L'Ermitage ci ripensa: restano a Milano le opere d'arte in prestito a Palazzo Reale e Gallerie d'Italia

L'Ermitage ci ripensa: restano a Milano le opere d'arte in prestito a Palazzo Reale e Gallerie d'Italia

Mostre Milano Martedì 15 marzo 2022

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Giovanni Cariani, Giovane donna con vecchio di profilo

Milano - Le opere d'arte russe in prestito ai musei di Milano restano a Milano, per lo meno fino alla chiusura delle mostre che le ospitano. Con questo lieto fine si conclude la vicenda della richiesta da parte dell'Ermitage di San Pietroburgo di 24 opere attualmente esposte a Milano, tra Palazzo Reale e Gallerie d'Italia, avvenuta il 9 marzo 2022.

«L'Ermitage ha raggiunto un accordo con il Ministero della Cultura russo secondo il quale la richiesta di un ritiro immediato delle opere da noi prestate viene attenuata», ha dichiarato Michail Piotrovsky, direttore fenerale del Museo Ermitage: «i dipinti di Tiziano (nella mostra Tiziano e l'immagine della donna nel Cinquecento veneziano, a Palazzo Reale fino al 5 giugno 2022, ndr) e Picasso (a Roma fino al 15 maggio 2022, presso la Fondazione Fendi, ndr) continuano a rimanere quindi appesi alle pareti dei musei per diverse settimane. Lo stesso vale anche per le opere dell'Ermitage che fanno parte della mostra Grand Tour (alle Gallerie d'Italia di piazza Scala fino al 27 marzo 2022, ndr) che, previo accordo con gli organizzatori, saranno ritirate immediatamente alla chiusura ufficiale».

«Dispiace molto che le relazioni culturali tra i nostri paesi siano crollati in un tale buio», prosegue la nota di Piotrovsky: «se ne può uscire solo se conserviamo l'atmosfera di buona volontà e benevolenza. Ripetiamo sempre che i ponti della cultura si fanno saltare in aria per ultimi. Ora è venuto il tempo di proteggerli. E cercheremo di mostrare come si fa. Dobbiamo metterci chiaramente d'accordo su quando e soprattutto in che modo le opere torneranno all'Ermitage. Teniamo informato il Centro Ermitage Italia, anche se le sue attività operative sono state sospese, ed i nostri partner italiani. Spero che l'Italia possa contribuire a creare un nuovo meccanismo di interazione tra le istituzioni culturali vista una lunga tradizione nazionale di amore e rispetto alla cultura, all'arte e ai musei. L'odierna situazione museale deve mostrare un modo di risolvere problemi seri in un mondo molto complicato per non diventare uno strumento di lotta politica. Abbiamo bisogno di nuoviapprocci e accordi senza un ritorno alla retorica della Guerra Fredda».

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