Re Magi, a Milano il corteo storico dell'Epifania. La leggenda delle reliquie e il contenzioso con Colonia

Re Magi, a Milano il corteo storico dell'Epifania. La leggenda delle reliquie e il contenzioso con Colonia

Cultura Milano Venerdì 3 gennaio 2020

© Andrea Cherchi
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Milano - Ogni anno dal 1960 nel giorno dell'Epifania a Milano si svolge il Corteo dei Re Magi: una tradizione che risale addirittura al 1336 e che oggi rivive grazie all’Associazione Amici dei Magi di Sant’Eustorgio. Il 6 gennaio, come tradizione, il Corteo attraversa il cuore della città partendo da piazza Duomo fino alla Basilica di Sant'Eustorgio alla presenza di autorità civili, rappresentanti della Giunta e del Consiglio Comunale, del Consiglio Regionale, oltre a gruppi folkloristici che accompagnano la sfilata.

Il Corteo dei Re Magi prende il via da piazza Duomo alle ore 11.30, per poi compiere un percorso che tocca via Torino e le colonne di San Lorenzo (con sosta alla Basilica di San Lorenzo per rievocare l'incontro dei Magi con Erode e la sua scorta), poi corso di Porta Ticinese, fino alla conclusione presso piazza Sant'Eustorgio alle ore 12.45 circa: qui, sul sagrato, è allestito un presepe vivente con i personaggi della Sacra Famiglia, a cui i Magi portano i doni.

La leggenda delle reliquie dei Re Magi a Milano 

La leggenda narra che i Re Magi, dopo la morte di Gesù, sentirono il bisogno di tornare a Gerusalemme. Qui affrontarono il martirio e furono seppelliti in un’unica tomba. Le loro spoglie furono ritrovate da Elena, la madre dell’imperatore Costantino I il Grande, capo dell’Impero Romano d’Oriente, che le trasferì da Gerusalemme a Costantinopoli, collocandole e custodendole nella chiesa di Santa Sofia.

Eustorgio, eletto vescovo di Milano nel 343 quando era governatore della città, in visita a Costantinopoli per rendere onore all’imperatore fu omaggiato da Costantino delle reliquie dei Magi. Caricato il pesantissimo sarcofago di marmo su un carro trainato da buoi, fece di ritorno a Milano: giunto a Porta Ticinese, per il peso del sarcofago, il carro sprofondò nel fango. Eustorgio lo riconobbe con un segno di Dio: è così che scelse quel punto esatto per la costruzione della prima Basilica.

La storia delle reliquie dei Re Magi prosegue circa 8 secoli dopo: nel 1164 l’imperatore Federico I Barbarossa rase al suolo la città e diede ordine al consigliere e arcivescovo di Colonia, Rinaldo Von Dassel, di impadronirsi delle reliquie dei Magi e trasferirle lì dove, per custodirle e onorarle, fu costruito un Duomo, maestoso monumento di arte gotica. L’asportazione delle reliquie aveva una forte valenza politica-religiosa: con questo gesto si intendeva impedire la rinascita di Milano che poteva avvenire solo sotto la protezione dei corpi santi.

Secondo il cronista milanese Sire Raul, autore delle Gesta Frederici Imperatoris in Italia, il vescovo di Colonia, al seguito dell’imperatore, portò via i corpi dei SS. Nabore e Felice e altri tre corpi che erano nella chiesa del beato Eustorgio e che erano ritenuti essere quelli dei Magi (da L’antica Cappella dei Magi in Sant’Eustorgio. Ricerche d’archivio e scavo archeologico di Vittoria Castoldi, Stefano Cervo, Diego Veneziano). Nonostante diversi tentativi di riportare le reliquie a Milano da Ludovico il Moro a Federico Borromeo, solo nel 1904 il Cardinal Ferrari, arcivescovo di Milano, ottenne una parziale restituzione delle reliquie, ora conservate in un’urna posta sopra l’altare dedicato ai Magi all’interno della Basilica di Sant’Eustorgio.

Prove di avvicinamento tra Milano e Colonia

Dopo oltre 850 anni si registrano prove di avvicinamento tra Milano e Colonia. L’annoso contenzioso dal valore politico-religioso e culturale legato alla traslazione delle reliquie dei Re Magi da parte di Federico Barbarossa dalla città di Milano al Duomo tedesco di Colonia sembra infatti avviato a una cauta conclusione.

Una visita lampo del Decano del Duomo di Colonia, monsignor Robert Kleine, nel mese di novembre a Milano; scambi di carteggi e ringraziamenti per l'ospitalità; l’invito rivolto dalla delegazione tedesca a una rappresentanza milanese a presenziare il 27 settembre 2020 a Colonia durante le celebrazioni in memoria della traslazione. Sono le prime tappe dell’agenda della diplomazia dell’Associazione Amici dei Magi di Sant’Eustorgio, intenzionata a tessere relazioni e a voltare pagina su quella che la città di Milano ha sempre vissuto come una sofferenza.

«Non si tratta certo di ripristinare solo un simbolo religioso», spiega l'Associazione: «la traslazione da parte dell’imperatore Federico Barbarossa nella cattedrale di Colonia avevano il chiaro intento politico-culturale di rafforzare la corona imperiale, il suo potere sull’Italia. Milano l’ha sempre vissuta nei secoli come una frattura che ora vorremmo recuperare in un clima di familiarità e fraternità. Con l’arrivo di monsignor Robert Kleine in Basilica abbiamo dato il via a un cantiere che porterà ad eventi condivisi e ad un percorso comune. E visto il grande attaccamento dei milanesi a Sant’Eustorgio ci sentiamo di lanciare un invito al sindaco Beppe Sala: perché non cogliere l’occasione per gettare le basi per un gemellaggio con la città di Colonia?».

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