Teatro Milano Lunedì 9 luglio 2018

Triennale di Milano: la stagione 2018-2019 del Teatro dell'Arte

CollettivO CineticO, Benvenuto Umano
© triennale.org

Milano - La mélancolie des dragons di Philippe Quesne: questo il titolo pronto ad aprire la stagione 2018-2019 di Triennale Teatro dell’Arte della Triennale di Milano. Terminata la prima edizione del festival Fog Triennale Milano Performing Arts con un bilancio di quasi 20.000 spettatori in tre mesi di programmazione (9 marzo-5 giugno 2018), Triennale Teatro dell’Arte continua nel suo percorso di costruzione di un progetto culturale che, in sinergia con il rinnovamento della Triennale di Milano, costituisce un unicum nel panorama cittadino: un centro internazionale dedicato alle performing arts, un luogo aperto, in costante dialogo con gli altri centri propulsori della cultura milanese e italiana.

Il percorso, iniziato con la nuova curatela artistica di Triennale Teatro dell’Arte affidata da gennaio 2017 a Umberto Angelini, prosegue con la volontà di dar vita a un vero e proprio cantiere dell’innovazione con uno sguardo rivolto principalmente alla scena internazionale e alla scena italiana più originale e radicale. «L’attività del Teatro dell’Arte - afferma Stefano Boeri, presidente della Fondazione La Triennale di Milano - è parte fondamentale del progetto che stiamo costruendo e sarà sempre più in dialogo con la programmazione degli altri settori della Triennale. La nuova stagione 2018-2019 conferma la volontà di creare a Milano una proposta culturale nuova, che riunisca alcune delle esperienze più interessanti della scena teatrale italiana e internazionale legate alla sperimentazione e all’innovazione».

«Dopo due stagioni teatrali e di eventi performativi - dichiara Severino Salvemini, presidente della Fondazione CRT Teatro dell’Arte - il Teatro dell’Arte ha ritrovato nella scena artistica milanese uno spazio coerente con la sua grande tradizione. La sala è piena di giovani spettatori, spesso di provenienza internazionale, amanti di un repertorio originale e di avanguardia. In piena sintonia con la Milano contemporanea». 

La stagione 2018-2019 (da ottobre a febbraio) renderà omaggio ad alcuni dei grandi maestri del teatro contemporaneo, registi che hanno rivoluzionato il linguaggio teatrale: Eugenio Barba, fondatore dell’Odin Teatret, protagonista insieme a Julia Varley e Lorenzo Gleijeses di Una giornata qualunque del danzatore Gregorio Samsa (prima produzione di Barba al di fuori dell’Odin; dal 24 al 27 gennaio 2019); Romeo Castellucci, da più di trent’anni punto di riferimento del teatro mondiale, che in Schwanengesang D744 (dal primo al 3 febbraio 2019) propone una nuova tappa del suo lavoro sul linguaggio musicale; Antonio Latella, pluripremiato regista, direttore per il quadriennio 2017-2020 del Festival Internazionale del Teatro della Biennale di Venezia, che, con la sua compagnia stabilemobile, presenterà il suo nuovo lavoro Aminta a partire dall’opera di Torquato Tasso (dal 17 al 20 gennaio 2019).

Accanto ai grandi maestri, la stagione riunirà alcuni dei protagonisti più interessanti della ricerca italiana e internazionale, con il debutto milanese del nuovo progetto Quasi niente firmato dal duo Deflorian/Tagliarini (dal 21 al 24 febbraio 2019), i cui precedenti lavori sono stati acclamati in tutta Europa, il già citato regista francese Philippe Quesne con il suo storico lavoro La mélancolie des dragons (5-6 ottobre 2018) e il ritorno di Nettles degli svizzeri Trickster-p, vincitori del premio svizzero per il teatro (dal 28 novembre al 2 dicembre 2018). Doppia presenza per una delle compagnie più originali e innovative del panorama europeo, il duo belga Berlin, che arriverà in Triennale, grazie alla collaborazione con Zona K, prima con Perhaps all the dragons (dal 17 al 20 ottobre 2018) e subito dopo con la declinazione dello stesso spettacolo per soli adolescenti Remember the dragons (in prima italiana; dal 18 al 20 ottobre 2018). Atelier dell’Errore, esperimento di teatro performativo sociale e terapeutico, porterà in scena Piccola Liturgia Errante (18 novembre 2018). Una produzione della stagione, in collaborazione con la Fondazione Corriere della Sera, è 1969: tutto in un anno, con la regia di Michele Rho, tratto dal fortunato libro indagine (edito da Laterza) di Paolo Conti, giornalista del Corriere della Sera (dal 7 al 10 febbraio 2019). 

Spazio anche alla musica in questa prima parte di stagione 2018-2019: da segnalare la prima assoluta del progetto Still Requies del compositore Mauro Montalbetti con protagonista d’eccezione Marco Baliani (23 ottobre 2018), la rinnovata collaborazione con Radio Raheem, web radio e incubatore culturale milanese dedicato alla musica di qualità (data in via di definizione), e la nuova edizione del festival JazzMi, nato dalla collaborazione fra Triennale di Milano, Triennale Teatro dell’Arte e Ponderosa Music & Art (dal primo al 13 novembre 2018).

Ma Triennale Teatro dell’Arte si conferma anche come teatro milanese che dà spazio e continuità alla danza contemporanea: ne sono una dimostrazione la presenza di Saburo Teshigawara/Karas, uno dei più importanti coreografi giapponese viventi, che presenta in esclusiva italiana She (13-14 ottobre 2018); CollettivO CineticO, compagnia vincitrice del Premio Ubu 2017 per il miglior spettacolo di danza, con Benvenuto Umano, in collaborazione con e presso il Teatro Franco Parenti (1-2 dicembre 2018); Cristiana Morganti, storica danzatrice di Pina Bausch, con la conferenza-spettacolo Moving with Pina (26-27 ottobre 2018), ma anche l’inusuale esplorazione del linguaggio coreografico compiuta in L'ombra della sera da Alessandro Serra (18-19 dicembre 2018), che riproporrà in stagione anche il suo Macbettu (dal 13 al 16 dicembre 2018), vincitore nel 2017 dei due principali riconoscimenti del teatro italiano, Premio Ubu e Premio Anct/Associazione Nazionale dei Critici di Teatro.

Una stagione trasversale e pluridisciplinare - radicata nella storia del teatro e aperta alle nuove esperienze performative, densa di prospettive differenti per restituire le infinite sfaccettature del presente - e resa possibile dal contributo del Comune di Milano, del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, di Regione Lombardia e di Fondazione Cariplo, oltre che dal sostegno di altri partner.

La conclusione della stagione darà avvio alla seconda edizione del festival Fog Triennale Milano Performing Arts, da marzo a giugno 2019, con produzioni e ospitalità che verteranno anche attorno al tema della XXII Esposizione Internazionale (primo marzo - primo settembre 2019), intitolata Broken Nature: Design Takes on Human Survival. Fog proporrà tre mesi di programmazione con oltre 80 repliche di cui sono già state annunciate le prime tre importanti coproduzioni internazionali: la prima assoluta del nuovo lavoro di Jan Fabre, Night Writer (coproduttore internazionale: Troubleyn); il ritorno dei catalani Agrupación Señor Serrano con Kingdom (coproduttori internazionali: Grec 2018 Festival de Barcelona, Teatros del Canal, Teatre Lliure, Manchester Home Theatre, Théâtre National Wallonie-Bruxelles, Groningen Grand Theatre); il debutto italiano del nuovo lavoro di Silvia Costa, Nel Paese dell’Inverno (coproduttori internazionali: MC93, Festival d’Automne à Paris, Le Quai - Centre dramatique national d’Angers).

Per maggiori informazioni, per gli appuntamenti della stagione 2018-2019 di Triennale Teatro dell'Arte e per eventuali aggiornamenti, consultare il sito ufficiale della Triennale di Milano alla sezione dedicata a Triennale Teatro dell'Arte. 

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