Shopping Milano Apple Store Piazza Liberty Venerdì 27 luglio 2018

Apple a Milano: aperto lo store. Centinaia in piazza Liberty per l'inaugurazione

Apple Piazza Liberty, lo store a Milano
© Giulia Marani
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Milano - Centinaia di persone in coda sotto il sole o al riparo sotto grandi ombrelli neri, borracce per combattere il caldo, transenne e una presenza a dir poco massiccia della security: giovedì 26 giugno 2018 il colpo d’occhio di piazza Liberty a pochi minuti dall’inaugurazione del nuovo Apple store disegnato da Sir Norman Foster ricorda San Siro a ridosso dei concerti delle grandi star internazionali. Si dice che i più temerari abbiano passato la notte accampati sul posto, e che altri si siano messi in coda all’alba sfidando l’afa e il disagio.

I millennials, soprattutto maschi, sono tantissimi, ma non è difficile scorgere anche qualche testa canuta nel serpentone che si avvicina lentamente, e a grandi spire avvolte su se stesse, alla scenografica cascata d’acqua, alla scalinata di pietra grigia concepita per fungere anche da anfiteatro e al parallelepipedo di vetro con il logo del gigante di Cupertino. La maggior parte di loro non è lì per fare acquisti, ma per partecipare a una sorta di rito social collettivo, melafonino alla mano. Per essere tra i primi ammessi in questa specie di luna park per adulti, per scattare fotografie e selfie da condividere online, oppure semplicemente per poter dire io c’ero.

Quelli che stanno per entrare, scendendo nel ventre dell’edificio che ha rivoluzionato la piazzetta milanese, là dov’era il cinema Apollo, hanno diritto a una passerella dallo stile decisamente americano, tra due file di addetti Apple che, in maglietta nera d’ordinanza, applaudono e si congratulano con loro. Alcuni sono grandi appassionati del brand della mela, hanno fatto molta strada come Matteo, 35 anni - «Sono venuto da Modena apposta per l’inaugurazione, non so ancora esattamente che cosa troverò ma la curiosità è alta» - oppure raccontano di viaggi negli Stati Uniti per soddisfare la loro sete di tecnologia, come Beppe, brizzolato quarantottenne milanese: «Sono un grande fan della Apple, sono stato anche a Cupertino a visitare il loro campus. Mi aspetto di vedere qualcosa di innovativo dal punto di vista tecnologico, qualcosa che non abbiamo ancora visto qui in Italia». 

Altri sono stati mossi dalla curiosità, dalla voglia di partecipare a un evento di piazza. «Non conosco bene il marchio», ammette Renato, 58 anni. «Volevo semplicemente vedere la novità, è una cosa importante per la città». «Sono semplicemente curioso», spiega Alessandro, 28 anni, «mi piacciono molto i prodotti Apple e finalmente ho un negozio vicino a casa mia».

In mezzo alla folla c’è addirittura chi non ha idea di quale sia il motivo dell’assembramento: «Abbiamo visto tutte queste persone in coda e abbiamo pensato che stesse succedendo qualcosa di sensazionale, perciò ci siamo uniti a loro. Sto girando l’Europa con i miei genitori e abbiamo colto l’occasione di essere coinvolti in un happening locale, di mescolarci alla folla e vedere che accade», racconta Marian, 19 anni, americana della Virginia, che non nasconde una smorfia di delusione quando le spiego che si tratta semplicemente dell’inaugurazione dell’Apple store di fronte a noi: «Davvero? Ne ho uno a due passi da casa, in un centro commerciale».  

Qualcun altro, oltre ad essere informatissimo, ha un motivo concreto e non banale per essere qui. «Io e mio marito siamo sordi dalla nascita», racconta Rita, 73 anni e un caschetto vaporoso di riccioli bianchi. «Siamo qui per vedere se esistono nuove soluzioni tecnologiche per migliorare la comunicazione dei non udenti, per noi sarebbe molto importante».   

I primi entrati cominciano ad uscire dalla pancia dello store, armati di borsa-gadget e catalogo e tutto sommato soddisfatti. «Il design è molto moderno, diverso da quello degli store classici che si trovano nei centri commerciali, anche il colpo d’occhio della fontana è notevole. Lo staff, poi, è molto simpatico e accogliente, quindi è stata un’esperienza decisamente positiva», racconta Patrick, 21 anni. «Abbiamo fatto un paio d’ore di coda di coda ma ne è valsa la pena. Una volta nella vita si può fare» gli fa eco Susanna, 22 anni. «Per me è bellissimo, rivoluzionario. Mi è piaciuto molto lo scaffale delle cover, con tutti i modelli possibili e immaginabili», spiega Luca, con l’entusiasmo dei suoi sedici anni. «Mi è piaciuta molto la struttura, ho apprezzato le linee pulite, gli spazi ampi e luminosi. Avrei preferito visitarla in un momento più tranquillo, però», ammette Valentina, 52enne milanese.

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