Pools and Voids, mostra fotografica di Nazgol Ansarinia - Milano

Pools and Voids, mostra fotografica di Nazgol Ansarinia - Galleria Raffaella Cortese - Milano

02/02/2021

Fino a sabato 24 aprile 2021

© raffaellacortese.com

CalendarioDate, orari e biglietti

Milano -

Milano - Dal 4 febbraio al 24 aprile 2021 la Galleria Raffaella Cortese di Milano ospita la mostra Pools and Voids, la seconda personale dell’artista iraniana Nazgol Ansarinia (Teheran, 1979) a Milano. La mostra, allestita nello spazio di via Stradella 7, presenta un nuovo nucleo di lavori nati in questi ultimi mesi ed esposti per la prima volta.

Milano - Nel corso della sua carriera Nazgol Ansarinia ha affrontato numerosi temi di analisi come il controllo, i ricordi associati ai luoghi abitati, lo sviluppo urbano di Teheran con il suo processo di demolizione e rapida ricostruzione, gli schemi e i motivi legati ai tappeti e ai mosaici a specchio persiani, il tutto poi tradotto in opere servendosi di differenti media quali video, scultura, disegno e collage.

Anche in questa mostra l'artista iraniana rivela la relazione fra le cose che accadono sulla superficie della città e le conseguenze presenti all’interno di essa. Nello specifico ha qui analizzato un aspetto peculiare dell’urbanistica di Teheran che nel tempo si è caricato di portati simbolici. A fine anni ’60 Victor Gruen Associates realizzò il piano di urbanizzazione della capitale dell’Iran su modello di quello di città americane quali Los Angeles. Molte sono le piscine private, poste su numerosi palazzi di Teheran, che furono costruite e sono rimaste inutilizzate come conseguenza della rivoluzione iraniana dal 1979 in poi, incredibilmente ancora presenti, vuote, in molte proprietà.

Cosa significa avere questi vuoti lasciati intatti per decenni in una città nella quale si cerca di sfruttare ogni singolo spazio per il costruito? La presenza di queste piscine esprime, come scrive l’artista, un desiderio di riutilizzo in un inatteso futuro, ma allo stesso tempo mantengono la memoria di quando furono colme di acqua e utilizzate. Ansarinia ne ha ricavato la forma da documenti municipali donandogli poi profondità, dimensione e connettendone fra loro alcune per creare le sculture della serie Connected Pools (2020). A queste opere realizzate con la stratificazione di più livelli di stucco il cui colore rimanda a quello dell’acqua, Ansarinia ha dato un’altezza, ed esponendole vicine fra loro l’artista le ha trasformate in una sorta di nuova possibile urbanizzazione. Analizzandolo attentamente, il progetto Pools and Voids rappresenta una sorta di inversione rispetto ai temi su cui, negli ultimi anni, Ansarinia ha spesso ragionato e tradotto in opere.

Qui non vi è un’analisi del rapido cambiamento del costruito – quindi del demolito – e dell’urbanistica di Teheran, bensì un’analisi profonda su ciò che rimane, seppur edificato decenni fa. In questi nuovi lavori non si ragiona su una memoria legata alla perdita del costruito, con tutto il suo portato di implicazioni socio-economiche, ma sull’altrettanta interessante memoria legata a ciò che è rimasto e che proprio perché ancora presente, ma abbandonato, è in grado di suscitare concetti legati al desiderio collettivo di un tempo che fu e che, in realtà, rimane come cristallizzato. Un desiderio la cui ombra si posa ancora sui nostri giorni.

L’opera Private Waters (2020) permette poi di analizzare in dettaglio, come fossero matrici di forme in scala, 52 volumi di piscine realizzati in resina semitrasparente posti su un lungo tavolo, alcuni dei quali connessi nelle sette sculture Connected Pools. Questo lavoro è presentato in un ambiente le cui pareti e soffitto sono dipinti in blu scuro, dando l’impressione di trovarsi all’interno di una profonda piscina vuota. Infatti, pensando alla conformazione architettonica della galleria al numero civico 7 che può creare un parallelo interessante con la forma delle piscine, Ansarinia presenta un nuovo video composto da due proiezioni: Dissolving Substances (2020). Focalizzando sulle superfici di una stessa piscina lasciata vuota per anni si assiste, nella prima proiezione all’accelerazione, seppur con tenui passaggi e velature, del variare delle superfici avvenute nel tempo, nella seconda una porzione di quelle pareti si anima ricordando la superficie dell’acqua in movimento. 

L'inaugurazione è fissata per giovedì 4 febbraio 2021, con un opening lungo un giorno dalle 10.00 alle 19.30 in contemporanea con l'apertura della mostra Architectures of Life di Jitka Hanzlová; la mostra è poi aperta al pubblico fino a sabato 24 aprile 2021 nei seguenti orari di apertura: 10.00-13.00 e 15.00-19.30 dal martedì al sabato, oppure su appuntamento. Le visite si svolgo nel rispetto delle norme anti Covid e la prenotazione è sempre consigliata (per info 02 2043555).

Questo evento è stato aggiornato con nuove informazioni il 08/03/2021 alle ore 02:07.

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