K, mostra di Udo Kittelman sui romanzi incompiuti di Franz Kafka - Milano

K, mostra di Udo Kittelman sui romanzi incompiuti di Franz Kafka - Fondazione Prada - Milano

04/02/2020

Fino a domenica 25 ottobre 2020

Tangerine Dream: copertina dell’album Franz Kafka. The Castle, 2013 © Eastgate Music&Arts, Berlin

CalendarioDate, orari e biglietti

Milano - Attenzione: dopo la chiusura durante il lockdown, la Fondazione Prada di Milano riapre al pubblico venerdì 5 giugno 2020: la mostra K di Udo Kittelman è prorogata fino a domenica 25 ottobre 2020 secondo le norme per la prevenzione e il controllo del Covid-19 nei luoghi di cultura. Qui info su biglietti e orari di apertura della Fondazione Prada.


Milano - Dal 21 febbraio al 27 luglio 2020 la sede di Milano della Fondazione Prada ospita la mostra K, progetto concepito da Udo Kittelman che include la celebre opera di Martin Kippenberger The Happy End of Franz Kafka’s Amerika in dialogo con l’iconico film di Orson Welles The Trial e l’album di musica elettronica The Castle dei Tangerine Dream.

Milano - K rimanda ai tre romanzi incompiuti di Franz Kafka (1883-1924) Amerika (America), Der Prozess (Il processo) e Das Schloss (Il castello) pubblicati postumi tra il 1925 e il 1927. La natura incompleta di questi libri consente letture multiple e aperte che hanno indotto l’artista Martin Kippenberger, il regista Orson Welles e la band di musica elettronica Tangerine Dream a riadattarli, esplorandone i soggetti e le atmosfere attraverso allusioni e interpretazioni soggettive. I visitatori sono invitati a sperimentare tre possibili incontri creativi con l’opera di Kafka attraverso la presentazione simultanea di un lavoro artistico, di un film e di una produzione musicale, rispettivamente nel Podium, nel Cinema e nella Cisterna della Fondazione Prada.

La mostra è visitabile negli orari di apertura della Fondazione Prada, ovvero: lunedì, mercoledì e giovedì 10.00-19.00; venerdì, sabato e domenica 10.00-21.00; martedì chiuso. I biglietti di ingresso hanno i seguenti costi: intero 10 euro, ridotto 8 euro per studenti fino ai 26 anni, possessori di tessera Fai e accompagnatori di visitatori con disabilità; ingresso gratuito per visitatori sotto i 18 e sopra i 65 anni e disabili (se si desidera visitare, oltre alla mostra, anche i progetti permanenti della Fondazione Prada, i biglietti costano rispettivamente 15 e 12 euro). Per info 02 56662611.

The Happy End of Franz Kafka’s Amerika di Martin Kippenberger

Al centro della mostra K si trova l’installazione di Martin Kippenberger The Happy End of Franz Kafka’s Amerika (1994), in mostra al piano terra del Podium e per la prima volta esposta in Italia. Basata sul romanzo America, pubblicato nel 1927, l’opera reinterpreta una sequenza del libro in cui il protagonista Karl Rossman, dopo aver viaggiato attraverso l’America, si propone per un’occupazione al teatro più grande del mondo. L’artista tedesco Martin Kippenberger (1953-1997) esplora l’utopia immaginaria del mondo del lavoro, traducendo in una vasta installazione l’immagine letteraria dei colloqui collettivi inventata da Kafka.

Il giovane immigrato Karl Rossman, il protagonista di America in cerca di successo professionale, empatia e senso di giustizia, incontra un mondo dominato da una concorrenza e uno sfruttamento disumanizzanti, lontano dalla rappresentazione ideale degli Stati Uniti come terra dell’opportunità e terra della libertà. Kafka non ha mai completato il romanzo America, abbandondo la sua stesura più di dieci anni prima della sua pubblicazione postuma nel 1927. Kippenberger ha dichiarato di non aver mai finito di leggerlo, ma di averne ascoltato la storia indirettamente da un amico. La condizione di incompletezza del libro lascia aperta la possibilità, insolita per i racconti di Kafka, di un lieto fine.

Con lo scopo di ricreare un campo da calcio destinato a ospitare colloqui di massa, l’installazione raccoglie un’ampia varietà di oggetti e arredi, come diversi tavoli, elementi di design vintage e sedie da mercatino delle pulci, nonché oggetti provenienti da precedenti mostre dello stesso Kippenberger. Quest’opera molto complessa, esposta per la prima volta al Museum Boijmans van Beuningen di Rotterdam nel 1994, potrebbe riferirsi alla competizione tra autori e le dinamiche interne alla comunità artistica, ma riflette anche l’opinione del suo creatore sull’importanza delle relazioni e del dialogo, suggerita dalla natura dialogica dell’installazione.

The Trial di Orson Welles

Il secondo elemento della trilogia è il film di Orson Welles The Trial (Il processo) del 1962, che si basa sull’omonimo romanzo di Kafka ed è proiettato al Cinema di Fondazione Prada. Orson Welles (1915-1985) ha scritto e realizzato un film drammatico caratterizzato da un umorismo nero e da un’atmosfera onirica, considerato dalla critica come uno dei suoi capolavori, in particolare per la scenografia e la fotografia. Anthony Perkins interpreta Josef K., un burocrate accusato di un crimine sconosciuto. Jeanne Moreau, Romy Schneider ed Elsa Martinelli interpretano i personaggi femminili coinvolti in diversi modi nel processo e nella vita del protagonista. Il regista, nel ruolo dell’Avvocato, è il difensore di Josef e il principale antagonista del film. La combinazione tra i lavori di Kafka e Welles è stata definita dai critici come un’alleanza tra due forme di turbamento.

Franz Kafka The Castle dei Tangerine Dream

K è completato dall’album Franz Kafka The Castle (2013), diffuso in loop all’interno della Cisterna. Questo spazio raccolto è trasformato in un ambiente evocativo e accogliente, in cui i visitatori possono rilassarsi e ascoltare la musica elettronica della band tedesca fondata nel 1967 da Edgar Froese (1944-2015). ll castello di Kafka narra la storia dell’agrimensore K., che arriva in un villaggio dominato da una misteriosa fortezza. Tutti i suoi tentativi di andare al lavoro e di parlare con il suo responsabile al castello sono destinati a fallire. Il lettore è costretto a confrontarsi con una serie di frustazioni e in particolare con l’inutile battaglia di K. per ottenere il proprio riconoscimento e il rispetto degli altri, un’avventura infinita descritta da Kafka come la storia universale dell’anima. L’album contiene dieci brani, di cui otto composti da Edgar Froese, uno da Thorsten Quaeschning e uno da entrambi. Nel libretto di quattro pagine ogni brano è introdotto da brevi descrizioni immaginarie, tratte dal diario di Kafka. Nel suo ampio testo finale Edgar

Questo evento è stato aggiornato con nuove informazioni il 08/07/2020 alle ore 16:39.

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