Nudo, mani in alto! Naked, hands up!, mostra di Stefano Scheda - Milano

Nudo, mani in alto! Naked, hands up!, mostra di Stefano Scheda - Galleria Fumagalli - Milano

02/12/2019

Fino a sabato 18 aprile 2020

Milano - Dal 17 gennaio al 18 aprile 2020 la Galleria Fumagalli di Milano ospita la mostra Nudo, mani in alto! Naked, hands up!, personale di Stefano Scheda (Faenza, 1957) che è un invito a riflettere sul concetto di nudità tra storia dell’arte e social network.

Milano - Opere di nuova produzione assieme a lavori storici vengono presentati in un percorso installativo, in ricercata penombra, che include anche la sera dell’inaugurazione (giovedì 16 gennaio 2020 dalle ore 18.30) un’azione performativa dal titolo Inerte/Inerme. La mostra - a cura di Angela Madesani - è poi aperta al pubblico fino a sabato 18 aprile in orario 11.00-19.00, dal martedì al sabato. 

Milano - Il lavoro di Stefano Scheda è spesso caratterizzato dall’uso del nudo, inteso non in chiave erotica o voyeuristica ma nelle sue implicazioni sociali. Il titolo della mostra Nudo, mani in alto! Naked, hands up! fa quindi volutamente riferimento a un corpo esposto alle sue fragilità e alle complessità della vita, un corpo che non è protetto neanche da un abito che lo sostenga. La nudità si osserva nel primo incontro con l’opera ma non si esaurisce nella sua esposizione, costituendo solo il primo livello di messa in scena della condizione umana. Chi osserva è invitato a interrogarsi e a testare la propria soglia di tolleranza di fronte alla visione di una nudità che, colta dallo sguardo ironico dell’artista, restituisce un’immagine sublimata e archetipica del corpo.

In mostra il video Meteo (2004), presentato per la prima volta allo Zkm Center for Art and Media di Karlsruhe nel 2006: corpi nudi di uomini e donne, non completamente a fuoco, appaiono fermi su un bagnasciuga con degli specchi rotondi all’altezza del ventre. Due fattori di disturbo, la luce del sole riflessa dal vetro e il suono di mitragliatrici proveniente da una capsula spaziale, agiscono sulla scena creando un effetto irritante e di estraniamento. Se in quest’opera la nudità è evocatrice del limite umano di fronte alla grandezza degli eventi storici e naturali, nel dittico fotografico Same same but different (2018) è colta nella sua purezza e innocenza, immortalando i corpi là dove il mare incontra la terra.

Fuori e dentro questo limite, l’acqua simboleggia per l’artista la speranza di una rinascita, come evoca anche il titolo della scultura Terramare (2015), realizzata con uno pneumatico e una camera d’aria. La precarietà dell’esistenza è espressa ugualmente dall’immagine fotografica ritratta in Figura 1 (1996), un corpo nudo che pare abbandonarsi alla vita: mani in alto.

Ai visitatori della mostra viene proposto un questionario ideato dal filosofo e psicoanalista Matteo Bonazzi per un’indagine sociologica sui temi trattati in mostra. Per ulteriori informazioni contattare la Galleria Fumagalli telefonando al numero 02 36799285.

Questo evento è stato aggiornato con nuove informazioni il 22/02/2020 alle ore 01:49.

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