Digital Mourning, mostra personale di Neïl Beloufa - Milano

Digital Mourning, mostra personale di Neïl Beloufa - Hangar Bicocca - Milano

01/02/2021

Fino a domenica 18 luglio 2021

Altre foto

© Agostino Osio

CalendarioDate, orari e biglietti


Milano - Dal 17 febbraio al 18 luglio 2021, presso il Pirelli Hangar Bicocca di Milano è allestita la mostra Digital Mourning, a cura di Roberta Tenconi, la prima grande personale dedicata a Neïl Beloufa (Parigi, 1985) in un’istituzione italiana nata da una riflessione sul panorama attuale e sul concetto di vita nel mondo digitale. La mostra è visitabile gratuitamente nel rispetto delle norme anti Covid ed è aperta al pubblico in orario 10.30-20.30 dal mercoledì al venerdì (per info 02 66111573).

Milano - Fin dal titolo, la mostra allude a uno dei paradossi più evidenti della società contemporanea, l’esistenza in un mondo tecnologico e la sua parallela scomparsa. L’associazione dei due termini digital [digitale] e mourning [lutto] si risolve nell’incontro tra assenza di vita e contesto artificiale, una dimensione dove la vita stessa viene simulata attraverso modelli appositamente costruiti per comprenderne l’essenza.

Milano - Giocando sulla combinazione e sulla commistione di generi, Digital Mourning si configura come una nuova complessa installazione multimediale concepita appositamente per lo spazio dello Shed del Pirelli Hangar Bicocca, e al contempo fornisce una retrospettiva sulla produzione video di Neïl Beloufa. Il percorso è composto da un’ampia selezione di opere video che ripercorrono la carriera dell’artista dagli esordi (con Kempinski, 2007) fino alle produzioni più recenti, alcune delle quali proiettate all’interno delle installazioni multimediali originariamente pensate dall’artista a questo scopo. Nel loro complesso, queste divengono parte di un sistema computerizzato di attivazione e ri-montaggio che annulla qualsiasi gerarchia tra le informazioni.

Lo spazio, che emula lo scenario di un parco divertimenti, accoglie un’ampia selezione di opere che include le più rilevanti installazioni e sculture di Neïl Beloufa. Tuttavia, analogamente a quanto accade oggi, la fruizione delle attrazioni non è consentita e la mostra sembra prendere vita unicamente in risposta a una serie di voci narranti che guidano lo spettatore. Presentando le opere e spiegando al visitatore cosa è possibile scoprire in ogni area, i narratori introducono e mettono in discussione posizioni differenti, dalle aspirazioni utopiche alle opinioni delle nuove generazioni. Nel realizzare una nuova opera d’arte totale a partire da lavori pre-esistenti, inoltre, l’esposizione simula il modo in cui avviene il consumo culturale in questo periodo, giocando per esempio sul flusso di informazioni e sulla capacità media di attenzione dello spettatore o fornendo link per vedere film direttamente da casa.

La messa in discussione delle convenzioni è presente fin dal primo lavoro di Neïl Beloufa, Kempinski (2007). Girato a Bamako, in Mali, il video raccoglie una serie di brevi interviste in cui l’artista sottilmente scardina le regole stilistiche di genere. Mantenendo lo spirito di autenticità tipico del documentario, i dialoghi tra i protagonisti descrivono una realtà totalmente priva di qualsiasi visione stereotipata del continente africano, caratterizzato piuttosto da scenari fantastici e surreali scaturiti dal semplice uso del tempo verbale presente per parlare di un futuro ipotetico. L’allegoria del mondo contemporaneo e delle sue fragilità ritorna anche nell’installazione cinetica People’s Passion, transparency, mobility, all surrounded by water (2018), che include l’omonimo video. L’opera prende vita a partire da una serie di interviste realizzate dall’artista agli abitanti di un nuovo complesso residenziale nel Nord America, che mostrano tutta l’artificialità insita nel modello di presunto lifestyle e benessere occidentale.

Altrettanto potente è l’idea di un mondo fortemente retorico trasmessa da World Domination (2015), opera in cui Neïl Beloufa ricorre ad attori non professionisti e al modello del gioco di ruolo per difendere delle posizioni arbitrariamente attribuite. Proiettato sulla superficie irregolare di un muro motorizzato che si muove su un binario, il video mostra cinque scene e tavoli diplomatici dove la discussione verte su problematiche internazionali come l’obesità e gli investimenti finanziari, spesso concludendosi in evidenti contraddizioni e istanze di guerra.

Infine, la mostra presenta una nuova versione espansa, realizzata appositamente per l’occasione, di La morale de l’histoire (2019). L’installazione immersiva è concepita come un racconto tecno-fiabesco, che narra le vicende di un cammello e alcune volpi del deserto che costruiscono un muro di pietre per ripararsi dal sole a discapito di una colonia di formiche. Il lavoro, che adotta volutamente i codici narrativi dell’infanzia per costruire una metafora dell’economia capitalista, conclude il percorso espositivo fungendo da riepilogo per tutte le altre narrazioni e opere.

L’insieme delle installazioni trasforma Digital Mourning in un ambiente immersivo, dove gli stimoli scaturiti da immagini, suoni e luci si sincronizzano nell’ambito di una sequenza complessa che guida i movimenti dello spettatore. L’accensione e lo spegnimento di una o più opere contemporaneamente genera una coreografia unica nel suo genere che vede alcuni lavori animarsi, e altri giacere senza vita in un sonno congelato. A dettare il ritmo del racconto sono le voci narranti, i cosiddetti Hosts o Ghosts, i cui canali audio sono programmati per rivolgere ordini allo spettatore. In questo modo, secondo le parole dell’artista, il pubblico si trova in a free but uncomfortable position that should lead to thinking about what is shown instead of believing it [in una posizione libera ma scomoda che dovrebbe portare a riflettere su ciò che viene mostrato, non su ciò che si crede]. Nel creare un sistema di controllo, Neïl Beloufa mette in discussione concetti permeabili come la verità e la finzione e mostra quanto questi siano intrecciati nella realtà contemporanea, i cui meccanismi sono messi a nudo proprio come i dispositivi e i cablaggi delle sue opere.

Questo evento è stato aggiornato con nuove informazioni il 04/03/2021 alle ore 01:09.

Potrebbe interessarti anche: Sotto il cielo di Nut: Egitto divino, mostra, fino al 28 marzo 2021 , Enzo Mari: Falce e Martello, la mostra, fino al 31 marzo 2021 , Prima, donna: Margaret Bourke-White, mostra fotografica, fino al 2 giugno 2021 , Enzo Mari curated by Hans Ulrich Obrist with Francesca Giacomelli, mostra, fino al 18 aprile 2021

Fotogallery

Scopri cosa fare oggi a Milano consultando la nostra agenda eventi.
Hai programmi per il fine settimana? Scopri gli eventi del weekend a Milano.