Impressioni d’Oriente: arte e collezionismo tra Europa e Giappone, mostra: Progetto Oriente Mudec - Milano

Impressioni d’Oriente: arte e collezionismo tra Europa e Giappone, mostra - Mudec - Museo delle Culture - Milano

Progetto Oriente Mudec

27/09/2019

Fino a domenica 2 febbraio 2020

Ritratto della signorina Achille-Fould in abito giapponese, di Comerre Léon-François (1850-1916), 18 © Michiel Elsevier Stokmans

Milano - Il Mudec - Museo delle Culture di Milano presenta per la stagione invernale 2019/2020 il progetto Oriente Mudec, che coinvolge tutti gli spazi espositivi del museo raccontando da diversi punti di vista - artistico, storico ed etnografico - i reciproci scambi tra Giappone ed Europa (soprattutto Italia e Francia) attraverso il tempo e l’incontro culturale tra i due mondi.

Milano - Il progetto si articola in due mostre, aperte al pubblico dal primo ottobre 2019 al 2 febbraio 2020: Quando il Giappone scoprì l’Italia: storie d’incontri (1585-1890) e Impressioni d’Oriente: arte e collezionismo tra Europa e Giappone, affiancate da un ricco palinsesto di iniziative ispirato a tutte le sfaccettature della cultura giapponese.

Milano - La mostra Impressioni d’Oriente: arte e collezionismo tra Europa e Giappone illustra, attraverso una selezione ampia e diversificata di opere provenienti dall’Italia e dall’estero, lo sviluppo di quel gusto orientato verso il Giappone che pervase la cultura artistica occidentale tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, in particolar modo in Francia e in Italia.

In mostra oltre 170 opere tra dipinti, stampe, oggetti d’arredo, sculture e oggetti di arte applicata, provenienti da importanti musei italiani e europei e da collezionisti privati. L’analisi storico-artistica riserva una particolare attenzione al contesto di relazioni commerciali, avventure imprenditoriali e in generale grande curiosità che hanno caratterizzato un’epoca intera. Nel variegato contesto del gusto internazionale per il Giappone e della sua influenza sulle arti, la mostra si focalizza sui maggiori artisti italiani ed europei che hanno subito l’incanto del Giapponismo: da De Nittis a Rodin, da Chini a Induno, da Van Gogh a Gauguin e Fantin-Latour, da Toulouse-Lautrec a Monet, esponendone alcuni dei capolavori assoluti dell’epoca.

Viene approfondita la relazione tra l’arte europea e quella giapponese, il livello di comprensione dell’arte nipponica, sia nella teoria estetica che nella pratica, per capire fino a che punto il Modernismo abbia fatto uso di stili e tecniche giapponesi nella sua ricerca di nuovi linguaggi e strumenti, per aprirsi al futuro in un mondo in rapido cambiamento. In mostra anche opere di diverse scuole e movimenti artistici giapponesi tra 1890 e 1930, raramente esposte o contestualizzate. L’obiettivo è quello di mostrare come le arti si siano evolute anche in Giappone dopo la riapertura Meiji all’Occidente: sicuramente infatti vi fu anche in Giappone una grande fascinazione per l’Occidente e la modernità.

I visitatori possono quindi seguire i viaggiatori della seta, artisti e artigiani italiani che raggiunsero il paese del Sol Levante tra il 1872 e il 1880 quali ospiti ufficiali, e che per primi ne subirono il fascino iniziando a collezionarne i manufatti e contribuendo così a diffondere un nuovo gusto collezionistico in Europa. In particolare la mostra prende in esame il Giapponismo italiano. Nel più ampio contesto del gusto internazionale per il Giappone e della sua influenza sulle arti, come tendenza concentrata soprattutto a Parigi, la mostra si focalizza sui maggiori tra gli artisti italiani che caddero nell’incanto del Giapponismo, come Giuseppe De Nittis, Galileo Chini, artista profondamente affascinato dall’Oriente, Vincenzo Gemito, Federico Zandomeneghi e Giovanni Segantini, attivo interprete di immagini che facevano uso di questi stimoli. Tra i maggiori promotori della conoscenza dell’arte giapponese presso gli artisti italiani ci fu il grande collezionista Enrico Cernuschi, patriota, viaggiatore, uomo d’affari e raffinato amante dell’arte, tanto da fondare il museo Cernuschi, attualmente il secondo museo più importante in Francia dedicato alle arti dell’Asia Orientale. La sua esperienza di raffinatissimo collezionista non può essere quindi trascurata nella ricostruzione di un fenomeno come quello del Giapponismo.

Curata da Flemming Friborg, docente di storia dell’arte all’Università di Copenhagen e già direttore della Ny Carlsberg Glyptotek di Copenhagen, e Paola Zatti, conservatore della Galleria d’Arte Moderna di Milano, la mostra Impressioni d’Oriente: arte e collezionismo tra Europa e Giappone è promossa dal Comune di Milano-Cultura e da 24 Ore Cultura - Gruppo 24 Ore, che ne è anche il produttore.

Il progetto Oriente Mudec nasce e prende corpo dall’identità culturale del Museo delle Culture di Milano, che nel suo dna ha da sempre un approccio fortemente legato alla ricerca, oltreché alla divulgazione. In particolare, il Mudec si trova in una posizione unica per la ricerca sul giapponismo e su come esso divenne un modello per i nascenti movimenti artistici modernisti in Europa, esercitando un forte fascino tra i letterati e la pittura accademica ufficiale.

La mostra aperta al pubblico nei seguenti orari: lunedì 14.30-19.30; martedì, mercoledì, venerdì e domenica 9.30-19.30; giovedì e sabato 9.30-22.30. L'ingresso è libero e gratuito. Per ulteriori informazioni contattare lo 02 54917 (dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 17.00) o scrivere all'indirizzo email del Mudec.

Questo evento è stato aggiornato con nuove informazioni il 06/12/2019 alle ore 10:30.

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