Triennale Milano Teatro. La stagione 2019/2020 tra classici e sperimentazione

Teatro Milano Triennale Milano Teatro Venerdì 13 settembre 2019

Triennale Milano Teatro. La stagione 2019/2020 tra classici e sperimentazione

Deflorian:Tagliarini - Reality
© Andrea Macchia

Milano - Cuore pulsante della ricerca e della sperimentazione artistica milanese, il Triennale Milano Teatro torna a irrorare con una nuova stagione di proposte l’agenda nazionale e internazionale. Il cartellone 2019/2020 porta sul palco di viale Alemagna un palinsesto di musica, danza e teatro con attesi ritorni e interessanti novità.

Via dunque alla terza stagione curata dal direttore artistico Umberto Angelini, a partire da ottobre 2019 e fino a febbraio 2020. Primo segnale di questo nuovo inizio il cambio di nome da Triennale Teatro dell'Arte in Triennale Milano Teatro, in linea con un progetto di continuità e dialogo con l’intero universo di Triennale Milano. 

Quest’anno difatti il cantiere di produzione e di sperimentazione delle arti contemporanee potenzia il suo calendario con una serie di spettacoli, incontri, laboratori, mostre e installazioni dal carattere miscellaneo in un confronto diretto con tutte le attività del Palazzo dell’Arte. Così, l’apertura di un palinsesto che offra spazi di dialogo fra gli artisti e il pubblico: il programma Parla Ascolta Guarda Fai, che anima Triennale Milano Teatro con un fitto calendario di esposizioni, happening e laboratori.

Parole chiave della stagione 2019/2020 di Triennale Milano Teatro sono multidisciplinarità e classici. Un teatro multidisciplinare perché a caratterizzare la nuova proposta di questo cartellone sono proprio la porosità dei confini dei vari linguaggi artistici, dal teatro alla letteratura, dal design alla danza, e la commistione degli strumenti performativi. Classici, tema cardine della nuova stagione 2019/2020, sono invece i giganti del teatro, della poesia, della musica, che ancora oggi non smettono di insegnare qualcosa al nostro presente. In questa nuova stagione teatrale il Triennale Milano Teatro vuole indicare una bussola di orientamento nella polidimensionalità del contemporaneo, e ritrova nei classici un terreno ancora fecondo da coltivare. 

Un progetto che dei grandi classici punta a sperimentare anche interpretazioni innovative, attraverso letture originali e soluzioni inesplorate. Così, l'apertura della stagione del Triennale Milano Teatro è dedicata a quello che sempre più si definisce come un classico contemporaneo: inaugura il programma di spettacoli il duo Deglorian/Tagliarini, coppia artistica che negli anni ha contribuito a definire un nuovo linguaggio teatrale, con un tris d'autore.

Si comincia con Rewind - Omaggio a Cafè Müller (8 e 9 ottobre), il primo spettacolo in assoluto realizzato dal duo romano dedicato a Pina Bausch e ispirato al mistero degli ingranaggi della memoria. Deflorian e Tagliarini proseguono poi il loro trittico al Triennale Milano Teatro con Reality (10 e 11 ottobre), lo spettacolo che dà nuova vita a Janina Turek e ai suoi quaderni di vita e fa interrogare: cosa significa, per ciascuno, la realtà?

La coppia saluta infine il pubblico della Triennale con Ce ne andiamo per non darvi altre preoccupazioni, ispirato alla storia di quattro donne che nel bel mezzo della crisi economica greca nel 2011 decidono di togliersi la vita (12 e 13 ottobre).

L'incursione nel mondo dei classici passa poi attraverso un altro progetto tutto italiano: la storica performance della compagnia Kinkaleri, il meta-spettacolo Otto (25 e 26 ottobre). Un uomo entra in una stanza e cade: da questo semplice plot scaturiscono una serie di riflessioni sul significato della metafora e sullo svuotamento di senso.

Si prosegue con un altro duo che si inserisce nell'olimpo dei classici contemporanei. Il coreografo Jonathan Burrows e il compositore Matteo Fargion presentano a Triennale Milano Teatro la prima nazionale del loro nuovo, e a oggi unico, lavoro collettivo. Any Table Any Room (29 e 30 ottobre), che si combina di volta in volta con gli attori locali e coinvolge in questa occasione quattro milanesi, lavora sul binomio singolo/collettività attraverso la sperimentazione scenica di 72 oggetti.

L'omaggio ai classici si fa diretto con il coreografo giapponese Saburo Teshigawara, che porta in Triennale il suo Tristan and Isolde (22 e 23 novembre) insieme alla compagna artistica Rihoko Sato. Il capolavoro del Romanticismo tedesco di Richard Wagner torna con una lettura scenica tutta incentrata sull'infelicità di due amanti che non possono trovare pace se non attraverso la morte dei propri corpi.

Dopo l'omaggio nipponico si torna in Italia, con un progetto musicale a tripla firma: Riccardo Goretti, Stefano Cenci e Colapesce presentano Stanno tutti male: studio collettivo sull'infelicità individuale (dal 28 novembre al primo dicembre). Un drammaturgo, un regista e un cantautore ricostruiscono, sulla base delle testimonianze raccolte, una definizione condensata e condivisa di stare male, che acquisisce senso solo se riportata attraverso la musica.

Trova posto nella nuova stagione teatrale anche il tributo ai classici di un protagonista già seguito con attenzione dai riflettori di Triennale Milano Teatro. Alessandro Serra torna in scena con due spettacoli: il Macbettu (dall'11 al 14 dicembre) e Il giardino dei ciliegi (dal 18 al 21 dicembre). La trasposizione in Barbagia di un William Shakespeare che parla sardo il primo, un omaggio all'ultima opera scenica di Anton Čechov il secondo.

Presente nel cartellone 2019/2020 anche anche l’acclamato Curon / Graun di OHT (dal 23 al 25 gennaio): suggestioni musicali in una performance che, attraverso le musiche di Arvo Pärt, ricostruisce la vicenda dell’omonimo paese altoatesino sommerso dalle acque nel 1950. Protagonista e ospite di questa esperienza scenica l'Orchestra Sinfonica Giuseppe Verdi di Milano.

Si torna poi a parlare il linguaggio della danza, con il collettivo mk e lo spettacolo Bermuda (31 gennaio e 1 febbraio). Il moto perpetuo alimentato dal caos e la combinazione ordinata di più elementi che in esso trovano un significato collettivo, in questa performance firmata da Michele Di Stefano e Biagio Caravano.

Per la prima volta ospite di Triennale Milano Teatro, il regista lusitano Tiago Rodrigues ricama all'interno di questa stagione un ripensamento degli strumenti classici della performance teatrale, a partire dall'importanza dell'imparare a memoria: in By Heart (11 e 12 febbraio) l'artista racconta, trasmette e infine insegna una poesia a memoria a dieci persone.

Tiago Rodrigues prosegue con la prima nazionale di Sopro (13 e 14 febbraio), una performance sulla performance che riflette il sentire, le emozioni e i non detti di una scena teatrale attraverso la voce di una suggeritrice.

L'ultimo tassello di questa nuova stagione del Triennale Milano Teatro è fatto di musica. Nello specifico, è rappresentato dal progetto musicale di David August (in concerto il 28 febbraio), giovane artista tedesco che, forte delle sue origini italiane, ricerca l'adesione fra una sostanza classica e le nuove forme della musica elettronica.

Oltre ai grandi ritorni, sono i benvenuti in questa stagione di Triennale anche i freschi inizi: debuttano così i due progetti del Premio Hermès Danza Triennale Milano, inedito format biennale dedicato alla valorizzazione di talenti under 35 nella danza contemporanea e nella performance. In scena Ballad (20 ottobre) della coreografa greca Lenio Kaklea e Aerea del duo italiano Ginevra Panzetti e Enrico Ticconi.

Al palinsesto ufficiale di Triennale Milano Teatro si affianca quest'anno anche Extra, un cartellone parallelo e complementare che vuole stimolare l’incontro e la contaminazione degli artisti ospiti della stagione. Così, la compagnia Kinkaleri presenta un laboratorio di movimento (26 e 27 ottobre), mentre gli altri artisti della stagione incontrano e dialogano con il pubblico:

  • Burrows e Fargion interagiscono con Daniela Perazzo il 29 ottobre, al termine dello spettacolo
  • Saburo Teshigawara incontra la platea con Vittorio Lingiardi il 23 novembre, al termine dello spettacolo
  • Alessandro Serra dialoga con Francesco Cataluccio il 19 dicembre alle 18.00
  • Incontro con Tiago Rodrigues il 12 febbraio alle 12.00
  • OHT si racconta il 24 gennaio alle 12.00

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