Milano Mercoledì 20 giugno 2018

Notturno metropolitano: enigmi e delitti a Milano. Il noir di Alessandro Bastasi

Milano - In Notturno metropolitano (2018 Fratelli Frilli editore, 304 pp; 12,90 Euro) Alessandro Bastasi, fa risalire in scena i principali protagonisti del suo Morte a San Siro, per raccontarci una storia che si avvale senza rimorsi del grande Alfred Hichcock e strizza l’occhio alla sua splendida e indimenticabile La Donna che visse due volte.

Ma Notturno metropolitano, oltre che avvolgersi pericolosamente nelle sue spire narrative gialle noir, rappresenta anche un nuovo capitolo della lettura che fa Alessandro Bastasi dell’attuale brutto e contagioso stato di salute della società italiana, in cui tutti, magari involontariamente, finiscono per diventare vittime e carnefici. Allegria avrebbe detto il Mike di buona nostra memoria, eh già perché così è, e che ci piaccia o no questa è la realtà. Infatti soffia vento di violenza su questa metropoli notturna, fotografata nel buio di un gelido gennaio con l’atmosfera milanese che continua a incupirsi, degradare e cambiare in peggio.

Parliamo un po’ della trama: l’ex carabiniere Romano Montanari possiede una pistola e avrebbe qualcosa da fare ma quando di notte arriva a casa dal Brigadiere Giulio Tarantino, scopre che qualcuno lo ha preceduto. Alla caserma Notari, lui e Giulio Tarantino portavano la stessa divisa, ma avevano due modi molto diversi di pensare. Però, dopo la morte a seguito di un brutale pestaggio, quattro anni prima di Kamal El Kabir, un tossicodipendente extra comunitario in stato di fermo, quando Montanari aveva denunciato i colleghi, mettendo la caserma nell’occhio del ciclone, da quel momento per lui era cominciato l’inferno. Quelli erano riusciti a cavarsela per il rotto della cuffia e invece lui era stato preso di mira e fatto oggetto di mostruose vendette che l’avevano costretto a uccidere lo stupratore di sua moglie. Era stato assolto ma, con il matrimonio ormai distrutto, aveva dato le dimissioni dall’Arma e tirava avanti alla bell’e meglio facendo l’investigatore. Poi l’incontro con Barbara, che gli sembrava l’amore della sua vita, ma che era anche la moglie del suo nemico. E ora, con il barbaro omicidio del brigadiere Giulio Tarantino e di sua moglie Barbara, genitori di un figlio morto da poco per overdose, lui diventa il primo indiziato e la caserma Notari dell’Arma dei carabinieri torna al centro dell’attenzione mediatica.

Indubbiamente, visto che il morto è un collega, esiste un pregiudiziale conflitto di competenza per i carabinieri, ragion per cui la delega all’indagine sarà attribuita alla polizia e, nello specifico, al commissario Daniele Ferrazza che dovrà muoversi con i piedi di piombo. La faccenda è spinosa e Ferrazza, pressato sia dal questore sia dalla Procura, si trova tra le mani una bella patata bollente, in un momento di parziale sbandamento e crisi personale, colpa dei suoi faticosi rapporti di empatia con il prossimo che gli creano anche qualche problema nella sua relazione con Laura Barbieri, anchor-woman di Telelibera.

Ciò non gli impedirà di mettersi in gioco, barcamenandosi tra i reticenti organi dello Stato, indagando su locali malfamati, sui corrieri della droga e su sfuggenti personaggi, quali Romano Montanari, ma soprattutto su Flavia Perentoni, vischiosa vicina di casa dei Tarantino, una moderna dark lady senza scrupoli. In un carosello di colpi di scena, districandosi in inganni tecnologici e confrontandosi in un diabolico e continuo gioco di specchi, il commissario Ferrazza, affiancato dall’insostituibile ispettore Ceolin, detto Ndemo tosi e in virtù anche dell’appoggio e delle idee di Laura, scoperchierà la pentola della più squallida verità.

Una verità forse e ohimé solo provvisoria, perché, come Bastasi fa dire a un suo personaggio, la verità non esiste, esistono solo i punti di vista. E proprio in questo caso realtà e finzione vanno a prevaricare il delitto in un mondo dove ormai una pur risicata normalità sembra avere cambiato casa. E dove, come in questo caso, nulla alla fine forse potrà essere come è davvero? Ma poi chissa? Mai dire mai.

di Patrizia Debicke van der Noot

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