Giornate Fai di Primavera 2022 a Milano e provincia: luoghi aperti, orari e prezzi

Giornate Fai di Primavera 2022 a Milano e provincia: luoghi aperti, orari e prezzi

Cultura Milano Venerdì 18 marzo 2022

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Milano, Palazzo Orsini
© Giorgio Armani Spa

Milano - Trenta primavere per le Giornate Fai di Primavera, la grande manifestazione che il Fai - Fondo Ambiente Italiano dedica al patrimonio culturale e paesaggistico del nostro paese. L'appuntamento, con l'apertura di oltre 700 luoghi solitamente inaccessibili o poco conosciuti in 400 città italiane, è per sabato 26 e domenica 27 marzo 2022.

Un'immersione nella bellezza lunga due giorni, grazie ai volontari delle delegazioni e dei gruppi Fai: in tempi di guerra come quello che stiamo attraversando, la trentesima edizione delle Giornate Fai di Primavera vogliono mostrare il loro più autentico spirito civico ed educativo, offrendo l’occasione di conoscere la nostra storia e riflettere su quanto può insegnare per affrontare il presente e il futuro, perché ciò che siamo e che abbiamo non sia dato per scontato, ma sia compreso e apprezzato come esito di lunghi e talvolta drammatici trascorsi che ci accomunano come italiani, europei, e con l’umanità tutta.

Sabato 26 e domenica 27 marzo 2022 anche a Milano e provincia sono previste molte aperture interessanti, dal Palazzo Inps alla Certosa di Garegnano, dalla Cittadella degli Archivi al Progetto Mind (tutti nel capoluogo), dal Castello di Binasco al Teatro Civico di Rho. L'ingresso ai luoghi aperti per le Giornate Fai di Primavera 2022 si svolge nel rispetto delle normative anti Covid-19 vigenti e prevede una donazione libera (del valore minimo di 3 euro) a sostegno del Fai. Alcuni dei luoghi aperti sono accessibili unicamente agli iscritti al Fai: chi non è iscritto può farlo sia on line, sia in loco durante l'evento. La prenotazione sul sito del Fai è fortemente consigliata - ma non obbligatoria - in quanto garantisce l'accesso alla visita.

Di seguito pubblichiamo l'elenco completo dei luoghi aperti a Milano per le Giornate Fai di Primavera 2022 con i rispettivi giorni e orari di apertura; qui invece l'elenco di tutti i luoghi Fai aperti in Lombardia con orari e prezzi (per ulteriori informazioni e prenotazioni consultare il sito ufficiale del Fai - dove vengono segnalati anche gli eventuali aggiornamenti o le modifiche al programma - oppure telefonare al numero 02 467615399). 

Certosa di Garegnano

Via Garegnano 18, Milano. Orari: sabato 10.00-17.00; domenica 13.00-17.00. Alle porte di Milano, nella periferia nord-ovest si trova una Certosa, nel quartiere di Garegnano. Parzialmente amputata dalla viabilità autostradale, la struttura resta un monumento di straordinario interesse tanto da dare il nome al viale che dall'arco della pace porta verso il Sempione: viale Certosa. Sorgeva a soli quattro chilometri a ovest dalle mura cittadine di Milano nell'allora borgo rurale di Garegnano e venne realizzata con l'intento di consentire ai monaci di vivere in ritiro solitario. La Certosa venne fondata nel 1349 da Giovanni Visconti, Arcivescovo e Duca di Milano, che ne fece dono, con altri suoi beni personali, all'Ordine Certosino. Nel 1388 il nipote Luchino Novello Visconti, donò alla sua morte, tutti i suoi beni ai certosini. Nel XV secolo, l'aspetto della Certosa fu completamente trasformato. Nel 1782 i monaci dovettero abbandonare la Certosa in seguito alla soppressione del monastero decretata da Giuseppe II, Imperatore d'Austria, che aveva abolito tutti gli ordini contemplativi. I beni e i terreni del monastero furono messi in vendita con aste pubbliche, il chiostro grande fu destinato a deposito militare e successivamente distrutto. La chiesa venne adeguata al culto pubblico diventò a tutti gli effetti parrocchia del paese di Garegnano, borgo tipicamente rurale che, dopo l'Unità d'Italia, si aggregò al Comune di Musocco e nel 1923 venne unito alla città di Milano. Del complesso della Certosa poco rimane: la struttura oggi si presenta in forme molto diverse, tra rinascimentali e barocche, come si può immediatamente notare dalla facciata di grande impatto visivo, progettata alla fine del XVI secolo da Vincenzo Seregni e da grande Galeazzo Alessi. All'interno, celebre è la decorazione ad affresco, costituita da due distinti cicli pittorici, il primo del manierista Simone Peterzano, maestro del celebre Caravaggio (1578) e il secondo del maggiore interprete del barocco milanese del pieno seicento, Daniele Crespi (1629).

Ippodromo di San Siro

Piazzale dello Sport 6, Milano. Orari: sabato e domenica, ore 10.00-18.00. Di proprietà di Snaitech Spa, l’Ippodromo di San Siro è da oltre un secolo tra i più prestigiosi palcoscenici ippici internazionali. Progettato nel 1911, venne inaugurato solamente alla fine della Grande Guerra, nell'aprile 1920. La sua realizzazione fu affidata all'architetto Paolo Vietti Violi che vinse la gara commissionata dalla proprietà, allora la Società Trenno. Questo progetto così innovativo portò la figura di Vietti Violi a grandi successi, sia in Italia che all'estero. Realizzato interamente in stile Liberty, l'ippodromo è è composto da piste di gara, di allenamento, tribune e scuderie, immersi in un giardino botanico di oltre 1.500.000 mq. Le sue piste sono considerate tra le più selettive al mondo. Tempio dello sport, ma non solo: il complesso è unico nel suo genere, sia per la vastità degli spazi che per la coesistenza di valori ambientali, architettonici e culturali. Non a caso nel 2004 è stato dichiarato monumento di interesse nazionale, ed è tuttora il solo ippodromo al mondo ad aver ricevuto questo riconoscimento. Del 1999 è la scultura di Nina Akamu Cavallo di Leonardo collocata all’ingresso e realizzata sulla base dei disegni di Leonardo da Vinci per il monumento - mai realizzato - per Francesco Sforza.

Monastero della Visitazione Santa Maria

Via Santa Sofia 1, Milano. Orari: sabato e domenica, ore 10.00-18.30. Il Monastero della Visitazione occupa gran parte dell'isolato che va da via Santa Sofia con un fianco lungo la via San Calimero fino alla piazza Cardinal Ferrari con la grande ortaglia che finisce sulla via Mercalli. Nel quartiere Ticinese e nella zona che rimase ricca di ampi spazi coltivati fino alle fine del XIX secolo con affaccio e accesso principale sulla fossa interna (la cerchia dei navigli) nei pressi dell'incrocio con il corso di Porta Romana. Arrivate a Milano nel 1713, le monache di Santa Maria della Visitazione (le visitandine) si imposero da subito come il più importante luogo di formazione delle giovani milanesi tra i 43 monasteri presenti a Milano tra la fine del '700 e la fine dell'800. Proprio grazie all'attività educativa il monastero non subì la scure delle soppressioni napoleoniche o asburgiche e perciò la vita intra muros procedette con continuità dal '700 fino all'autunno del 2017 quando le quattro suore rimaste si trasferirono nel monastero di Soresina in provincia di Cremona. L'ordine monastico era stato fondato all'inizio del '600 da parte di San Francesco de Sales (vescovo di Ginevra in esilio ad Annency capitale della Savoia a causa del calvinismo e considerato il San Carlo del Piemonte) e da Santa Giovanna Francesca Frémiont de Chantal.

Palazzina Appiani

Viale Byron 2, Milano.Rivolta verso l’Arena Civica progettata da Luigi Canonica nel 1807 su modello degli antichi circhi romani, la Palazzina Appiani è oggi una delle poche architetture rimaste a testimonianza degli ambiziosi piani di Napoleone che in questo luogo volle una tribuna d’onore per le sue apparizioni pubbliche. Sorse così una loggia dalle monumentali forme classiche aperta sull’anfiteatro e inclusa in un edificio dalle linee semplici e compatte. All’interno, un Salone d’Onore decorato con marmi, cristalli e un fregio continuo che rievoca i cortei trionfali dei bassorilievi romani di età imperiale.

Torre Gorani

Via Brisa 731, Milano. Orari: sabato e domenica, ore 10.00-18.00. Situata nel cuore di Milano, tra l'inizio di corso Magenta e la fine di via Meravigli, ai suoi piedi si possono ammirare gli scavi archeologici del Palazzo Imperiale di Mediolanum, i resti di Palazzo Gorani, mentre tutt'attorno chiudono l'area candidi edifici contemporanei. La Torre Gorani, risalente all'XI secolo, si erge sui resti del palazzo imperiale fatto costruire dall'imperatore Massimiano nel III sec. d.C. ed è ciò che rimane di Palazzo Gorani, un'ampia dimora che prese il nome dalla famiglia che vi abitò nel XVII secolo. I bombardamenti del 1943 distrussero il palazzo, lasciando solo il portale barocco, qualche muro e la torre. Dopo quarant'anni di abbandono, l'area e le testimonianze delle sue diverse stratificazioni hanno ora trovato la loro piena valorizzazione.

Villa Simonetta

Via Stilicone 36, Milano. Orari: sabato e domenica, ore 10.00-18.00. Villa Simonetta è l'unico esempio in Lombardia di villa patrizia rinascimentale suburbana, situata attualmente ai margini dello scalo Farini a Milano. Nota nel passato anche con il suggestivo nome di Villa dell'Eco, grazie al singolare fenomeno acustico che a partire dal ‘600 rese il suo cortile meta di curiosi e scienziati di tutto il mondo, venne probabilmente edificata nel 1400 per volere di Gualtiero De Bascapé, cancelliere di Ludovico il Moro. Passato di proprietario in proprietario, nel 1557, alla morte di Ferrante Gonzaga con cui ebbe il momento di maggiore splendore, il complesso fu destinato al figlio Cesare, poi al nipote Ferrante II. È nel 1643 che la villa divenne proprietà della famiglia Simonetta, che ne ampliò le funzioni residenziali. Dopo altri innumerevoli passaggi (Castelbarco, Clerici, Osculati) e la successiva trasformazione in ospedale, fabbrica di candele e persino in osteria, il complesso subì i danni dei bombardamenti aerei del 1943. Acquistata dal Comune di Milano nel 1959, che ne assicurò la rinascita, Villa Simonetta nel 1973 venne infine assegnata come sede alla Civica Scuola di Musica Claudio Abbado.

Villa Necchi Campiglio

Via Mozart 14, Milano. Orari: sabato e domenica, ore 10.00-18.00. Appartata nel cuore di un signorile e tranquillo quartiere del centro milanese, Villa Necchi Campiglio venne progettata nei primi anni '30 dall'architetto Piero Portaluppi su incarico delle sorelle Nedda e Gigina Necchi e di Angelo Campiglio, marito di Gigina, esponenti di una borghesia industriale lombarda colta e al passo coi tempi. L'edificio è inserito in un incantevole giardino corredato da campo da tennis e piscina (tra le prime private in città) ed è scandito da ampi volumi lineari; mentre il piano terra fungeva da prestigiosa zona di rappresentanza, con il magnifico spazio verandato sul verde, quello superiore era adibito a zona notte. Spazi concepiti per padroni di casa operosi, ma capaci comunque di godersi il proprio tempo libero in compagnia di ospiti e amici, anche in maniera non convenzionale per quegli anni: per questo furono pensate la sala per proiezioni e la palestra. Ambienti dove l'innovazione si traduceva nel comfort e nell'efficienza di ascensori, montavivande, citofoni interni, porte blindate scorrevoli e caveau murati. Tutte caratteristiche che, per lusso e modernità, fecero della villa una delle residenze simbolo dell'epoca. Lo splendore degli arredi déco, degli oggetti d'uso e di importanti pezzi d'arte è stato impreziosito in tempi recenti dal lascito delle collezioni de' Micheli e Gian Ferrari, ricche di opere: da Tiepolo e Canaletto fino a Sironi, De Chirico, Martini e Wildt. Dal novembre 2017 si è arricchita della Collezione Guido Sforni: 21 opere su carta di grandi artisti del Novecento come Picasso, Fontana, Modigliani Matisse e altri.

Palazzo Edison

Foro Buonaparte 31, Milano. Orari: sabato e domenica, ore 10.00-18.00. La sede della società elettrica Edison si trova in un imponente palazzo costruito su progetto dell'architetto Enrico Combi tra il 1891 e il 1892 per conto della Società Strade Ferrate del Mediterraneo. Nnel 1923 il palazzo fu acquistato dalla società Edison. Recentemente sono state completate due nuove aree: l'orangerie destinata ad usi uffici e la caffetteria, una moderna area ristoro dotata di bar. Di particolare interesse risultano la Sala Azionisti, con la copertura a vetri colorati in stile liberty, e la Sala del Consiglio, oggi denominata anche Sala Fontana, perché al suo interno fa bella mostra di sé una fontana in marmo che, oltre ad avere una funzione decorativa, serviva, grazie all'acqua emessa dalle numerose bocchette, ad assorbire il fumo dei sigari e delle sigarette consumate nel corso delle riunioni.

Biblioteca del Parco Sempione

Via Miguel de Cervantes, Milano. Orari: sabato e domenica, ore 10.00-18.00. Immersa nel verde e definita anche biblioteca giardino, sorge sulla sommità del Monte Tordo nel Parco Sempione, quasi nascosta alla vista dei passanti. Il colossale monumento equestre di Napoleone III indica al visitatore la via d'accesso all'insolita piccola architettura, una sorta di capanna vetrata nel bosco. L'edificio, realizzato nel 1954 in occasione della X Triennale come Padiglione di Soggiorno o infrastruttura ricreativa, è uno degli interventi più interessanti costruiti a Milano negli anni '50 con la tecnica del cemento armato a vista e l'ambizioso intento di raggiungere l'unità delle arti. Progettata dagli architetti comaschi Ico Parisi e Silvio Longhi e dall'ingegnere Luigi Antonietti, questa struttura leggera e minimale con la trasparente facciata continua e l'inedita copertura monolitica è poi stata donata al Comune di Milano che le ha assegnato la funzione di biblioteca civica rionale. Pianta e volume a settore di chiocciola hanno il proprio centro generatore nella scultura Grande Motivo di Francesco Somaini, mentre il prospetto esterno si sviluppa in un arco di circonferenza e quello interno disegna un tratto di spirale.

Cittadella degli Archivi

Via Gregorovius 15, Milano. Orari: sabato e domenica, ore 10.00-18.00. La struttura, che occupa un'area di circa 20.000 mq nel quartiere Niguarda, risale al 1964. Inizialmente destinata ai servizi logistici, tra cui il ricovero di automezzi e il deposito di materiale elettorale, dal 2011 ospita la Cittadella degli Archivi. Aperto al pubblico nel 2016, il polo archivistico del Comune di Milano custodisce attualmente circa 80 km lineari di documenti per un totale di 500.000 buste. Di particolare pregio è il cosiddetto Fondo Storico, costituito da migliaia di fascicoli oggetto di costante studio e valorizzazione, che raccoglie la documentazione amministrativa dal 1802 (anche se in alcune pratiche sono presenti carte risalenti al Cinquecento) al 1927. Attualmente è in fase di realizzazione un nuovo impianto di archiviazione che prenderà il nome di MiMA (Milano Metropolitan Archives) ed è destinato a diventare il più grande polo archivistico europeo: porterà l'intero complesso della Cittadella a circa 190 km lineari complessivi di documenti.

Locanda Officina Monumentale

Via Galileo Ferraris 1, Milano. Orari: sabato e domenica, ore 10.00-18.00. Una piccola oasi inaspettata nel cuore di Milano, affacciata sul Cimitero Monumentale. Oltre a essere spazio di lavoro per i suoi ospiti, accoglie una sala conferenze, workshop per attività di formazione e una foresteria pensata per le relazioni che arrivano da fuori Milano e devono trattenersi in città. Ex cascinapertinenziale al Cimitero Monumentale divenuta poi officina, in seguito luogo dismesso, Locanda Officina Monumentale (Lom) è frutto di un attento intervento di recupero urbano, inserito nella mappa dei luoghi della manifattura milanese. 

Palazzo Inps

Piazza Missori 8, Milano. Orari: sabato e domenica, ore 10.00-17.30. Realizzato nel 1931 su progetto dall'architetto Marcello Piacentini, figura emblematica dell'architettura del periodo fascista in Italia, il Palazzo Inps raccoglie in sé le tracce dell'architettura moderna e della confluenza di stili diversi. La facciata è austera, nitida, levigata e scandita da alte colonne ioniche con le citazioni del neoclassicismo lombardo di Piermarini; nelle finestre ad arco e nelle ali laterali divaricate si intravede di matrice stilistica romana. Di particolare rilievo, al suo interno, la sala rotonda posta al primo piano con l'orologio progettato da Piacentini affiancato da due geni alati in marmo lustro realizzati da Maraini, e pavimenti con tessiture di marmi bianchi e neri disposti a raggiera intorno ad un occhio centrale; e poi la monumentale scala elicoidale, preceduta da una coppia di colonne in marmo nero e impreziosita dalla figura del fanciullo con cornucopia in legno all'inizio della balaustra della scala realizzata dal designer milanese Mario Quarti.

Panifici militari c/o Caserma XXIV Maggio

Via Vincenzo Monti 59, Milano. Orari: sabato e domenica, ore 10.00-12.00 e 13.00-19.00. Progettata nel 1892 con inizio lavori di realizzazione nel 1894, la caserma fu pensata come parte del Quartiere delle Milizie. Consegnata definitivamente al Demanio Militare nell'anno 1898, era dotata di uffici ed alloggi per il personale del vettovagliamento, con 8 forni ed elevatori che servivano per trasportare ai vari piani superiori grani e farine. Al piano intermedio c'erano magazzini per la conservazione delle materie prime, mentre al secondo piano erano dislocati cinque macinatoi. I piani, tra essi collegati uno scivolo, permettevano di sviluppare tutto il processo produttivo della panificazione: dalla macinatura del grano alla cottura del pane. La caserma produsse il pane e distribuì il vettovagliamento per tutte le caserme della Lombardia. Negli anni '50 il panificio militare fu definitivamente chiuso e il Distretto rimase nel pieno delle sue funzioni fino al 2007: seguito della sospensione del servizio militare di leva, avvenne la riconfigurazione in Centro Documentale di Milano, detentore di tutti i fascicoli matricolari dei soldati di Milano e provincia e delle province di Monza, Lodi e Pavia per complessivi 18 km lineari di documenti.

Palazzo Orsini

Via Borgonuovo 11, Milano. Orari: sabato e domenica, ore 10.00-18.00. Bellissimo palazzo storico di Milano, di grande pregio per l'architettura e le opere contenute, è dal 1996 proprietà di Giorgio Armani. Originariamente appartenuto ai marchesi Orsini, poi alla famiglia Falcò Pio, è tra le più prestigiose dimore nobiliari di origine seicentesca. L'ampia facciata è stata disegnata da Luigi Clerichetti alla metà del XIX secolo ed è scandita da finestre con eleganti cornici che al piano nobile vengono concluse da architravi, timpani e lunette; un corpo centrale lievemente sporgente evidenzia il portale di ingresso, sormontato da uno dei tre balconi presenti in facciata. Il cortile, con colonne tuscaniche binate a cui corrispondono lesene nel sottoportico, risale all'intervento seicentesco, mentre gli interni sono stati realizzati da Luigi Canonica alla fine del Settecento. Tra gli elementi architettonici più rilevanti spicca lo scalone d'onore a doppia rampa illuminato dalla lanterna che si apre sulla cupola sovrastante. Al piano nobile si trovano numerose sale finemente decorate, tra cui lo spogliatoio a pianta ovale dotato di arredi ottocenteschi e soffitto affrescato da Andrea Appiani con il motivo Amore trionfante (1787).

Progetto Mind Milano

Via Cristina Belgioioso 171, Milano (Cargo 11). Orari: sabato e domenica, ora 10.00-17.00. Nell'ex area Expo Milano 2015, nella zona di confine tra il capoluogo lombardo e il comune di Rho, si sta reinventando un nuovo concetto di città in cui ci sarà più verde a disposizione, con spazi a disposizione per la socializzazione, laboratori, piste ciclabili, un nuovo ospedale. La visita prevede 1 km di percorso a piedi (ritorno in pullman) nel decumano di Expo, la visita del nuovo Ircss Galeazzi, del nuovo campus Science for Citizens dell'Università degli Studi di Milano, della Fondazione Triulza e per concludere dell'edificio di Human Technopole (ex Palazzo Italia). 

Attrezzeria Rancati

Via Ghisolfa 87, Cornaredo. Orari: sabato e domenica, ore 10.00-18.00. Con il termine attrezzeria si indica quell'insieme di oggetti di scena - armi, mobili, gioielli, oggettistica - che si utilizzano per le rappresentazioni teatrali e cinematografiche. La bottega d'arte fu fondata a Milano a metà ‘800 da Pietro Zaffaroni con la moglie Giulia Sormani ed i fratelli di lei, Giuseppe ed Angelo. Alla morte del marito, Giulia sposò in seconde nozze Edoardo Rancati, scultore ed insegnante dell'Accademia di Belle Arti di Brera. Grazie alle loro capacità riuscirono subito a farsi strada nel mondo del teatro, tanto da diventare fornitori ufficiali del Teatro alla Scala. Nel 1893 i fratelli Sormani rilevarono una piccola attrezzeria romana, aprendo così la sede capitolina che ebbe il suo apice con il periodo d'oro delle produzioni cinematografiche Italiane ed estere (tra i tanti film che ha servito, spiccano La Dolce Vita, Roma Città Aperta, Cleopatra e Ben Hur). Nel 1965 la sede milanese si trasferì a Cornaredo dove tuttora produce oggetti di metallo, legno, cuoio e materiale plastico per set e palcoscenici di tutto il mondo: tra le tante committenze è bene citare film come Il Gladiatore, I Pirati dei Caraibi, Robin Hood, I Borgia, I Tudors e Exodus.

Villa Gromo di Ternengo

Strada Casati, Robecco sul Naviglio. Orari: sabato e domenica, ore 10.00-17.00. La storia di Villa Gromo di Ternengo inizia in epoca romana, precisamente in età imperiale. Sui resti delle costruzioni romane, a partire dal 600 d.C., venne edificato l'antico castello di Robecco, feudo dei nobili Pietrasanta. Nel 1340 Giovannolo Casati, tutore di Giovanni e Filippo Maria Visconti, sposò Beatrice Pietrasanta ottenendo in dote alcune proprietà a Robecco e fu lui a trasformare il borgo fortificato in residenza nobiliare. A seguito del cambiamento del concetto di villa, non più solo edificio padronale, ma anche luogo di delizie e villeggiatura, la severa villa trecentesca fu addolcita dallo stile barocco, con l'opera di ampliamento e restauro avvenuta nel 1679, quando il reggente di Milano, Danese Casati ed il di lui nipote, il conte Ferdinando Casati, intervennero con la creazione di due nuove ali verso il giardino e sovrastando la facciata con un'elegante altana, dandole le attuali sembianze. Espressione del Barocco Lombardo più puro, la villa, con pianta ad U rivolta verso il parco, si articola intorno ad un unico asse prospettico, lungo oltre 800 metri, il cosiddetto Cannocchiale, che dall'esedra dell'ingresso, prosegue con la corte nobile ed attraversa la villa e l'ampio parco retrostante di 16 ettari cintato su tre lati dalle antiche mura, mentre le acque del Naviglio Grande fanno da barriera naturale sul lato est. Il parco, che segue il progetto seicentesco della villa, ha una parte trattata a parterre in ghiaia e ornata da statue in pietra molera ed una parte all'inglese. La disposizione degli interni, modificata nell'ala nord nel tempo, ha la parte di rappresentanza al piano terra e al primo piano le camere da letto e la biblioteca, servite da un austero scalone.

Azienda Agricola Salvaraja

Cascina Salvaraja, Robecco sul Naviglio. Orari: domenica, ore 10.00-17.00. L'Azienda Agricola Salvaraja si estende su oltre 150 ettari di territorio ricadenti interamente nel Parco Lombardo della Valle del Ticino, importante corridoio ecologico tra gli Appennini e le Alpi e patrimonio inestimabile di biodiversità. Riserva privata di caccia fino agli anni '70, si è poi trasformata in azienda agricola votata alla conservazione ambientale e alla produzione di riso Carnaroli. Dal 2012 l'azienda ospita percorsi didattici dall'infanzia alle campagne universitarie, corsi naturalistici e attività divulgative. L'azienda agricola prende il nome dalla Cascina Salvaraja, sede dell'azienda, risalente al 1400: nei suoi terreni sono ancora visibili segni del passato antico fino a linee tedesche della Seconda Guerra Mondiale.

Castello di Binasco

Via Matteotti, Binasco. Orari: sabato e domenica, ore 10.00-13.30 e 14.00-17.30. Situata pochi chilometri a sud di Milano in ambiente rurale (fa parte del Parco Agricolo Sud Milano), la cittadina di Binasco si raccoglie intorno al suo castello, costruito per volere dei Visconti, tra il 1280 e il 1310 con funzioni sia militari che residenziali. Residenziali perché vi soggiornavano le famiglie ducali durante gli spostamenti nei loro territori e per le battute di caccia nei boschi ricchi di selvaggina, cervi e cinghiali, che circondavano il borgo; militari perché vi risiedeva stabilmente una guarnigione di soldati sotto la responsabilità del Castellano. L'importanza del Castello di Binasco è legata alla posizione del borgo che si trovava esattamente sul confine tra i territori milanesi e i territori pavesi, delimitati da un corso d'acqua che ancora oggi attraversa il paese: il Ticinello, che, in passato, fungeva anche da porto fluviale.

Mumac - Museo della Macchina per Caffè

Via Pablo Neruda 2, Binasco. Orari: sabato e domenica, ore 10.00-13.30 e 14.00-17.30. Binasco vanta notevoli tracce storiche e una economia caratterizzata da alcune attività industriali, che si affiancano all'attività agricola. Fra queste è particolarmente evidente l'attività del Gruppo Cimbali, che costudisce la culla dove è nata e si è sviluppata la tecnologia delle macchine da caffé. Nato nel 2012 in occasione dei cento anni di attività del Gruppo e grazie alla lungimiranza della famiglia Cimbali, il Mumac ospita la più ampia esposizione permanente dedicata alla storia e alla cultura delle macchine per il caffè espresso professionali, i contenuti culturali di archivio e la biblioteca storica del caffè. La collezione del museo, nella quale sono confluite i fondi Cimbali e Maltoni, racconta la storia di un intero settore del made in Italy e di tutti i marchi che ne hanno rappresentato le pietre miliari dagli albori ad oggi, attraverso pezzi memorabili, unici e iconici esposti nelle sale e grazie alla ricca documentazione presente nel suo archivio. L'esterno del Mumac costituisce una presenza di forte impatto, anche simbolico: dai murales esterni realizzati da artisti di street art che raccontano l'intera filiera del caffè dalla piantagione alla tazzina, al giardino esterno del centenario Cimbali, alle linee curve delle doghe del rivestimento che rimandano all'espandersi dell'aroma di caffè.

Nel cuore di Inzago

Piazza Maggiore, Inzago. Orari: sabato e domenica, ore 10.00-17.00. Itinerario nella storia più antica di Inzago, che si snoda attorno a due piazze: la Maggiore, un grande vuoto coi suoi fantasmi medievali, e di Vona, con la Parrocchiale e due antichi edifici. Solo nella seconda metà del '400 Inzago divenne città d'acque: il Naviglio andò a delimitare l'abitato a sud dove si insediarono solo alcune delle tante ville storiche che ad Inzago sono disperse nell'edificato. A nord scorre la roggia Crosina, derivata dal Naviglio a Cassano per azionare un complesso di mulini ed irrigare i giardini locali, poi prolungata sino a Gessate. Ne permangono ancora suggestivi scorci.

Gaggiano tra storia e arte

Santuario di Sant'Invenzio, piazza della Chiesa, Gaggiano. Orari: sabato e domenica, ore 10.00-17.00. Itinerario nel borgo di Gaggiano, in milanese Gaggian, comune dell'abbiatense attraversato dal Naviglio Grande e, per tale contesto paesaggistico, anche detto la Piccola Burano. Fil rouge del percorso sono proprio le acque del Naviglio, da sempre e tutt'ora fattore caratterizzante la geografia di questo territorio, risorsa preponderante ed indispensabile per l'economia e la vita quotidiana degli abitanti del comune, e non solo. Il Navigium de Gazano fu realizzato per volere del ducato di Milano a seguito della vittoriosa battaglia di Legnano del 1176. Da qui, prese avvio quel corso d'acqua che nei secoli successivi ha contribuito in maniera significativa all'agricoltura, al trasporto di merci e dunque allo sviluppo socio-economico del territorio. Le Bocche della Gamberina e la Casa delle Chiavi, situate nel territorio di Gaggiano, permettevano, mediante il sistema delle chiuse e delle relative chiavi, la gestione dell'affluenza delle acque e l'irrigazione dei campi circostanti il Naviglio Grande. Proprio lungo le sponde del Naviglio, nel corso dei secoli sono stati edificati gli edifici più importanti: il Santuario di Sant'Invenzio, chiesa principale di Gaggiano, completata tra XVII e XVII secolo e sorta sul luogo di un'antica chiesa la cui fondazione risale al Duecento; Villa Marino, situata a pochi passi dal Ponte Vecchio e conosciuta con tale nome da quando, nell'800, si è dato rilievo ad una tradizione popolare diffusasi a seguito dell'errata lettura di un'opera letteraria del secolo precedente che ne legava vicende e costruzione a Tommaso Marino; il Ponte Vecchio, primo e per qualche secolo anche unico ponte di Gaggiano, distrutto quasi interamente nel 1859 dall'esercito austriaco e ricostruito nel 1869 a guisa del precedente; la sala consiliare del Comune di Gaggiano, ricordata per l'affresco raffigurante una Vergine col Bambino, detta Madonna della Barbatolla; l'imponente Palazzo Venini Uboldi, la cui costruzione cominciò nel 1719 e che alla fine del XVIII secolo divenne sede della prima scuola pubblica di Gaggiano.

Teatro Civico Roberto De Silva

Via Dante Alighieri, Rho. Orari: sabato e domenica, ore 10.00-18.00. Dal 1975 nel cuore dell'area industriale di Rho - uno dei centri abitati più antichi della Lombardia, che conserva ancora con chiarezza il decumano (via Matteotti, via Porta Ronca) e il cardo (via Madonna, via Garibaldi) risalenti all'epoca romana - iniziò a operare la Diana De Silva Cosmétiques Spa, una delle più importanti aziende italiane nel settore cosmetico e della profumeria, nata sotto la guida del marito di Diana Bracco, Roberto De Silva, imprenditore illuminato con una grandissima passione per l'arte. In seguito l'azienda dovette fare i conti con una concorrenza internazionale sempre più agguerrita e nell'aprile del 2005 fu venduta alla Cosmoprod. I proprietari dell'area, Bracco Real Estate, nel 2012 hanno siglato un accordo con l'amministrazione comunale di Rho per dare vita al grande progetto di rigenerazione urbana che oggi con la costruzione del reatro sta diventando una realtà. Con la sua facciata di vetro, il teatro si affaccia in una nuova piazza, luogo di ritrovo e passeggio prima e dopo gli spettacoli. La struttura è progettata con dotazioni tecnologiche all'avanguardia dal punto di vista ambientale, dal punto di vista energetico e delle attrezzature scenotecniche.

Basilica di Santa Maria in Calvenzano

Via della Basilica 8, Vizzolo Predabissi. Orari: sabato, ore 10.00-13.30 e 14.00-17.00; domenica, ore 14.00-17.00. Tra i monumenti storici del paesaggio a sud di Milano, la basilica è parte di quel tessuto di insediamenti monastici che, intorno all'anno 1000, ha reso il territorio una delle regioni più fertili di Europa. Abbazia cluniacense edificata alla fine del XI secolo inglobando una chiesa precedente altomedioevale e una struttura più antica, è tradizionalmente identificata come luogo di carcere del filosofo e senatore romano Severino Boezio, giustiziato a Pavia nell'anno 522. Fu il primo priorato cluniacense nella Diocesi di Milano, cui ne seguirono oltre 50  in Lombardia, promotori dell'emancipazione della Chiesa dal potere feudale. Nell'ultimo decennio del '900 la basilica è stata oggetto di un restauro che ha messo in luce le tracce della sua lunga storia.

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