Mio cuore io sto soffrendo, cosa posso fare per te?

04/06/2019

Da giovedì 19 settembre a venerdì 20 settembre 2019

Ore 20:30

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Milano - Giovedì 19 e venerdì 20 settembre 2019 va in scena al Teatro Elfo Puccini di Milano (sala Shakespeare) Mio cuore io sto soffrendo, cosa posso fare per te?, uno spettacolo ideato e diretto da Antonio Marras con Ferdinando Bruni, Mauro Cardinali, Federica Fracassi, Francesco Marilungo, Vincenzo Puxeddu e Marco Vergani (produzione Valeria Orani - 369gradi in partnership con Sella&Mosca).

Milano - Un verso di una canzone di Rita Pavone dà il titolo a questo atto performativo che racconta tanto della poetica di Antonio Marras che strappa, cuce, prende in prestito, ricrea immagini, visioni di cultura popolare, narrazioni della memoria di oggetti dimenticati. Calvino, Shakespeare o una strofa di una canzone dimenticata, che riemerge dalla mente e diventa come per Barthes, improvvisamente importante se si è innamorati. Il dolore procurato, il dolore subito, le fasi della vita, le storie personali, la memoria infantile malinconica e spaventata nella declamazione dell’appello o delle tabelline alle elementari.

Milano - Debuttato a Cagliari nell’autunno scorso e proposto poi al Pac in un’unica serata, torna in scena a Milano Mio cuore io sto soffrendo, il primo esperimento teatrale di un artista che ha costruito la sua poetica sulla ricerca e sulla contaminazione continua tra moda, arti visive, teatro, cinema, musica e danza. Per questo suo spettacolo Marras ha voluto sul palcoscenico alcuni protagonisti del teatro italiano - Ferdinando Bruni, Federica Fracassi e Marco Vergani - in dialogo con Elena Ledda, la voce principale della Sardegna e un gruppo di performer guidati da Marco Angelilli. Un gioco di corrispondenze e rimandi, ricordi e immaginario in cui rivivono i ricordi di scuola e le storie degli esclusi, le Janas (streghe) che popolano le leggende della sua isola e i suoni, il ritmo ancestrale, profondo, il primo percepito, il battito che è la vita.

Sono 14 momenti, 14 tranche de vie, 14 azioni che registrano episodi, sogni, turbe, incubi e ossessioni. 10 uomini e 10 donne e 10 cuori vestiti di niente o con gli abiti appoggiati come se si trattassero di corpi estranei, elementi inutili o imposti dal comune senso del pudore. 14 scene che mettono in mostra il comune sentire di generazioni di figli, compagni e amanti. Senso di colpa, angoscia, smarrimento, tensione e paura di tutto: della maestra, dell’età, della famiglia, delle feste, della religione. Soprattutto paura del cuore al quale siamo asserviti e che decide dei nostri destini, nostro malgrado. Un sentire inquieto e poetico, la tensione e il coraggio per un dialogo con se stessi.

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