Mi Tular: Io sono il confine, mostra di Valentina Tamborra - Après-Coup - Milano

Milano Photofestival 2019

01/04/2019

Fino a venerdì 7 giugno 2019

© Valentina Tamborra

Milano - Giovedì 4 aprile 2019 alle 18.30 presso la galleria d’arte contemporanea di Après-coup di Milano inaugura la mostra Mi Tular: Io sono il confine, progetto di Valentina Tamborra realizzato con il sostegno di Visit Norway nel giugno 2018 alle isole Svalbard, luogo al centro della civiltà, ai margini del rumore. L'inaugurazione prevede l'intervento musicale della pianista Eleonora Trigari; la mostra fa parte del circuito Milano Photofestival 2019 ed è visitabile fino a venerdì 7 giugno 2019, in orario 8.30-22.00, dal martedì al sabato.

Milano - La mostra fotografica di Valentina Tamborra, a cura della direttrice artistica della galleria Après-coup Arte Sarah Lanzoni, costituisce una prima selezione del più ampio lavoro sul tema dei confini svolto dalla fotografa. Il progetto è ancora in corso di svolgimento e va inteso come un percorso di studio, approfondimento e riscoperta delle isole Svalbard e dei suoi abitanti, anche per questo destinato a subire ulteriori evoluzioni in futuro.

Milano - Valentina Tamborra, classe 1983, vive e lavora a Milano. Si occupa principalmente di reportage e ritratto e nel suo lavoro ama mescolare la narrazione all’immagine. Dal 2016 collabora con alcune fra le principali ong come Amref, Msf e Albero della Vita. Doppia Luce, il suo primo grande progetto personale, dopo essere stato una mostra è diventato un ciclo di conferenze presso Naba (Nuova Accademia di Belle Arti) a Milano. Nell’aprile 2018 ha vinto il Premio Aif Nuova Fotografia al Photofestival di Milano

Mi Tular in antico etrusco significa Io sono il confine. Nel lembo di terra ghiacciata incastonato nel Mar Glaciale Artico, orsi polari e uomini si contendono un confine invisibile. La parola Tular riporta alla mente il mito dell’Ultima Thule, l’ultima isola al di là del mondo conosciuto. Per lungo tempo le Svalbard - isole dove in inverno la temperatura scende fino a -35°, la luce è un miraggio che dura poche ore al giorno e gli orsi polari superano numericamente gli abitanti - sono state meta di lavoro per un periodo limitato, luogo di passaggio in cui fare qualche soldo per costruire poi la propria vita sulla terraferma. Tuttavia, negli ultimi anni qualcosa è cambiato: le persone che decidono di rimanere sono sempre più numerose. Ad oggi, si contano circa 2200 abitanti e 3500 orsi polari.

Una società variegata e multietnica: 40 le nazionalità presenti sull’arcipelago, anche grazie al Trattato delle Svalbard, il cui articolo numero 3 sancisce la piena libertà di diventare cittadino legittimo senza necessità di visto.

Valentina Tamborra è andata a scoprire più da vicino chi sono le persone che hanno deciso di stabilirsi in questo remoto angolo di mondo, da loro stesse definito una bolla. Minatori e scienziati, allevatori di cani da slitta, filosofi che per sbarcare il lunario fanno gli idraulici, chef che aprono ristoranti gourmet con la più grande selezione di vini in Europa in un luogo dove l’alcol è razionato, un minatore, uno degli ultimi, che nel tempo libero scrive fiabe per bambini e redige un vero e proprio giornale della miniera, maestri elementari che dividono il lavoro in cattedra con quello in prima linea, non solo insegnanti, anche pompieri e guide turistiche con i loro cani da slitta, uomini ambiziosi che, mentre costruiscono una barca per solcare i mari dal Polo Nord al Polo Sud, trovano il tempo di avviare un progetto enorme, l’Arctic World Archive, la più grande biblioteca archivio di tutto il sapere del mondo all’interno di una miniera dismessa e di mettere in piedi un coro composto da minatori, un prete, il direttore dell’ospedale e un carpentiere. Un coro che si esibisce in un importante concerto che ha luogo una sola volta l’anno, richiamando tutti gli abitanti.

E poi Pyramiden: insediamento minerario russo semiabbandonato ormai dal 1998. Città fondata nel 1910 da minatori svedesi, venne venduta alla compagnia mineraria Russkij Grumant e, in seguito, nel 1930, alla Arktikugol che tutt’ora ne è proprietaria, pur rimanendo Pyramiden terra norvegese. Un insediamento costruito per ospitare circa 1000 persone - non solo minatori ma anche le loro famiglie e un ufficio del Kgb -, fornito di ogni comodità: una biblioteca, un ospedale, una scuola, un cinema e una piscina pubblica. Oggi, in questo luogo a ridosso del ghiacciaio Nordenskjoldbree dove comunicare è possibile solo grazie a telefoni satellitari o via radio, vivono 11 persone. Tra loro c’è un uomo conosciuto come il governatore. Da 11 anni vive isolato dal mondo, eccezione fatta per l’incontro con i turisti che normalmente rimangono a Pyramiden poche ore.

Dalle miniere alle scuole, tra ghiaccio e orsi, tra notti senz’alba e giorni senza tramonto, Valentina Tamborra ha seguito i loro passi, imparando che non esiste un solo luogo al mondo dove un essere umano non possa ritagliarsi il proprio piccolo angolo di normalità. In questo avamposto umano ai confini del Polo Nord s’incrociano storie apparentemente lontanissime fra loro: norvegesi, tedeschi, francesi, italiani, russi, ucraini, cileni e thailandesi vivono qui, fianco a fianco, in un mix pacifico di lingue, culture, etnie e religioni. Dove la natura è letale, l’essere umano deve trovare un nuovo equilibrio per sopravvivere.

Questo evento è stato aggiornato con nuove informazioni il 24/05/2019 alle ore 19:12.

Potrebbe interessarti anche: Milan is beautiful, mostra di Mr. Brainwash, fino al 4 giugno 2019 , Capire il cambiamento climatico: experience exhibition, mostra immersiva, fino al 26 maggio 2019 , Leonardo da Vinci Parade, mostra, fino al 13 ottobre 2019 , Antonello Da Messina: dentro la pittura, mostra, fino al 2 giugno 2019

Scopri cosa fare oggi a Milano consultando la nostra agenda eventi.
Hai programmi per il fine settimana? Scopri gli eventi del weekend a Milano.