Stella d'Africa: l’incredibile storia di Luciano Vassallo - Milano

Stella d'Africa: l’incredibile storia di Luciano Vassallo - Nuovo Teatro Ariberto - Milano

03/02/2020

Fino a domenica 23 febbraio 2020

Milano - Sabato 15 e 22 e domenica 16 e 23 febbraio 2020, al Nuovo Teatro Ariberto di Milano va in scena lo spettacolo Stella d'Africa: l’incredibile storia di Luciano Vassallo, di e con Giambattista Anastasio per la regia di Marco Filatori.

Milano - Quella di Vassallo è una storia tanto esemplare quanto poco conosciuta. Cresciuto nella miseria tra le strade di Asmara, Luciano vive fin da subito il dramma del doppio razzismo: in quanto meticcio viene discriminato sia dai bianchi che occupano il suo paese (gli italiani prima e gli inglesi poi) sia dagli autoctoni (etiopi ed eritrei). Per i primi non è abbastanza bianco, per i secondi non è abbastanza nero.

Milano - Espulso da scuola dopo aver reagito all'ennesima umiliazione da parte di un compagno, Luciano trascorre un'adolescenza inquieta tra lavori precari e qualche giorno in cella finché riesce ad entrare in una squadra di calcio. Il suo talento innato gli permette in poco tempo di scalare posizioni nel calcio etiope (l'Eritrea allora non era ancora uno Stato indipendente) e di arrivare ad indossare la maglia della Nazionale. Ma nonostante sia ormai una stella del calcio continua ad essere bersaglio e vittima di razzismo, tanto nella vita privata quanto nella vita pubblica.

Il suo status di campione del calcio, a differenza di quanto potrebbe accadere oggi, non gli vale alcun riscatto da questo punto di vista. Da qui l'episodio clou della sua storia: nel 1962 l'Etiopia arriva a disputare la finale di quella che ancora oggi è la massima competizione calcistica del continente africano, la Coppa d'Africa. Un traguardo raggiunto grazie ai goal e agli assist di Vassallo che di quella squadra arriva ad essere anche il capitano. Poco prima della finale, però, interviene la politica: la Federazione Etiope fa sapere all'allenatore della squadra che Vassallo non può giocare quella partita perché, in caso di vittoria, non sta bene che sia un meticcio ad alzare al cielo la Coppa e a farsi fotografare con essa, per lo più con la fascia di capitano al braccio.

L'allenatore cede alle pressioni politiche e poco prima dell'inizio della partita, in spogliatoio, comunica che Vassallo non giocherà. A questo punto lo sport e la solidarietà vincono su tutto: alcuni compagni di Vassallo fanno sapere all'allenatore che non scenderanno in campo neppure loro se non sarà permesso a Luciano di giocare. La rivolta dello spogliatoio, composto da etiopi autoctoni, costringerà tutti ad una marcia indietro, Vassallo giocherà la finale e l'Etiopia vincerà quella che ad oggi è rimasta la prima e unica Coppa d'Africa della sua storia.

In seguito a questo episodio, Vassallo subì, per ritorsione, anche una vera e propria damnatio memoriae e per evitare il peggio decise di abbandonare il suo paese in clandestinità, attraversando il deserto anche a piedi per lunghi tratti. In modo rocambolesco riuscì a raggiungere Roma dove si costruì una seconda vita. Alla fine la sua è la storia di un vincitore. Nel 1992 tornò finalmente in Eritrea, acclamato come un eroe nazionale. Nel frattempo, nel 1968, una giuria internazionale di giornalisti sportivi lo aveva eletto Stella d’Africa, ovvero miglior giocatore africano della storia (fino a quel momento).  

Lo spettacolo va in scena il sabato alle ore 20.45 e la domenica alle ore 16.30. Biglietti 15 euro; per info 338 5268503 o 348 2453298.

Questo evento è stato aggiornato con nuove informazioni il 18/02/2020 alle ore 15:24.

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