Profughi, mostra di Emilio Tadini - Spazio Tadini - Milano

26/03/2019

Fino a sabato 20 aprile 2019

TERMINATO

Milano - Dal 27 febbraio al 20 aprile 2019 la Casa Museo Spazio Tadini di Milano ospita la mostra Profughi, a cura di Melina Scalise e Francesco Tadini, che comprende un ciclo pittorico emblematico ed estremamente attuale di Emilio Tadini accompagnato da 66 artisti e fotografi contemporanei che raccontano questa umanità in viaggio nell’era globale.

Milano - Erano gli anni ‘80/’90 quando Emilio Tadini realizzò una serie di opere pittoriche dedicate ai profughi. Tadini raccontava l’uomo e, in quella serie, evidenziava quanto l’essere profugo sia insito nella condizione dell’uomo. L’esperienza dell’uomo è senza tempo e senza patria: un’eterna ricerca della condizione migliore e fanno parte di questa ricerca il viaggio, il sogno, l’amore. Dalla fine degli anni '80 fino ai primi '90 Tadini elabora un profonda riflessione sull’essere profughi che lo portano a realizzare a seguire il ciclo Oltremare (ispirate ad Ulisse) e le Fiabe, partendo da La fiaba de niente. Inoltre scrisse nel 1993 il romanzo La tempesta il cui protagonista è Prospero, un uomo colpito dalle vicissitudini della vita che si trincea nella sua casa per opporsi allo sfratto.

Milano - Nel periodo in cui realizzo il ciclo Profughi, Emilio Tadini fu molto colpito dai grandi cambiamenti politici e sociali. Nel 1989, anno della caduta del muro di Berlino, realizzò un ciclo di trittici ispirati a Max Beckmann. Per Tadini la storia si ripeteva. Rivedeva in quei cambiamenti sociali che poi portarono anche alla guerra in Jugoslavia, i tempi della guerra quando era bambino e frequentava il ginnasio e trascorreva più tempo nel rifugio che in aula. In particolare gli rimase impresso nella memoria il rischio che corse suo padre quando, da fervente cattolico qual era, si inginocchiò a pregare davanti a dei morti in piazzale Loreto, tra cui c’era una insegnante. Lui, orfano di madre da quando aveva 6 anni, in quel momento colse quanto l’ideale di un uomo possa prevalicare sul tutto e stravolgere la vita degli altri.

In quella Milano di lutti e di bombardamenti metteva radici in Tadini la voglia di ricostruzione e la fame di giustizia e di benessere che poi appartenne a tutta la generazione del dopoguerra. Nella serie Profughi i personaggi di Tadini sono persone che come pacchi si muovono in spazi in assenza di gravità con dei cartellini attaccati addosso. Uomini ed oggetti, insieme, sono in uno spazio aereo e privo di gravità. Non c’è territorio di appartenenza c’è solo il viaggio. Un percorso da fare insieme alle cose, quelle che per Tadini rimangono oltre l’uomo a significare ciò che c’era. Presenze e assenze. 

Accanto alle opere di Tadini, in mostra pitture, sculture, fotografie e video inediti di  6 artisti e fotografi contemporanei. Oggi quella Milano e quell’Italia di guerra, ricostruita, in cui aveva messo radici l’attenzione di Tadini sul tema, è tra le nazioni del mondo meta di popoli che fuggono da altre nazioni in cui regna la guerra, l’orrore, la fame; quell’essere profughi è l’odissea di un’umanità che non è mai riuscita di fare di una terra, la propria terra, quasi quanto nessuna patria è mai riuscita ad essere più importante e sovrana di una madre terra. Questi sono tempi di contraddizioni in cui mentre la politica si allarma a difesa di confini, culture e religioni, madre Terra richiama tutti all’ordine e a una visione unitaria con i suoi cambiamenti climatici. In questo Duemila chi sono i profughi? Quali sono i cambiamenti, le perdite, i rischi di questa umanità che corre, che si ammassa nelle metropoli, orfana di ideali ed utopie, che cerca nuove forme di sostentamento e teme per il futuro di tutta la Terra?

La Casa Museo Spazio Tadini è aperta nei seguenti orari: 15.30-19.30 dal mercoledì a domenica (lunedì e martedì chiuso). Il biglietto di ingresso costa 5 euro, per info 02 26110481.

Questo evento è stato aggiornato con nuove informazioni il 20/09/2019 alle ore 22:38.

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