Training Humans, mostra di Kate Crawford e Trevor Paglen - Milano

Training Humans, mostra di Kate Crawford e Trevor Paglen - Osservatorio - Fondazione Prada - Milano

10/07/2019

Fino a lunedì 24 febbraio 2020

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© Marco Cappelletti (courtesy Fondazione Prada)

Milano - Fondazione Prada presenta a Milano la mostra Training Humans, concepita da Kate Crawford, artista, professoressa e studiosa nell’ambito dell’intelligenza artificiale, e Trevor Paglen, artista e ricercatore: Training Humans è aperta al pubblico dal 12 settembre 2019 al 24 febbraio 2020 all’Osservatorio della Fondazione Prada in galleria Vittorio Emanuele II.

Milano - Si tratta della prima grande mostra fotografica dedicata a immagini di training: repertori di fotografie utilizzate per insegnare ai sistemi di intelligenza artificiale come vedere e classificare il mondo. Crawford e Paglen esplorano l’evoluzione delle collezioni di immagini di training dagli anni Sessanta a oggi: la loro ricerca evidenzia come immagini comuni e funzionali siano raccolte come materia prima per il riconoscimento facciale e il monitoraggio di persone da parte di soggetti governativi e commerciali.

Milano - Il progetto interroga lo stato attuale dell’immagine nell’intelligenza artificiale e nei sistemi algoritmici, dall’istruzione e la sanità alla sorveglianza militare, dall’applicazione della legge e la gestione delle risorse umane al sistema di giustizia penale. In particolare Training Humans esplora due tematiche chiave: la rappresentazione, l’interpretazione e la codificazione degli esseri umani attraverso dataset di training e le modalità con cui i sistemi tecnologici raccolgono, etichettano e utilizzano questi materiali. Quando la classificazione di esseri umani attraverso l’intelligenza artificiale diventa più invasiva e complessa, i pregiudizi e le implicazioni politiche presenti al loro interno appaiono più evidenti. Nella computer vision e nei sistemi di intelligenza artificiale, i criteri di misurazione si trasformano facilmente, ma in modo nascosto, in strumenti di giudizio morale.

La mostra è concepita come una ricostruzione storica a partire dalle immagini utilizzate nei primi esperimenti in laboratorio di riconoscimento facciale computerizzato, finanziati dal 1963 dal Central Intelligence Agency (Cia) negli Stati Uniti. Negli anni Novanta l’ufficio del programma di sviluppo per le tecnologie antidroga del Ministero della Difesa statunitense ha sviluppato una generazione più avanzata di sistemi di computer vision. Per il database Face Recognition Technology (Feret) ha creato una raccolta di ritratti di 1.199 persone per un totale di 14.126 immagini con lo scopo di ottenere un benchmark standard che avrebbe permesso ai ricercatori di sviluppare algoritmi basandosi su un database comune di immagini.

La diffusione di Internet e dei social media ha generato un aumento esponenziale di immagini disponibili. I ricercatori nel campo dell’intelligenza artificiale hanno smesso di usare collezioni di immagini di proprietà del governo, come foto segnaletiche dell’Fbi di detenuti deceduti, cominciando a raccogliere fotografie dal web. In breve tempo questa pratica è diventata comune e molte persone nel settore dell’intelligenza artificiale hanno iniziato ad attingere da milioni di immagini disponibili pubblicamente senza chiedere il permesso o il consenso ai fotografi o ai soggetti ritratti. L’assegnazione di etichette a queste immagini, spesso effettuata in laboratori o dai dipendenti di Amazon Mechanical Turk, produce un sistema di classificazione delle persone in base alla razza, al genere, all’età, all’emozione e talvolta ai tratti caratteriali. Questo processo ha delle implicazioni politiche chiare e durevoli nel tempo perché rappresenta la continuazione della storia oscura dei sistemi post-coloniali e razzisti di segmentazione demografica.

Un altro centro d’interesse per Crawford e Paglen sono i sistemi di classificazione basati sugli affetti e le emozioni e supportati dalle teorie molto criticate dello psicologo Paul Ekman, secondo il quale la varietà dei sentimenti umani può essere ridotta a sei stati emotivi universali. Queste tecnologie d’intelligenza artificiale misurano le espressioni facciali delle persone per valutare una molteplicità di fattori: la loro salute mentale, la loro affidabilità come possibili nuovi assunti o la loro tendenza a commettere atti criminali. Queste tipologie di classificazione hanno raggiunto il loro massimo sviluppo con il dataset di training ImageNet (2009), descritto dai suoi ideatori come un tentativo di mappare l’intero universo di oggetti.

Esaminando le immagini di questa raccolta e i criteri con cui le fotografie personali sono state classificate, ci si confronta con due interrogativi essenziali: quali sono i confini tra scienza, storia, politica, pregiudizio e ideologia nell’intelligenza artificiale? Chi ha il potere di costruire questi sistemi e di trarne benefici? 

La mostra all'Osservatorio della Fondazione Prada è visitabile nei seguenti orari: lunedì, mercoledì, giovedì e venerdì dalle 14.00 alle 20.00; sabato e domenica dalle 11.00 alle 20.00; martedì chiuso. Per ulteriori informazioni e prezzi dei biglietti consultare il sito della Fondazione Prada.

Questo evento è stato aggiornato con nuove informazioni il 23/10/2019 alle ore 08:00.

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