Atm Milano, i biglietti aumenteranno di 20 centesimi? Da quando e perché

Atm Milano, i biglietti aumenteranno di 20 centesimi? Da quando e perché

Attualità Milano Giovedì 4 agosto 2022

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© Flickr.com / Guido Oliveti

Milano - Biglietti più cari a Milano per metropolitana, bus e tram? Dai 2 euro di oggi si potrebbe passare presto ai 2 euro e 20 centesimi: emerso dalla recente assemblea dell’Agenzia del Trasporto Pubblico Locale di Milano, Monza, Lodi e Pavia, questo nuovo rincaro del 10% arriverebbe ad appena tre anni dal recente aumento del biglietto a 2 euro per i mezzi pubblici milanesi e parrebbe dipendere non dal Comune di Milano né da Atm, bensì dal regolamento tariffario regionale con l'obiettivo di adeguare i prezzi all'inflazione.

L'aumento di 20 centesimi dei biglietti Atm, utilizzabili per spostarsi con metropolitana, autobus e tram, riguarderebbe unicamente i ticket giornalieri; potrebbero subire ritocchi di prezzo anche i carnet, mentre gli abbonamenti non sembrerebbero essere coinvolti. A chi si sta chiedendo quando entreranno in vigore i nuovi biglietti a 2,20 euro, la risposta non è così chiara: forse nell'autunno 2022, probabilmente in una data compresa tra i mesi di ottobre e novembre.

La notizia dell'aumento dei biglietti - che tra l'altro potrebbe riguardare anche i treni regionali Trenord - ha ovviamente creato polemiche e malumori tra cittadini, pendolari e associazioni a difesa dei consumatori. «Mentre in molti paesi europei si parla di rendere gratuito il sistema di trasporto pubblico, a Milano vengono nuovamente aumentati i prezzi, è un paradosso», commenta Marco Donzelli, presidente nazionale del Codacons: «da un lato si chiede ai cittadini di non utilizzare la macchina per spostarsi in città, per ragioni di traffico e inquinamento atmosferico, dall'altro si disincentiva il trasporto pubblico con nuovi aumenti. Questa rappresenta una misura antistorica».

Un primo chiarimento su come potrebbero davvero andare le cose arriva dall’assessora regionale alle Infrastrutture e Trasporti Claudia Maria Terzi, che spiega: «le aziende del trasporto pubblico locale sono libere di decidere se applicare o meno gli aggiornamenti Istat. Spetta a loro, in ultima analisi, la scelta se porre in essere o meno le rimodulazioni delle tariffe ed eventualmente come accordarsi o compensare le aziende che prestano il servizio. Le agenzie dipendono principalmente dalle amministrazioni comunali dei capoluoghi di provincia e per il caso di Milano anche dalla Città Metropolitana», prosegue Terzi: «nello specifico, proprio Il caso di Milano è particolare: i servizi Atm sono tuttora gestiti dal Comune e il ricavato dei biglietti alimenta il bilancio comunale. In quanto ente regolatore, il Comune di Milano può dunque proporre in autonomia di evitare aumenti dei biglietti facendovi fronte con il proprio bilancio».

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