Ominous, glamorous, momentous, ridiculous: mostra di Charles Atlas - Milano

Ominous, glamorous, momentous, ridiculous: mostra di Charles Atlas - Ica Milano - Milano

22/02/2021

Fino a venerdì 26 marzo 2021

Charles Atlas, The Waning of Justice, 2015 © Filippo Armellin

CalendarioDate, orari e biglietti

Milano - La Fondazione Ica Milano torna finalmente ad aprire le sue porte al pubblico presentando, presso l'Istituto Contemporaneo per le Arti Ica Milano, la mostra Charles Atlas: Ominous, Glamorous, Momentous, Ridiculous, prima mostra personale in Italia di Charles Atlas (Missouri, 1949), regista e video-artista americano considerato uno dei principali protagonisti della scena artistica internazionale tra gli anni Settanta e i Duemila.

Milano - L’esposizione, allestita a febbraio del 2020 ma mai aperta in ragione dell’emergenza sanitaria, è aperta al pubblico da mercoledì 3 a venerdì 26 marzo 2021: i visitatori hanno a disposizione 12 giorni, dal mercoledì al venerdì in orario 12.00-18.00, per scoprire l’esposizione che chiude definitivamente i battenti venerdì 26 marzo. Per garantire la sicurezza del pubblico e assicurare il rispetto delle norme vigenti, la visita avviene tramite ingressi contingentati con prenotazione obbligatoria esclusivamente via email.

Milano - Il progetto espositivo, curato da Alberto Salvadori e sviluppato in stretta collaborazione con Charles Atlas, contestualizza le fasi più significative della ricerca dell’artista raccogliendo opere storiche accanto a lavori più recenti che trasformano lo spazio della fondazione in un ambiente immersivo e suggestivo. Noto per la sua pratica filmica radicale e sperimentale, da più di quarant’anni Charles Atlas fonda la sua ricerca sul dialogo tra discipline differenti quali video, danza e performance, realizzando installazioni, documentari, lavori per la tv, progetti multimediali e recentemente anche live electronics.

Il percorso espositivo prende avvio al pianterreno della fondazione. Ad accogliere il visitatore è l’articolata installazione sonora e visiva The Waning of Justice (2015), che associa l’intima narrazione della performer drag queen Lady Bunny a diverse proiezioni e filmati di tramonti fiammeggianti, accompagnati dal countdown di un grande orologio digitale che scandisce i 18 minuti impiegati dal sole per tramontare. Da questa riflessione sulla caducità della vita, la mostra prosegue al primo piano con l’esplorazione dei temi più cari all’artista: la relazione tra il video e la danza, le politiche identitarie contemporanee e il glamour underground. Qui sono esposti alcuni lavori seminali frutto della collaborazione con performer e danzatori, tra i quali si segnalano Blue Studio: Five Segments (1976), Locale (1980) e Channels/Inserts (1981), realizzati in collaborazione con Merce Cunningham, Hail the New Puritan (1986), film girato con il danzatore e coreografo Michael Clark, Ex-Romance (1984/1987), in collaborazione con la danzatrice e coreografa Karole Armitage, e The Legend of Leigh Bowery (2002), documentario sulla figura del fashion designer e performer Leigh Bowery. Completa la mostra Turning Portraits, videoinstallazione appositamente concepita da Atlas come un remix di ritratti video realizzato rielaborando le riprese del tour Turning della band Antony and The Johnsons nel 2006, in collaborazione con la cantante e musicista Anohni.

La mostra evidenzia come negli anni la danza abbia costituito una tematica costante nella ricerca di Atlas, il cui centro di interesse non è esclusivamente rappresentato dalla coreografia, ma anche dal soggetto danzante in relazione alla comunità di persone che la rendono possibile: performer, coreografi, compositori, costumisti, registi. Il lavoro dell’artista si contraddistingue per l’incessante ricerca sulle potenzialità espressive dei time-based media e per la costante sperimentazione con la tecnologia. Particolarmente affascinato dall’impatto defamiliarizzante prodotto da tecniche come il chroma-key, negli anni più recenti, Atlas ha intrecciato al suo lavoro animazioni generate digitalmente, creando video installazioni tecnicamente complesse e ricercate. Nelle sue opere, infatti, l’artista esplora l’iconografia delle sequenze numeriche e le modalità di segmentazione e struttura dello spazio visivo.

Questo evento è stato aggiornato con nuove informazioni il 04/03/2021 alle ore 23:38.

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