appunti; eppure ogni volta c'è un aspetto nuovo, inedito, inatteso. E a volte, come nel caso dei Pastelli, i libri sono davvero sontuosi.

La mostra è aperta al pubblico solo su prenotazione, dal lunedì al venerdì in orario 15.00-19.00. Per info 02 66989018.

Questo evento è stato aggiornato con nuove informazioni il 19/05/2021 alle ore 04:55.

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