Teatro Milano Venerdì 9 giugno 2017

Teatro Carcano, la stagione 2017-2018 a tutta danza

Ravel Project
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Milano - Presentata come un varietà, con assaggi di spettacoli e testimonianze di registi e interpreti, la stagione 2017-2018 del Teatro Carcano - Centro d'Arte Contemporanea è un evento a sè. Di fronte a un quasi tutto esaurito nella sala da mille posti, Sergio Fantoni e Fioravante Cozzaglio conducono l'alternarsi degli interventi e qualche breve video, scorrendo le date del nuovo cartellone.

L'apertura, lasciata a uno spettacolo di danza con i giovani dell'accademia Kataklò guidati per Jas Art Ballet dall'étoile Sabrina Brazzo, coincide con la volontà esplicita di investire sempre di più su un linguaggio che da sempre è di casa al Carcano. «Nato due secoli fa, nel 1803, il Carcano era all'epoca praticamente rivale della Scala - afferma Cozzaglio -, e siccome per età ha il doppio degli anni dell'Eliseo, ci aspettiamo 16 milioni di euro dal ministro Padoan», commenta ironicamente riferendosi al recente caso in cui sono stati concessi al teatro romano 4 milioni di euro per il 2017 e altrettanti per il 2018 (fuori dal FUS) suscitando una protesta allargata da parte di 40 teatri.

«Vogliamo creare intorno alla danza un sistema di ospitalità e residenze - prosegue Cozzaglio - per dare vita a un circolo virtuoso e di scambio che coinvolga anche il nostro Centro di studi coreografici. Così quest'anno ospitiamo il Balletto di Roma con Lo Schiaccianoci per le feste di Natale (30-31 dicembre  2017 e 1-2 gennaio 2018) poi la Carmen della compagnia di Lecce Balletto del Sud (4-5 gennaio 2018), una creazione di Fredy Franzutti». «È un finto balletto romantico - spiega Franzutti - organizzato come un allestimento operistico, in quattro quadri, mettendo a frutto il lavoro di ricostruzione a cui mi sono dedicato tanto a Roma, guidato dal maestro Menegatti. Guarderò alla Spagna proprio con lo stesso senso di esoticismo dei coreografi e dei musicisti dell'epoca come Albéniz, Chabrier e Massenet» - decisamente controcorrente rispetto alle tante versioni che di solito attualizzano questa vicenda. In primavera, Rossini Ouverture (18-20 maggio 2018): «una coreografia di Mauro Astolfi  - prosegue Cozzaglio che ha debuttato da poco per Spellbound. A seguire Kataklò che sarà di nuovo nostra ospite ma in maniera diversa con lo spettacolo Playground, dedicato ai giovani. Infine, con noi anche il Jas Art Ballet».

Per Jas Art Ballet è il primo ballerino Andrea Volpintesta a raccontare della nuova compagnia e del progetto in scena al Carcano costruito insieme all’étoile internazionale Sabrina Brazzo. «Abbiamo fatto una grande carriera al Teatro alla Scala, ora però abbiamo un altro progetto. Io e Sabrina ci siamo detti che dobbiamo lasciare qualcosa a chi verrà perché ci sono troppi giovani ballerini in giro che non possono ballare. Vogliamo comunicare e sensibilizzare con la danza un largo pubblico parlando di cose che avvolgono la nostra società in modo negativo. Saremo al Carcano con il Ravel Project, un trittico dedicato a Ravel con coreografie affidate a tre giovani coreografi: Massimiliano Volpini che presenta Piano, una creazione su composizioni al piano di Ravel con tre coppie di ballerini, in cui avremo un pianista in scena; La Valse di Giorgio Azzone, racconta di giovani che si mettono nei guai; infine, Francesco Ventriglia, già direttore artistico in Nuova Zelanda e già al Maggio Fiorentino, presenta il suo Bolero ispirato alle opere di De Chirico che riallestiamo con una serie di rivisitazioni (7 e 8 aprile 2018)».

Se la danza avrà ampio spazio, d'altra parte diversi titoli creano una rassegna interna al cartellone intorno al tema dello sport. «Da uno spunto offerto da Serena Sinigaglia del Teatro Ringhiera» si articolano infatti molti titoli: «iniziamo con Federico Buffa, che sta debuttando al Teatro Romano di Verona, con A night in Kinshasa (11-15 ottobre 2017). Vanno di moda i giornalisti in scena che raccontano storie, ma qui c'è un sottotesto sociale e la musica dal vivo di Alessandro e Sebastiano Nidi che ne fanno uno spettacolo affascinante. Sempre sullo sport avremo Un alt(r)o Everest tratto appunto dalla rassegna di Sinigaglia, di e con Mattia Fabbris e Jacopo Maria Bicocchi (10 aprile 2018). E poi Playground, da un'idea di Giulia Staccioli, con la partecipazione dell'ex pallavolista Andrea Zorzi».

Kataklò è di casa al Teatro Carcano da qualche anno. «Siamo nati più di vent'anni fa - interviene Giulia Staccioli - e il mio sogno è stato quello di ibridare i corpi e i movimenti tra atleti e danzatori. Il primo spettacolo parlava proprio di discipline sportive in modo indisciplinato e lo abbiamo portato anche a Pechino nel 2008. Il prossimo anno ho deciso di fare un allestimento rivolto ai giovani e di chiedere la collaborazione di Zorzi». Già al fianco della compagnia da anni, Zorzi sarà un narratore «per raccontare lo sport in modo indisciplinato che è anche un modo per parlare di scienza e di storia dello sport».

«Tre corazzate del teatro italiano: Filomena Marturano un classico di De Filippo nella regia di Liliana Cavani (18-29 ottobre 2017), Il borghese gentiluomo di Molière per la regia di Armando Pugliese (7-19 novembre 2017), Dieci piccoli indiani di Agatha Christie (20 febbraio-4 marzo 2018) con un ampio cast tra cui Ivana Monti, Mattia Sbragia, Pietro Bontempo. Quindi la commedia contemporanea con Rosalyn (11-21 gennaio 2018), uno spettacolo già visto a Milano che non ci vergogniamo di riproporre visto il successo; e Prestazione occasionale, una scrittura originale di Francesco Brandi, con Antonella Questa e Massimo Brizi, che fa parte della nostra consueta data in un teatro in periferia, V.I.P. Venite in Periferia, è al Teatro Martinitt (26 aprile-13 maggio 2018)». Ancora una commedia: Che disastro di commedia (2-13 maggio 2018), un lavoro scritto da tre ragazzi inglesi Henry Lewis, Jonathan Sayer e Henry Shields che ha «debuttato in un pub nel 2012 poi nel 2014 è passato in teatro e ora il produttore di Guerre Stellari ha deciso di produrlo a Broadway. È un format, per questo come interpreti abbiamo lavorato direttamente con il regista Mark Bell e con dei maestri di arti circensi portati da lui per imparare precisamente le acrobazie. In scena succede di tutto, dal crollo di oggetti alle battute dimenticate, in un turbinio di situazioni esilaranti ed estreme. Una performance che ha richiesto tantissimo impegno».

Accanto 4 classici riletti da 4 giovani artisti: Pluto, «dedicato al dio della ricchezza, una farsa elementare», diretta da Jurji Ferrini; La bisbetica domata con Tindaro Granata nel ruolo di bisbetica: «farò tesoro - dice Granata - delle esperienze delle grandi artiste, lo spettacolo non c'è ancora perché inizieremo le prove ad agosto, però ci tengo a dire che si tratta di una coproduzione tra Luganoinscena e Carcano, un matrimonio tra extracomunitari, così ci considerano a Lugano». Infine, Il mercante di Venezia nella rivisitazione di Davide Lorenzo Palla alla luce della sua Tournèe da bar: «i nostri allestimenti - afferma Palla - un po' comici un po' drammatici, richiamano un pubblico molto eterogeneo perché noi cerchiamo di riproporre il clima del Globe Theatre dove la gente guardava Shakespeare, ma chiacchierava, mangiava e beveva anche. Quello che ci interessa di Shakespeare è cosa fa il personaggio fuori scena, questo ci permetterà di riflettere su giustizia e etica guardando a Shylock».

Di Rosalyn parlano Marina Massironi e Alessandra Faiella: «siamo felicissime di tornare in scena con una vicenda a tinte foschissime, un incontro tra donne (Ester scrittrice e Rosalyn donna delle pulizie). È una commedia di situazioni non di battute, situazioni che sembrano raccontare una verità e ne raccontano un'altra. La regia di Serena Sinigaglia, per noi due è stata un'esperienza molto importante, ci ha traghettate nel mondo dell'introspezione e quindi siamo in una veste nuova: oltre alle note comiche siamo riuscite a tirare fuori altre sfumature anche grazie al testo di Erba che ci ha regalato due personaggioni». 

E proprio a Serena Sinigaglia e al Teatro Ringhiera chiuso per la messa in sicurezza dello spazio, Cozzaglio rivolge una promessa: «aiuteremo in tutti i modi il Teatro Ringhiera e Serena». 

Un altro titolo che chiama in causa toni da commedia e da noir e porta in scena una figura femminile molto forte, è Venere in pelliccia (25 gennaio-4 febbraio 2017) interpretato da Sabrina Impacciatore. «Questo testo mi ha inseguito con insistenza. Mi arrivò anni fa, lo lessi e rimasi turbata in senso negativo, non volli farlo - racconta Impacciatore -. Due anni dopo Polanski lo portò al cinema, io mi diedi della cretina. Poi due anni fa mi chiama Pier Francesco Pisani e mi dice: abbiamo i diritti, devi farlo tu. A quel punto l'ho letto tutto d'un fiato, mi ha turbato moltissimo. Ho detto di sì. Poco dopo mi chiama un altro produttore per lo stesso testo. Questo è il terzo anno che lo facciamo e penso sarà anche l'ultimo. Vanda è il personaggio femminile più bello che abbia mai fatto, contiene tutte le sfumature della femminilità: dall'ingenuità alla crudeltà, uno spettacolo sulle dinamiche uomo-donna dove il testimone passa da una parte all'altra. Malosti lavora sul ritmo, io sulle emozioni vere, è uno spettacolo con un tappeto sonoro molto suggestivo».

All'interno di Ex Novo, piccola rassegna di un teatro diverso altre forme di progettualità: un ciclo di 4 lezioni-spettacolo di Philippe Daverio dedicate all'Europa, Ho finalmente capito l'Europa (ottobre 2017-marzo 2018). Quindi altre 4 date (tra novembre 2017 e aprile 2018) con Odissea. Un racconto mediterraneo da un'idea nata nel 2011 di Sergio Maifredi, «24 moderni cantori per leggere i 24 canti», già presentato con successo su tanti palcoscenici italiani e all'aperto con Moni Ovadia, Maddalena Crippa, Piergiorgio Odifreddi e Tullio Solenghi. È Moni Ovadia a commentare questo progetto: «c'è un fatto curioso, viviamo in un'epoca in cui la migrazione provoca il panico, ma senza viaggio non ci sarebbe stata l'umanità. Senza il viaggio saremmo un gruppo di ominidi eretti in centro Africa».

E in linea con la tematica del viaggio altri i titoli in programma: Il viaggio di Enea per la regia del canadese Olivier Kemeid (22 novembre-3 dicembre 2017) in una coproduzione tra Carcano e Teatro di Roma con Fausto Russo Alesi; Human con Lella Costa e Marco Baliani (6-11 marzo 2018); La nave fantasma, che narra di un tragico naufragio di profughi del 1996 a lungo restato segreto, con Bebo Storti e Renato Sarti. «L'arrivo di altri popoli - afferma Sarti - ci costringe a fare i conti con noi stessi, chi siamo noi oggi in questo mondo».

Festeggia 15 anni, di cui molti passati al Carcano, un altro progetto particolare, Teatro in matematica di Maria Eugenia D'Aquino: «facciamo vivere formule e teoremi - dichiara D'Aquino - ma quest'anno siamo in cartellone solo per le matinée scolastiche, nessun aperitivo matematico. C'è però una novità che viene da Pacta dei teatri: a gennaio faremo il primo festival di Teatro e scienza con il Carcano».

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