Cultura Milano Lunedì 6 maggio 2019

Leonardo da Vinci, la Natura e gli animali: dalla vigna nel cuore di Milano alla Sala delle Asse

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Milano - Sono iniziate ufficialmente anche a Milano le celebrazioni legate a Leonardo 500, il cinquecentenario della scomparsa del grande Leonardo da Vinci. In una Milano ricca di eventi, mostre e manifestazioni volte a celebrare l’anno della morte di Leonardo e i mille volti di quest’uomo straordinario le cui sete di conoscenza e curiosità non conoscevano davvero confini, non dobbiamo scordare la Natura. Per Leonardo da Vinci, infatti, la Natura fu una delle grandi passioni che contraddistinse un po’ tutto il suo lavoro e il suo studio, dal disegno alla pittura, dal corpo umano alle più bizzarre invenzioni.

E Milano, la città che lo accolse per ben 20 anni, ne sa qualcosa: dalla ritrovata Vigna a Casa Atellani, che il maestro coltivava in segreto, ai complessi e realistici disegni che decorano la Sala delle Asse al Castello Sforzesco, che finalmente dopo tanti anni di restauro riapre in via eccezionale al pubblico: un po’ tutto qui ci parla del suo amore per il mondo della Natura.

Ma chi era l’uomo che si nascondeva dietro il genio? Siamo sempre abituati a immaginare un anziano signore dal volto severo, avvolto da lunghi capelli grigi e da una folta barba: lo sguardo è immediatamente riconoscibile, pensieroso, segnato da linee profonde sulla fronte e sotto gli occhi… è il disegno a sanguigna ormai ampiamente riconosciuto come l’Autoritratto di Leonardo da Vinci!

In realtà Leonardo da Vinci non fu solo il genio inventore, scontroso, severo, lo scienziato perfezionista che tutti pensano. I suoi sparpagliati fogli scritti di getto, pieni di annotazioni e di appunti, i suoi disegni lasciati a metà, ci rivelano anche un personaggio più vicino a noi, in qualche modo più umano, a volte disordinato e persino pasticcione. Egli si stupì per tutta la vita di fronte allo spettacolo universale delle cose e della Natura e volle trasmettere questa sua meraviglia prima ai suoi allievi e poi a tutti noi.

Il suo fu un approccio ottimista e benevolo alle cose, pur negli anni difficili e cupi del primo Cinquecento. Una frase riesce, forse più di ogni altro suo pensiero, a renderci questo aspetto di Leonardo. Il pittore, infatti, un giorno, sta passeggiando, pare di vederlo, in un bosco, quando tutt’ad un tratto intravede una grotta, vi si avvicina e «Pervenni all'entrata di una grande caverna, dinanzi alla quale restando alquanto stupefatto e ignorante di tal cosa, piegatomi ad arco e ferma la stanca mano sopra il ginocchio»… Continua a leggere e scopri di più su Leonardo da Vinci e la Natura.

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