Panettone, etimologia e storia del dolce di Natale - Milano

Panettone, etimologia e storia del dolce di Natale

Food Milano Lunedì 19 dicembre 2016

di Marco Rinaldi
Panettone
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Qual è l'etimologia della parola panettone? Scopriamolo leggendo questo racconto tratto dal libro Centottanta racconti in tre minuti e altre storie di Marco Rinaldi (Liberodiscrivere, 2016, 160 pp, 13 euro).

Milano - Vigilia di Natale, siamo alla fine del 1400. Nella corte del Duca Ludovico il Moro, Signore di Milano, si tiene un pranzo sontuoso. Gli ospiti, estasiati dalla quantità e dalla qualità delle portate, sono in attesa del gran finale: il dolce. Per l’occasione il capo cuoco ha preparato una sorpresa, un dessert particolare, ma, al momento di servirla, l’amara sorpresa. Il dolce appena estratto dal forno è completamente bruciato, impresentabile. Il panico si impossessa di tutti i componenti della cucina. Che cosa fare?

Non è possibile concludere un banchetto senza il dolce e Ludovico il Moro non è tipo che la prenderebbe bene, anzi. In cucina, al panico segue il caos. Chi cerca di darsi da fare, chi impreca, chi è paralizzato della paura e sta seduto con la testa tra le mani. Uno degli sguatteri, Toni, timoroso e riverente, si avvicina al capo cuoco e, con un filo di voce, propone una soluzione.

Con gli avanzi dell’impasto del dolce ufficiale, a cui ha aggiunto un po’ di ingredienti trovati qua e là in cucina, ne ha preparato un altro. Niente di che, a prima vista, ma il profumo che emana non è niente male. Il capo cuoco è titubante, ma non ha alternative. Decide di rischiare il tutto per tutto, verrà servito il dolce di Toni. Quella specie di cupola brunita viene presentata agli invitati del Duca. Il primo taglio, naturalmente, spetta alla duchessa.

La tensione è palpabile e il nervosismo si impossessa di cuochi e sguatteri. I commensali aspettano con curiosità la reazione della padrona di casa. Al primo boccone, segue un secondo, poi un terzo. L’espressione estasiata sul volto della duchessa fa scomparire la diffidenza iniziale e anche gli altri commensali iniziano a gustare la novità, dimostrando il loro apprezzamento con un applauso fragoroso.

Finalmente in cucina si può tirare un sospiro di sollievo. Ludovico il Moro, orgoglioso e compiaciuto, chiama il capocuoco. Vuole conoscere il nome del dolce e dell’autore. Il capocuoco, preso in contropiede, impiega qualche secondo, poi rivela il segreto: «L’è ‘l pan de Toni» ovvero il panettone!

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