Malattia parodontale: a cosa è dovuta e come si cura - Milano

Benessere Milano Lunedì 25 marzo 2019

Malattia parodontale: a cosa è dovuta e come si cura

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Milano - Alla base della malattia parodontale, in passato conosciuta con il nome di piorrea, vi è un quasi sempre un eccesso di placca batterica, che ha una duplice azione patogena. Da una parte, infatti, i denti vengono danneggiati dai batteri, mentre dall'altra, il persistere della placca a diretto contatto con i denti ed il parodonto, porta allo sviluppo di un fastidioso processo infiammatorio e di una progressiva distruzione dei tessuti.

Per evitare questo genere di problematica è necessario agevolare le procedure di igiene orale domiciliare e professionale, come scaling, courettage ed ablazione tartaro. Del resto, la semplice rimozione della placca porta ad un evidente miglioramento delle condizioni del paziente affetto da gengivite o da parodontite. Vuoi controllare lo stato di salute della tua bocca? Allora, cerca un dentista a Milano o nella città in cui vivi e sottoponiti ad un controllo. Solo, così, infatti, potrai continuare ad avere un sorriso bello e sano.

Tasche parodontali: che cosa sono e cosa comportano

Il protrarsi nel tempo di una condizione di infiammazione a livello gengivale, può portare, soprattutto nei soggetti predisposti, ad un interessamento dei tessuti parodontali più profondi (osso alveolare, legamento parodontale), nonché ad una loro progressiva distruzione. Infatti, si formano le cosiddette tasche parodontali, che prevedono il distacco di una parte di gengiva dal dente.

In poche parole, tra gengiva e dente si viene a creare uno spazio che può allargarsi per diversi millimetri. In una fase iniziale, le tasche che si sviluppano, interessano solo la porzione gengivale superficiale. Successivamente, però, anche l'osso alveolare si riassorbe, mentre le tasche tendono ad espandersi raggiungendo questa zona.

A questo punto, quindi, si può parlare di tasche infraossee. Per verificare la presenza delle tasche paradontali, il dentista, durante l'esame clinico, si avvale della sonda parodontale, ottenendo una mappatura della loro effettiva estensione. Tale procedura, denominata sondaggio parodontale, insieme ad una serie completa di lastre endorali, consente di formulare una corretta diagnosi parodontale.

Terapia parodontale: cosa prevede

Il dentista, una volta eliminata la placca batterica e dopo aver addestrato il paziente ad eseguire un'eccellente igiene orale domiciliare, ha come obiettivo la rimozione delle tasche residue che, a causa della loro profondità non possono essere adeguatamente pulite. In alcuni casi può agire attuando una terapia rigenerativa, mentre nelle circostanze più gravi deve ricorrere alla rimozione chirurgica delle tasche paradontali.

La procedura prevede il distacco dei tessuti parodontali molli superficiali dai tessuti duri profondi, così da visualizzare le tasche nella loro componente più profonda infraossea, che vengono eliminate rimodellano l'osso alveolare. Per finire i tessuti molli vengono riposizionati, in modo da ricoprire l'osso alveolare opportunamente modificato.

La chirurgia parodontale risettiva viene eseguita in ambulatorio con l'impiego dell'anestesia locale. Terminato l'intervento il paziente deve riposare qualche giorno, usare un colluttorio disinfettante e seguire per breve tempo una dieta fredda o tiepida. Nella zona è possibile riprendere le normali procedure di igiene orale dopo circa una settimana.

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