In | Origine, doppia mostra personale di Filippo Armellin e Mattia Bosco - Milano

In | Origine, doppia mostra personale di Filippo Armellin e Mattia Bosco - Galleria Fumagalli - Milano

16/04/2019

Fino a sabato 20 luglio 2019

TERMINATO

Milano - Dal 17 aprile al 20 luglio 2019 la Galleria Fumagalli di Milano presenta la doppia personale di Filippo Armellin e Mattia Bosco, per la prima volta invitati a confrontarsi con gli spazi espositivi della galleria e a porre in dialogo i propri lavori, fotografici e scultorei. Come suggerisce il titolo, In | Origine, la mostra offre un’esperienza visiva sul tema del principio, sia come formazione e sedimentazione della materia naturale sia come archetipo o forma del pensiero e dell’immaginario umano.

Milano - Partendo da una riflessione sulla carente attenzione che l’epoca contemporanea dedica allo spazio, e in contrapposizione al tempo che invece regola la cultura che organizza le nostre vite, Filippo Armellin (Montebelluna, 1982) realizza immagini di luoghi desertici e disindividualizzati, spazi in assenza temporale. Questi paesaggi, resi al tempo stesso fittizi e reali - grazie alla loro natura fotografica -, rappresentano un immaginario nel quale il progresso ha preso il sopravvento sull’uomo e il futuro è giunto a compimento incontrando nuovamente l’origine. I luoghi che Filippo Armellin ritrae sono, infatti, creati attraverso modelli plastici e fondali dipinti allestiti in studio. In esposizione una selezione di lavori inediti delle serie Il Regno della Quantità (2019) e La Crisi dei Simboli (2019), caratterizzate dalla presenza di rovine architettoniche ambientate in paesaggi notturni (nella prima) e diurni (nella seconda), e l’opera Spazio e tempo (2019) che presenta lo stesso soggetto con la medesima inquadratura in diverse variazioni di luce e cielo.

Milano - Mattia Bosco (Milano, 1976) ricerca l’origine, dove tutto è iniziato prima che il tempo fosse Storia, esplorando i confini del tangibile e gli spazi che superano i limiti del reale, trovando nella pietra il segno di questo principio. La superficie rocciosa, manifestazione di una geologia millenaria, è selezionata con cura nelle montagne della Val d’Ossola e trasformata in scultura dal gesto dell’artista, che non inventa una nuova forma, ma ne asseconda il processo naturale portandone alla luce i profili. Mattia Bosco interviene sugli aggregati minerali trasformando la materia non solo nella sua conformazione ma anche con l’aggiunta di corpi esterni come inserti d’acciaio e foglia d’oro applicata. Esempi del primo tipo di lavori sono Lago nero (2014), scultura in marmo nero Marquinia la cui forma allude alla sedimentazione che il tempo segna sulla pietra come se la roccia fosse tempo allo stato solido, e un gruppo di sculture in marmo di Carrara che presentano linee digradanti scolpite da un robot a tre assi (Henraux). Alla seconda tipologia di lavori, mutazioni della pietra con l’inserimento di nuovi materiali, appartengono le sculture Sezione aurea (2017), in marmo palissandro nero e foglia d’oro, e un gruppo di pietre (2018) in marmo palissandro nero con innestate punte d’acciaio e ferro.

L'inaugurazione è fissata per le ore 18.30 di martedì 16 aprile 2019. La mostra è poi visitabile fino a sabato 20 luglio 2019, dal martedì al sabato in orario 11.00-19.00. Per info 02 36799285.

Questo evento è stato aggiornato con nuove informazioni il 10/12/2019 alle ore 15:38.

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