Performing Pac 2020: proiezioni, memorie d'archivio e performance - Milano

Performing Pac 2020: proiezioni, memorie d'archivio e performance - PAC - Padiglione d'Arte Contemporanea - Milano

30/06/2020

Fino a domenica 13 settembre 2020

Laurie Anderson, Performance at PAC, The Record Of The Time, 2003 © Courtesy Pac Milano

CalendarioDate, orari e biglietti

Milano - Dopo l'annullamento della classica tre giorni di Performing Pac lo scorso inverno per emergenza Covid-19, dal 2 luglio al 13 settembre 2020 il Pac - Padiglione d'Arte Contemporanea di Milano riapre con una versione estesa della rassegna, dedicata quest'anno al rapporto tra arte e musica e sottotitolata Made of Sound.

Milano - Il tema viene sviluppato attraverso opere video, materiali d’archivio, interventi di artisti, critici e curatori che esplorano l’interazione tra suono e immagine nella pratica e nella ricerca artistica contemporanea. Si parte idealmente da Laurie Anderson, icona dell'arte multimediale, a cui il Pac rende omaggio proiettando per la prima volta il video della performance realizzata nel 2003 dall’artista newyorkese proprio al Pac in occasione della sua antologica The Record of the Time a cura di Jean Hubert Martin e Thierry Raspail.

Milano - Il video dedicato a Laurie Anderson è accompagnato da documenti, fotografie e materiali d’archivio che raccontano la mostra del 2003. A luglio, inoltre, grazie alla collaborazione con la Cineteca Italiana, viene proiettato nel cortile del Pac il film di Laurie Anderson Heart of a Dog (2015): un viaggio intimo e delicato in compagnia dell’amata cagnetta Lolabelle, una riflessione multimediale sul significato della memoria, della perdita e dell’amore.

Il percorso espositivo di Performing Pac 2020 si sviluppa poi attraverso i lavori di 5 artisti che utilizzano suono e musica nella loro ricerca: si parte dal duo Barbara and Ale (Barbara Ceriani Basilico e Alessandro Mancassola), che porta al Pac il film The sky is falling (2017), dove il vibrafono di Elio Marchesini, percussionista della Teatro alla Scala, viene suonato su un lago ghiacciato tra montagne innevate.

Il film realizzato da Jeremy Deller con Nicholas Abrahams Our Hobby Is Depeche Mode (2006) fotografa la fanbase dei Depeche Mode muovendosi in poche settimane tra Messico, Stati Uniti, Germania, Romania, Brasile, Canada e Russia. Il lavoro documenta come il comportamento disordinato, caotico e spesso imprevedibile con il quale i fan si appropriano della band entri in collisione con l’immagine commerciale accuratamente elaborata del gruppo.

Pamela Diamante presenta Generare Corpi Celesti - Esercizi Di Stile (2020), installazione inedita che esplora il rapporto tra visione antropocentrica e infinito. In collaborazione con il composer Malasomma, l’artista scompone e trasla in musica le parole di Paolo, ipovedente, che narra l’emozione del ricordo di poter osservare le stelle; Antonio invece, non vedente dalla nascita, ha raffigurato su due grandi tele un cielo stellato che non ha mai potuto osservare.

Il duo artistico italiano Invernomuto (Simone Bertuzzi e Simone Trabucchi) porta al Pac l’installazione audiovisiva Vers l'Europa deserta, Terra Incognita (2017), che - muovendosi in una periferia allargata tra Italia e Francia - lavora sui modelli di auto-rappresentazione condivisi dalle culture giovanili suburbane di tutta Europa attraverso mezzi come videoclip, storie di Instagram e flussi di Snapchat.

Nell’opera dell’artista portoghese João Onofre un'adolescente canta La Nuit n'en Finit Plus di Petula Clark in downtempo a capella, all'interno di una buca sul terreno di una prateria. L'opera Untitled (N'en Finit Plus) (2010-2011) indaga il tema dell'appropriazione, declinato sia nella pratica artistica che nella musica pop, e la possibilità che questi due mondi paralleli si sovrappongano.

Chiudono questa indagine sonora due ulteriori interventi: nella project room una selezione di videoclip musicali diretti da sette tra i più importanti e visionari registi contemporanei (Anton Corbijn, Chris Cunningham, Jonathan Glazer, Michel Gondry, Spike Jonze, Mark Romanek, Stephane Sednaoui) raccontano le incursioni dell’arte nell’universo musicale pop e rock; nel parterre l’installazione di Marie Cérisier, giovane artista di Roquebrune-Cap-Martin, che con Pile à Cd (Pila di Cd / Pila da cedere) costruisce la sua memoria personale e immaginaria in un bilico sonoro regalandone un frammento al pubblico, tra équilibre e déséquilibre.

In occasione di Performing Pac 2020 il Pac resta aperto ad ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria nei seguenti orari: 11.00-20.00, dal giovedì alla domenica (ultimo ingresso ore 19.00). Per info 02 88446359.

Questo evento è stato aggiornato con nuove informazioni il 10/07/2020 alle ore 03:09.

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