Coronavirus a Milano, via Carbonia accoglie i più fragili: 48 alloggi con pasti e aiuti sanitari

Coronavirus a Milano, via Carbonia accoglie i più fragili: 48 alloggi con pasti e aiuti sanitari

Attualità Milano Martedì 17 marzo 2020

© Pexels

Milano - All'indomani dell'ultimo decreto governativo anti-Coronavirus, il Comune di Milano mette in campo una serie di misure per sostenere i suoi cittadini più fragili nell’affrontare l’emergenza Coronavirus. Come richiesto con l’ordinanza firmata dal sindaco Giuseppe Sala, a partire dai prossimi giorni e grazie anche alla cooperativa Dar Casa, che aveva vinto la gara per la sua gestione, è disponibile l’immobile di proprietà comunale di via Carbonia, in zona Quarto Oggiaro, già destinato all’emergenza abitativa e che adesso sarà utilizzato per le persone che hanno bisogno di isolarsi a tutela della propria e altrui salute, ma che non hanno a disposizione alcun alloggio.

Si tratta di 48 tra mono e bilocali per i quali il Comune, insieme alla Protezione civile, sta predisponendo gli ultimi allestimenti di arredo. In questa fase di emergenza sarà Spazio Aperto servizi a gestire il centro. Per evitare di attivare le cucine degli appartamenti, a maggior tutela della salute degli ospiti, sarà Milano Ristorazione a provvedere al trasporto e alla distribuzione in tutta sicurezza dei pasti, colazione, pranzo e cena. Attivi all’interno dello stabile anche gli operatori volontari di Emergency, che garantiranno una prima formazione ai gestori oltre a un presidio sanitario di tipo medico/infermieristico. Con gli stessi obiettivi, il Comune ha anche avviato un accordo con la Cooperativa sociale La Cordata, con cui collabora già da tempo: a disposizione una quarantina tra camere singole e posti letto, distribuiti tra varie sedi in città e nell’hinterland, a partire da quella di via Zumbini. Potranno servire ad accogliere personale sanitario chiamato a dare il proprio aiuto negli ospedali di Milano, ma anche bambini i cui genitori si trovino ricoverati a causa del Covid-19 e comunque persone in particolari difficoltà abitative.

«I valori che entrano in campo in questo momento - interviene l’assessore alle Politiche sociali e abitative Gabriele Rabaiotti - sono essenziali e fanno la differenza: quella che passa tra una città bloccata e una che, nel bisogno, riesce ad accendere e avviare servizi non previsti ma importanti per mitigare le difficoltà delle persone. Noi facciamo il possibile, partiamo con via Carbonia e, se sarà necessario, metteremo a disposizione anche altri alloggi. Ma è fondamentale la collaborazione di tutti: la disponibilità di Dar Casa e la proposta della Cordata segnano lo spirito con cui Milano sta fronteggiando e gestendo questo momento difficile».

Inoltre, i centri per senza dimora attivi nell’ambito del Piano freddo rimangono aperti anche di giorno per permettere a chi non ha una casa di attenersi alle indicazioni del governo e tutelare la propria salute non stando all’aperto. Gli ospiti delle strutture che non permettevano una permanenza in linea con le misure di sicurezza sono stati trasferiti in luoghi più adatti che rimarranno aperti fino al 3 aprile, data indicata dai diversi decreti varati dal Presidente del Consiglio dei Ministri. In ognuno dei centri verrà garantito il pasto offerto da Milano Ristorazione ed è in distribuzione un liquido igienizzante prodotto dal Politecnico e messo a disposizione delle strutture comunali.

È stato anche stato organizzato, grazie alla collaborazione con Emergency, un presidio sanitario nei centri dedicati ai senza dimora, nelle strutture del sistema Siproimi e nei campi rom autorizzati. I medici della onlus milanese avranno il compito di monitorare la situazione di salute e la comparsa di eventuali sintomi tra gli ospiti, attraverso la misurazione della temperatura corporea e il controllo dell’attività respiratoria. 

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