La riapertura dei Navigli: sogno, incubo o possibile realtà? - Milano

La riapertura dei Navigli: sogno, incubo o possibile realtà?

Attualità Milano Venerdì 28 aprile 2017

Milano, la conca dell'Incoronata oggi
© Laura Cusmà Piccione
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Milano - Milano è sempre stata una città d’acqua. Soltanto grazie ad essa è stata costruita la macchina del Duomo. È circondata da fiumi: oltre il Po, ci sono il Ticino, il Seveso, il Lambro, l’Adda e l’Olona. Il fontanile di piazza Firenze è stato chiuso da pochi anni, i Navigli lo sono stati soltanto un secolo fa per le scarse condizioni igieniche. Ma c’è un progetto in caldo per la loro riapertura.

Che fascino avrebbero il Bosco Verticale o il parco delle Basiliche specchiati nell’acqua? La Svizzera e il capoluogo lombardo potrebbero essere collegate via acqua, partendo da Locarno, attraverso il lago Maggiore e il sistema dei Navigli. Che città romantica diventerebbe allora Milano, ma il traffico? Le zanzare? E l’inquinamento? Cosa ne sarebbe di via Melchiorre Gioia, cui dovrebbero essere chiuse alcune corsie per consentire il passaggio della Martesana? Insomma, avremmo una città più romantica, ma meno confortevole. Anche se non è detto, perché il progetto dell'Associazione Riaprire i Navigli, presentato dalla Regione Lombardia come il più attuabile, prevedrebbe una cerchia interna pedonale, una ciclabile, una per le auto aperta soltanto ai residenti e dunque con una conseguente riduzione di traffico e smog.

I Navigli in orario di punta servirebbero anche come mezzi pubblici che consentirebbero di attraversare il centro. Il progetto è dunque studiato per spazi destinati alle macchine e all’acqua che correrebbe sopra o sotto ponti. È stato pensato anche l’aspetto inquinamento. Ad esempio, l’acqua del naviglio della Martesana è molto più pulita delle acque del Seveso inquinato, che continuerebbe perciò il suo percorso intubato. Da Melchiorre Gioia, arrivati alla conca dell’Incoronata, si entrerebbe nella cerchia interna.
La questione economica è più complessa: il progetto richiederebbe circa 400 milioni di euro, che potrebbe contare anche sui fondi europei, per essere realizzato in un periodo di 6 anni.

Ci sarà la riapertura dei Navigli? Danilo Dagradi dell’associazione Milano da vedere della Quater Pass Srl risponde citando la fermata della metropolitana Porto di Mare: qui avrebbe dovuto esserci un porto di collegamento tra il sistema Navigli e il Po, ma è rimasta soltanto una fermata della metro. Intanto è stata approvata la mozione votata dal Consiglio Regionale a favore della riapertura dei Navigli che ha dato il via alla procedura per la stipula di un Protocollo di accordo tra la Regione Lombardia e il comune di Milano: regione e comune siederanno allo stesso tavolo per discutere fattibilità dei vari progetti su tempi e costi.

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