Autoritratti Ritratti, mostra di Vincenzo Agnetti - Milano

Autoritratti Ritratti, mostra di Vincenzo Agnetti - Building - Milano

23/10/2019

Fino a martedì 30 giugno 2020

Autotelefonata (No)

CalendarioDate, orari e biglietti

Milano - Attenzione: inizialmente prorogata a domenica 8 marzo, la sezione della mostra ospitata presso il complesso dei Chiostri di Sant’Eustorgio è nuovamente aperta dopo il lockdown con un'ulteriore proroga: il pubblico può visitarla fino a martedì 30 giugno 2020.


Milano - Dal 23 ottobre 2019 al 18 gennaio 2020 gli spazio espositivi di Building a Milano ospitano la mostra Vincenzo Agnetti. Autoritratti Ritratti, Scrivere a cura di Giovanni Iovane.

Milano - Articolata nelle due sezioni Autoritratti Ritratti e Scrivere, la mostra si concentra su unaselezione di opere dell’artista che comprendono non soltanto i suoi celebri feltri, ma anche molti altri lavori tra cui Identikit (1973), Autotelefonata (No) (1972) e Elisabetta d’Inghilterra (1976) - in cui l’artista sperimenta in maniera originale il genere del ritratto - e Quando mi vidi non c’ero (1971), dedicato al tema dell’autoritratto con Il suonatore di fiori (1982), ultima sua opera rimasta incompiuta.

Agnetti aveva stretto unsodalizio culturale con Enrico Castellani e Piero Manzoni, contribuendo, sin dagli anni Sessanta, all’indagine critica sul loro operato artistico con testi caratterizzati dal suo peculiare stile di scrittura, a metà fra analisi critica e poesia. Nella sezione Scrivere vengono dunque presentate opere di Castellani e Manzoni legate alla ricerca di Agnetti, a partire da Litografia originale (1968), in cui da un lato (recto) c’è l’opera di Castellani e dall’altro (verso) un testo con diagramma di Vincenzo Agnetti. Di Piero Manzoni si trovano invece le tavole di accertamento e le linee, oltre a opere attinenti al tema del ritratto, fra cui la Base magica (1961), modello di scultura vivente dall’evidente carattere performativo.

L’ultima parte della mostra comprende un’ampia sezione documentaria con testi e fotografie che raccontano il complesso rapporto scrittura-opera-scrittura di Agnetti, per il quale la scrittura-opera diventa qualcosa di diverso rispetto agli statements degli artisti concettuali. In questo senso, un’opera come l’autoritratto Quando mi vidi non c’ero può essere intesacome uno speech act, per usare un termine di John Langshaw Austin, filosofo del linguaggio,autore di How to DoThings with Words (1962). Nella serie dei feltri Agnetti delinea una sperimentazione artistica in cui la scrittura e l’opera assumono un valore che supera la definizione restrittiva di una pratica concettuale, per diventare performance.

Parte del progetto espositivo sono anche le performance di Italo Zuffi, create dall’artista inoccasione di questa mostra, per attivare, sottolineando l’aspetto performativo dell’opera di Agnetti, una riflessione contemporanea sui concetti di ritratto e traduzione. Anche per questo progetto Building propone un’estensione pubblica della mostra nella città di Milano: alcune opere fra le più mistiche di Vincenzo Agnetti, come Ritratto di Dio (1970) o Apocalisse (1970), vengono esposte in alcuni ambienti dei Chiostri di Sant’Eustorgio.

La mostra presso Building (via Monte di Pietà 23) è aperta al pubblico a ingresso gratuito dal martedì al sabato in orario 10.00-19.00; le opere ai Chiostri di Sant'Eustorgio (piazza Sant'Eustorgio 3) sono visitabili tutti i giorni in orario 10.00-18.00 con biglietti di ingresso a 6 euro (ridotto 4 euro).

Questo evento è stato aggiornato con nuove informazioni il 11/08/2020 alle ore 06:03.

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