Coronavirus, morto Vittorio Gregotti: il grande architetto fece nascere la cultura in Bicocca - Milano

Coronavirus, morto Vittorio Gregotti: il grande architetto fece nascere la cultura in Bicocca

Attualità Milano Lunedì 16 marzo 2020

Milano - «La scomparsa di Vittorio Gregotti ci lascia addolorati e orfani di un'intelligenza lucida e critica, che ha saputo non solo dare un contributo importante alla cultura del progetto, ma anche un volto nuovo a molti spazi e luoghi della nostra Milano: tra questi la Bicocca, convertita da area industriale in cittadella della cultura con la nuova sede dell'Università e il Teatro degli Arcimboldi, e la storica sede della Rizzoli in via Solferino». Con queste parole l'assessore alla Cultura Filippo Del Corno ricorda il grande architetto Vittorio Gregotti, morto a Milano domenica 15 marzo 2020 in seguito a una polmonite contratta durante la pandemia di Coronavirus. Aveva 92 anni.

Il nome di Vittorio Gregotti si aggiunge dunque all'elenco dei personaggi famosi che hanno contratto il Coronavirus. «Se ne va, in queste ore cupe, un maestro dell’architettura internazionale; un saggista, critico, docente, editorialista, polemista, uomo delle istituzioni, che - restando sempre e prima di tutto un architetto - ha fatto la storia della nostra cultura. Concependo l’architettura come una prospettiva: sull’intero mondo e sull’intera vita», commenta un altro grande architetto dei nostri tempi, il presidente della Triennale di Milano Stefano Boeri sulla sua pagina Facebook.

Il suo archivio, con oltre 700 progetti seguiti da Gregotti con le due società da lui fondate negli anni - lo Studio Architetti Associati (con Ludovico Meneghetti e Giorgio Stoppino) dal 1963 al 1969, e la Gregotti Associati (con Augusto Cagnardi e Michele Reginaldi) dal 1969 ad oggi - è stato donato al Comune di Milano nel 2013 ed è attualmente conservato nella Sala Sforzesca del Castello. 

L'archivio di Gregotti fa parte del Casva (Centro Alta Documentazione Arti Visive) del Comune di Milano e comprende la documentazione relativa a progetti che hanno fatto la storia dell'architettura e dell'urbanistica moderna, in Italia e nel mondo. Come la sede dell'Università degli Studi della Calabria di Cosenza (1972-1979); lo Zen di Palermo (1969-1973); il Quartiere per abitazione a Venezia Cannaregio (1981-2001); il quartiere di Bas-Montreuil, a Montreuil, in Francia (1992-1993); il concorso per la sistemazione della Spreeinsel a Berlino (1993); il teatro di Aix-en-Provence (2003); il concorso per la nuova città di Pujiangi in Cina (2001-2011); i piani regolatori di varie città italiane (Arezzo, Torino, Sesto San Giovanni,Livorno, Gorizia, per citarne solo alcuni); oltre, naturalmente ai numerosi progetti che durante gli anni Novanta hanno dato un volto nuovo all’ex area industriale della Bicocca.

Nato a Novara nel 1927 e laureato in Architettura al Politecnico di Milano nel 1952, Gregotti ha sviluppato un'attività che rappresenta una sorta di unicum nell’architettura europea, caratterizzata da un’unità metodologica e un impegno integrale in tutte le scale del progetto: architettura, disegno urbano, interni e allestimenti museali, arredi e prodotto industriale, grafica ed editoria. Nel 2017, per i suoi 90 anni, il Pac - Padiglione d'Arte Contemporanea di Milano gli aveva dedicato la mostra antologica Il territorio dell’architettura: Gregotti e Associati 1953-2017, il cui titolo richiama un celebre libro del grande architetto.

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