La Nona di Beethoven, il concerto di Capodanno 2023 dell'Orchestra Sinfonica di Milano

La Nona di Beethoven, il concerto di Capodanno 2023 dell'Orchestra Sinfonica di Milano

Musica Milano Auditorium di Milano Venerdì 16 dicembre 2022

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Thomas Guggeis
© Angelica Concari

Contenuto in collaborazione con l'Orchestra Sinfonica di Milano

Milano - Dopo la brevissima parentesi del 2020, anno in cui si è stati costretti a rinunciare alla canonica Nona di Beethoven di Capodanno all’Auditorium di Milano, e dopo la versione straordinaria del 2021, che ha visto schierata (per motivi di sicurezza sanitaria) l’Orchestra sul palco e il Coro in galleria, per i festeggiamenti per la fine del 2022 si torna a onorare la tradizione in largo Mahler con la grandiosa Nona di Beethoven in versione canonica.

Quattro giorni di seguito: giovedì 29 dicembre 2022 (ore 20.30), venerdì 30 dicembre 2022 (ore 20.00), sabato 31 dicembre 2022 (ore 20.00) e domenica primo gennaio 2023 (ore 16.00). All’Auditorium di Milano, a cavallo tra 2022 e 2023, il capolavoro beethoveniano viene eseguito sotto la bacchetta di Thomas Guggeis, un grande talento della direzione d’orchestra che è stato insignito a soli venticinque anni del ruolo di Staatskapellmeister alla Staatskapelle di Berlino. Già assistente del leggendario Daniel Barenboim, Guggeis affronta con l’Orchestra Sinfonica di Milano questo appuntamento, finalmente in presenza: fu per il Capodanno del 2021 che Guggeis conobbe per la prima volta l’Orchestra, per trasmettere in streaming il Concerto di Capodanno. Un imprevisto costrinse l’orchestra a cambiare programma, e a rinunciare all’impiego del Coro Sinfonico. Fu lì che Guggeis propose immediatamente un nuovo programma, su due piedi. Il tempo di mettere le parti sui leggii dei Professori d’Orchestra per Guggeis fu sufficiente per salire sul podio e cominciare a dirigere a memoria. Una dimostrazione di rara versatilità, ma anche di estrema padronanza del repertorio. Per questo Capodanno, Thomas Guggeis può finalmente affrontare la Nona di Beethoven, e in presenza del pubblico dell’Orchestra Sinfonica di Milano.

Il maestro Thomas Guggeis è affiancato da un cast di altissimo livello costituito da Heather Engebretson (soprano), Lucia Cirillo (mezzosoprano), Moritz Kallenberg (tenore), Christian Senn (baritono), oltre al Coro sinfonico di Milano, che nel capolavoro di Beethoven ha un ruolo di primo piano, diretto da Massimo Fiocchi Malaspina.

A chiusura di un 2022 importantissimo per l’orchestra, che negli scorsi mesi è tornata ad assumere la denominazione originaria di Orchestra Sinfonica di Milano, inaugurando in grande stile questa nuova fase volando in tournée e debuttando sul palco del Concertgebouw di Amsterdam, concludendo in bellezza l’anno con questo Neujahrskonzert, a tutti gli effetti un festeggiamento del nuovo anno e dell’avvenire.

biglietti sono in vendita ai seguenti prezzi: intero 52 euro in platea, 42 euro in galleria; ridotto over 60 e convenzioni 42 euro in platea, 37 euro in galleria; ridotto under 30 e sostenitori 32 euro in platea, 27 euro in galleria. I biglietti sono in vendita presso la biglietteria dell’Auditorium di Milano (orario 10.00-19.00 dal martedì alla domenica), oppure online. Ulteriori informazioni via email o telefonando al numero 02 83389401.

La Nona Sinfonia di Beethoven

È difficile, per l’ascoltatore dei nostri tempi, capire quanto traumatica possa essere stata per il pubblico contemporaneo a Luudwig Van Beethoven l’introduzione di solisti e coro in una sinfonia, fino ad allora appannaggio della sola orchestra. Così come è difficile comprendere la complessità e la meraviglia dell’opera ed in particolare del suo quarto movimento, che si pone di fronte all’uditorio come summa del pensiero, musicale, ma soprattutto umano, del compositore. L’ultima sinfonia composta da Beethoven fu eseguita per la prima volta a Vienna il 7 maggio del 1824 a distanza di dieci anni dall’Ottava sinfonia, la cui tiepida accoglienza da parte dei critici gli aveva lasciato un po’ di amarezza. Il compositore, ormai completamente sordo, si era dedicato negli anni seguenti alla cameristica, e in particolare all’amato pianoforte, regalando al mondo una serie impressionante di capolavori.

Dedicata A Sua Maestà il Re di Prussia Federico Guglielmo III, la Nona ebbe subito un successo enorme ed è ancora oggi una delle opere più note ed eseguite di tutto il repertorio classico, considerata la più grandiosa composizione musicale mai scritta, il cui testo e spartito sono stati dichiarati dall’Unesco nel 2001 Memoria del Mondo.

Da subito il pubblico comprese appieno la portata del messaggio di Beethoven, di quell’uomo burbero e scontroso che senza arrendersi alle avversità della vita aveva tradotto in musica alcuni princìpi dell’Illuminismo, come la rappresentazione di una tensione finalizzata al raggiungimento della felicità universale, condizione perseguibile nell’esaltazione della fratellanza e nel sincero convincimento della presenza di una Bontà Celeste, di un Essere Supremo che dal caos primordiale fonda un ordine morale a cui ogni uomo è chiamato a contribuire, esercitando virtù come la tolleranza, la giustizia, la fratellanza, la lotta contro i pregiudizi e il diritto di ciascun uomo ad essere felice e il messaggio. Attraverso l’uso del coro, inoltre, la partitura trasmette con maggiore energia un concetto filosofico, un programma che diviene evidente e definitivamente riconoscibile nell’Inno alla Gioia, il grande finale vocale basato sul testo dell'omonimo poema di Friedrich Schiller. Il tema, riadattato da Herbert von Karajan nel 1972, viene eseguito spesso durante le cerimonie dell’Unione Europea, anche se non è mai stato ufficializzato come Inno.

Da quel 7 maggio del 1824 la Nona non smise più di circolare, di essere eseguita e di continuare a commuoverci, simboleggiando con forza il testamento spirituale e la forza morale di un uomo con pochi termini di paragone nell’intera storia della nostra cultura; un messaggio che a duecento anni di distanza arriva ancora forte e chiaro sulle note di una sinfonia che come poche sa toccare il cuore di chi l’ascolta. Impossibile del resto non farsi coinvolgere dalla note dell’Inno alla Gioia.

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