Sala Venezia sotto sfratto rischia di chiudere per sempre: una petizione per salvare lo storico circolo di Milano

Sala Venezia sotto sfratto rischia di chiudere per sempre: una petizione per salvare lo storico circolo di Milano

Attualità Milano Mercoledì 31 marzo 2021

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Milano - Sala Venezia, Circolo Combattenti e Reduci, un luogo storico di Milano, un punto di aggregazione e cultura nel quartiere di Porta Venezia, ha ricevuto dall’Agenzia del Demanio uno sfratto da eseguire l’8 aprile 2021 per trasformare gli spazi in un archivio della Questura di Milano.

Fin dal secondo dopoguerra, il circolo di via Cadamosto rappresenta uno spazio di ritrovo che coinvolge trasversalmente le generazioni: qui nonni e nipoti, famiglie, bambini, gruppi di amici, ma anche artisti e volti noti del panorama culturale italiano da anni si ritrovano a giocare a carte e a tombola, bere un caffè, pranzare e cenare in compagnia, e soprattutto ballare, dal liscio al boogie woogie, dal lindy hop ai balli di gruppo.

Negli anni Sala Venezia è diventata anche punto di riferimento del mondo della cultura che proprio qui ha ritrovato la genuinità e la voglia di stare insieme, come ad esempio l’artista Maurizio Cattelan che ha scelto il circolo per lanciare il suo progetto editoriale Toilet Paper, e Francesco Guccini che nella cornice di Sala Venezia ha voluto presentare il suo ultimo disco.

Dal 1987 Sala Venezia è gestita da Antonio di Furia, presidente dell'Associazione Nazionale Combattenti, insieme alla famiglia: da sempre la missione è quella di preservare l’identità e lo spirito di una realtà così significativa, mantenendola viva, soprattutto per molti anziani per i quali rappresenta un luogo di profonda condivisione, grazie alle numerose attività organizzate (il ballo sociale, le gite, i tornei di giochi da tavola).

Sala Venezia oggi rischia di scomparire per essere trasformata in un archivio della Questura di Milano: lo sfratto ricevuto a dicembre 2020 dall’Agenzia del Demanio dovrà essere eseguito l’8 aprile 2021. Su change.org è stata pubblicata una petizione per salvarla: l’appello chiede una soluzione all’Agenzia del Demanio nella persona del direttore regionale, l'ingegner Luca M. Terzaghi, alla Questura di Milano nella persona del questore Giuseppe Petronzi, alla Regione Lombardia nella persona del presidente Attilio Fontana e al Comune di Milano nella persona del sindaco Beppe Sala.

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