Lorenzo Ferrari, fondatore di smarTalks: chi è l’under 25 più seguito su LinkedIn in Italia - Milano

Lorenzo Ferrari, fondatore di smarTalks: chi è l’under 25 più seguito su LinkedIn in Italia

Attualità Milano Giovedì 29 settembre 2022

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Milano - Lorenzo Ferrari è un giovane ragazzo di Milano che a soli 23 anni è riuscito a realizzare tanti sogni e progetti grazie alla sua tenacia e perseveranza. Lorenzo è, infatti, l’under 25 più seguito su LinkedIn in Italia. Sui social si descrive come un ragazzo creativo per natura e nativo digitale, ed è proprio nel mondo digital che ha voluto accettare la sfida di rendere la sua passione un lavoro.

In piena pandemia Lorenzo Ferrari ha creato una pagina Instagram e LinkedIn in cui parlava di digital marketing e comunicazione in maniera chiara e semplice, affinché temi che per molti risultano ostici, potessero essere compresi da più persone possibile. Il suo sito smartTalks oggi «offre servizi che prendono vita dalla consapevolezza di chi si è messo in gioco direttamente sul campo: provando, sbagliando e trasformando gli errori in opportunità di apprendimento e crescita costante».

Di questo e altro Lorenzo Ferrari parlerà al Teatro Litta di Milano in occasione dell'evento Reinventing Non Profit 2022, in programma giovedì 6 e venerdì 7 ottobre, di cui è ospite. Noi di mentelocale.it abbiamo fatto quattro chiacchiere con lui in anteprima.

A soli 23 anni sei l’under 30 più seguito su LinkedIn. Come ci sei riuscito?

«Non credo che esistano ricette particolari o strade facili dato che LinkedIn è una piattaforma in cui non ci si mostra, ma dove, invece, viene premiato il valore del proprio lavoro. Ritengo che emergere su questa tipologia di piattaforma sia più difficile, ma attraverso la costanza e l’impegno è possibile raggiungere degli ottimi risultati. È importante creare nel pubblico interazione e interesse affinché venga notato il proprio lavoro».

Oltre ad essere un esperto di digital marketing e comunicazione hai anche da poco creato una tua azienda, la smarTalks. Diventare un imprenditore era tra i tuoi piani?

«Mi sto ancora abituando alla vita da imprenditore. Inizialmente mi sono ritrovato nel mondo del lavoro per puro caso quando ero uno studente ed è avvenuta la stessa cosa con l’imprenditoria. Sono sempre stato creativo e curioso. Durante la pandemia, infatti, a differenza di molte persone, ho cercato nuovi stimoli. Ho deciso di creare una pagina Instagram e LinkedIn in cui trattare temi di marketing in maniera semplice affinché gli argomenti potessero essere compresi anche da coloro che non hanno familiarità con questo mondo. Successivamente ho creato un blog e da quel momento ho compreso che la comunicazione era la mia passione. Poiché mi ritengo una persona che ama le sfide ho deciso di trasformare quello che era diventato un hobby in un vero e proprio lavoro. Ho compreso grazie a questo lavoro che si è imprenditori nel momento in cui si capisce che le proprie idee si possono concretizzare, ossia generare reddito. Inoltre, è un ruolo che richiede numerose responsabilità, io avrei preferito avere un capo da cui apprendere ad esempio, ora è difficile relazionarsi con qualcuno sopra di me perché non ho superiori, ci sono solamente io».

Quale sarà secondo te l’evoluzione del digital marketing e della comunicazione?

«Credo che il mondo stia per digitalizzarsi sempre di più, sarà tutto maggiormente interoconnesso. La separazione tra il mondo reale e il mondo virtuale è stata già superata, il metaverso ne è un chiaro esempio. Non voglio dire che vivremo come all’interno di una puntata di Black Mirror, ma ci andremo sicuramente vicino. Io cerco di aiutare i professionisti che vogliono emergere a costruirsi una strategia efficace che duri nel tempo».

I social saranno i nuovi biglietti da visita?

«Lo sono già, basti pensare al fatto che le aziende prima di valutare un eventuale candidato vanno a guardare i profili social della persona. Il mondo digital ormai influenza quello reale a tutti gli effetti. Le persone devono ancora interiorizzare il concetto per cui sui social non è possibile fare ciò che si vuole. Sulle piattaforme online bisognerebbe utilizzare lo stesso linguaggio che si usa nella vita di tutti i giorni. Purtroppo ormai tutti pensano di poter scrivere quello che vogliono senza rendersi conto di quanto questo possa essere impattante per la carriera professionale.

Quale sarà il tuo contributo all'edizione 2022 di Reinventing Non Profit?

«Racconterò l’importanza di sapersi reinventare in un mondo in cui i cambiamenti sono sempre più veloci. Le persone sono ancora molto in difficoltà a riconoscere quelli che sono i propri limiti, ma fanno anche fatica a comprendere quali siano i propri punti di forza su cui investire energie e tempo. È necessario mettersi in discussione per potersi reinventare in maniera efficace e concreta. Io spero che dal mio contributo e da quello di altri si possa prendere spunto affinché il terzo settore possa anche lui reinventarsi attraverso un linguaggio ed una comunicazione differente, che tenga conto delle evoluzioni e del cambiamento. Ci sono ancora delle forme di comunicazione che infatti con funzionano più. Il mondo non profit deve adeguarsi, la tecnica della pietà ad esempio andrebbe rivista perché ad oggi non è più efficace. Bisognerebbe fare più attenzione a come si comunica, solamente così si potranno rompere certi schemi».

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