Concerto di Capodanno 2022, l'augurio de laVerdi a Milano con la Nona di Beethoven

Concerto di Capodanno 2022, l'augurio de laVerdi a Milano con la Nona di Beethoven

Musica Milano Auditorium di Milano Venerdì 10 dicembre 2021

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Contenuto in collaborazione con laVerdi

Milano - Dopo la brevissima parentesi del 2020, anno in cui si è stati costretti a rinunciare alla canonica Nona di Beethoven di Capodanno all’Auditorium di Milano, per i festeggiamenti per la fine del 2021 e l'inizio del 2022 si torna a onorare la tradizione in largo Mahler. Per quattro giorni di seguito, dal 29 dicembre 2021 al 1° gennaio 2022, si esegue il capolavoro beethoveniano sotto la bacchetta di Claus Peter Flor. 

È eloquente che l’ultimo appuntamento del 2021 dell’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi coincida col primo appuntamento della nuova programmazione (gennaio-maggio 2022). Ed è ancor più eloquente che tale appuntamento sia rappresentato dalla Nona di Beethoven, una sinfonia che scorre nelle vene dell’orchestra, che, ormai tradizionalmente da più di venti anni (eccezion fatta per il 2020), rappresenta l’augurio che laVerdi fa al suo pubblico e a Milano tutta. Così, mercoledì 29 dicembre, giovedì 30 dicembre, venerdì 31 dicembre  2021 (sempre alle ore 20.00) e sabato primo gennaio 2022 (alle ore 16.00) la seconda parte della stagione sinfonica prende le mosse da questo Neujahrskonzert, a tutti gli effetti un festeggiamento del nuovo anno e dell’avvenire, insieme al direttore musicale Claus Peter Flor e all’Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi.

I quattro appuntamenti all’Auditorium di largo Mahler con la Sinfonia n.9 in Re minore op.125 Corale sono ormai un evento esclusivo e un rito immancabile per la città di Milano, che continua la tradizione consolidata di eseguire il capolavoro di Beethoven in occasione della fine dell’anno come avviene anche a Berlino, Vienna e New York. 

A fianco del maestro di Claus Peter Flor, che vanta innumerevoli esecuzioni del capolavoro beethoveniano, ci sono il maestro Dario Grandini a dirigere il Coro sinfonico di Milano Giuseppe Verdi, che nel capolavoro di Beethoven ha un ruolo di primo piano. 

I biglietti per La Nona di Beethoven all'Auditorium di Milano hanno prezzi che variano dai 21 ai 36 euro; per info e prenotazioni rivolgersi alla biglietteria dell'Auditorium di Milano in largo Mahler dal martedì alla domenica in orario 10.00-19.00 o telefonare al numero 02 83389401.

La Nona sinfonia di Beethoven

È difficile, per l’ascoltatore dei nostri tempi, capire quanto traumatica possa essere stata per il pubblico contemporaneo a Beethoven l’introduzione di solisti e coro in una sinfonia, fino ad allora appannaggio della sola orchestra. Così come è difficile comprendere la complessità e la meraviglia dell’opera ed in particolare del suo quarto movimento, che si pone di fronte all’uditorio come summa del pensiero, musicale, ma soprattutto umano, del compositore. L’ultima sinfonia composta da Beethoven fu eseguita per la prima volta a Vienna il 7 maggio del 1824 a distanza di dieci anni dall’Ottava sinfonia, la cui tiepida accoglienza da parte dei critici gli aveva lasciato un po’ di amarezza. Il compositore, ormai completamente sordo, si era dedicato negli anni seguenti alla cameristica, e in particolare all’amato pianoforte, regalando al mondo una serie impressionante di capolavori. 

Dedicata A Sua Maestà il Re di Prussia Federico Guglielmo III, la Nona ebbe subito un successo enorme ed è ancora oggi una delle opere più note ed eseguite di tutto il repertorio classico, considerata la più grandiosa composizione musicale mai scritta, il cui testo e spartito sono stati dichiarati dall’Unesco nel 2001 Memoria del Mondo. Da subito il pubblico comprese appieno la portata del messaggio di Beethoven, di quell’uomo burbero e scontroso che senza arrendersi alle avversità della vita aveva tradotto in musica alcuni princìpi dell’Illuminismo, come  la rappresentazione di una tensione finalizzata al raggiungimento della felicità universale, condizione perseguibile nell’esaltazione della fratellanza e nel sincero convincimento della presenza di una Bontà Celeste, di un Essere Supremo che dal caos primordiale fonda un ordine morale a cui ogni uomo è chiamato a contribuire, esercitando virtù come la tolleranza, la giustizia, la fratellanza, la lotta contro i pregiudizi e il diritto di ciascun uomo ad essere felice e il messaggio. Attraverso l’uso del coro, inoltre, la partitura trasmette con maggiore energia un concetto filosofico, un programma che diviene evidente e definitivamente riconoscibile nell’Inno alla Gioia, il grande finale vocale basato sul testo dell'omonimo poema di Friedrich Schiller. Il tema, riadattato da Herbert von Karajan nel 1972, viene eseguito spesso durante le cerimonie dell’Unione Europea, anche se non è mai stato ufficializzato come Inno. 

Da quel 7 maggio del 1824 la Nona non smise più di circolare, di essere eseguita e di continuare a commuoverci, simboleggiando con forza il testamento spirituale e la forza morale di un uomo con pochi termini di paragone nell’intera storia della nostra cultura; un messaggio che a duecento anni di distanza arriva ancora forte e chiaro sulle note di una sinfonia che come poche sa toccare il cuore di chi l’ascolta. Impossibile del resto non farsi coinvolgere dalla note dell’Inno alla Gioia.

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