Mater Dulcissima. Vita, morte e delitti di Leonarda Cianciulli, la Saponificatrice di Correggio - Milano

Mater Dulcissima. Vita, morte e delitti di Leonarda Cianciulli, la Saponificatrice di Correggio - Teatro Menotti - Milano

09/09/2019

Fino a domenica 7 marzo 2021

Ore 20:30, 19:30, 16:30

© Manuela Giusto

CalendarioDate, orari e biglietti

Milano - Il Teatro Menotti di Milano presenta, da giovedì 26 marzo a domenica 5 aprile 2020, la prima nazionale Mater dulcissima per la regia di Alessandro Averone, spettacolo liberamente ispirato alla vita di Leonarda Cianciulli che, a quasi cinquant'anni dalla morte, resta una delle figure più affascinanti e controverse della cronaca nera della storia recente. Per molti, la «saponificatrice di Correggio» che incarna ancora lo stereotipo della strega, della megera, il ritratto del diavolo in persona.
 Di Amedeo Guarnieri. Con Antonio Tintis, Alessandro Averone, Mimosa Campironi, Mauro Mastropietro, Marco Quaglia e Gabriele Sabatini.

Milano - «Gettai i pezzi di corpo nella pentola, aggiunsi soda caustica, rimescolai finché tutto si sciolse in una poltiglia scura e vischiosa. Il sangue lo feci seccare al forno, lo macinai e lo mescolai con farina, zucchero, latte e uova. Feci una grande quantità di pasticcini croccanti e li servii alle signore che venivano in visita. Sì, uccisi, ma lo feci per amore di madre» (dal Memoriale di Leonarda Cianciulli).

Milano - Lo spettacolo è liberamente ispirato alla vita di Leonarda Cianciulli che, prima che assassina, è stata semplicemente donna e madre, nata e cresciuta nell’Italia meridionale, ai principi del Novecento, in una terra intrisa di magia e superstizione, maledizioni e sacrifici propiziatori, dove religione e pensiero esoterico si intrecciano in un groviglio inestricabile. È il 1930, quando a seguito di un terribile terremoto, Leonarda e la sua famiglia sono costretti a trasferirsi nel piccolo paese di Correggio, al Nord, in un mondo culturalmente e socialmente completamente diverso.

Leonarda ebbe quattordici figli, tredici di essi morirono in culla e la vita del solo superstite divenne per lei un'ossessione, il bene supremo da difendere a tutti i costi. Rileggendo la vicenda sotto questa lente, il personaggio di Leonarda esce dalla cronaca per sprofondare nell'archetipo del mito, quello di una madre decisa a sfidare il destino e la morte per salvare la vita della sua creatura.

Riavvolgendo il nastro del magnetofono di Saporito, il professore del manicomio che la prese in cura nella sua struttura di Aversa, sprofondiamo in una vicenda dolorosa, poetica e grottesca, capace di mischiare fantasia, magia e umorismo nero. Come un’eroina tipica della drammaturgia di Raúl Damonte Botana, in arte Copi, Leonarda si racconta ora come una bimba ferita, ora come donna in lotta contro una terribile malattia e le nefaste conseguenze della maledizione di sua madre.

È il 1939, la minaccia della guerra è sempre più incombente, quando il figlio Giuseppe è chiamato a prestare servizio militare. In Leonarda cominciano a farsi strada pensieri sempre più tormentati, decide che per salvargli la vita dovrà compiere sacrifici umani. Leonarda frequenta tre amiche, donne sole e non più giovani che sognano di cambiare le loro vite. Ecco allora che Faustina, Francesca e Virginia rappresentano per lei un'opportunità da cogliere senza troppe remore. La sua cucina, da luogo di accoglienza e focolare domestico, diviene il tempio magico e macabro di una sacerdotessa di umana colpa, accompagnata dall'accondiscendente e omertoso marito Raffaele e dall'ingenua serva di casa Nella, commensali di un cibo alternativamente inteso come nutrimento vitale e simulacro di morte.

Nello spettacolo dialogano e si scontrano più mondi e visioni antropologiche: l'approccio razionale di Saporito e quello magico di Leonarda, in un corpo a corpo tra psichiatria, scienza allora agli albori in Italia, e un'ancestrale e crepuscolare lettura sciamanica del mondo, incapace di elaborare il trauma del lutto se non nella forma codificata del rito. L'impianto narrativo dello spettacolo asseconda il racconto della sua protagonista, rompendo continuamente la linearità temporale e 'unità di luogo, sottraendo allo spettatore i consueti riferimenti.

Verità e menzogna, finzione e realtà, sono i limiti di un perimetro dove i personaggi agiscono attorno alla soggettiva di Lea, narratrice e affabulatrice della sua versione dei fatti, con l'intento non di discolparsi, ma di farsi vittima e testimone di una lotta, la stessa che l'uomo agisce quotidianamente se coinvolto in continue disgrazie. Con la stessa forza erculea e virile coraggio, come solo un eroe mitologico sa fare.

Questo evento è stato aggiornato con nuove informazioni il 06/03/2021 alle ore 01:51.

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