Teatro Milano Elfo Puccini Lunedì 3 ottobre 2016

Marie Chouinard all'Elfo tra danza ed eros per MilanOltre

Compagnie Marie Chouinard
© milanoltre.org

Contenuto in collaborazione con Associazione Culturale Milano Oltre

Milano - MilanOltre dà voce per il secondo anno consecutivo a Marie Chouinard, la femme sauvage del Québec per regalare al pubblico la più ampia testimonianza possibile del suo stile coreografico apparentemente rude e selvaggio che si declina in percorsi verso la libertà e la compassione, dove l’umorismo è possibile e l’eros onnipresente.

Fresca di nomina come direttore della Biennale Danza di Venezia per il triennio 2017/2020, Marie Chouinard è una donna curiosa, eclettica e padrona di molteplici tecniche. Dal 1978, in trentasette anni di attività, di cui venticinque con la sua compagnia, realizza più di 50 opere personali e collettive che dal 1978 indagano il corpo sotto diversi punti di vista. Ora continua a stupire con la sua danza intesa come un’arte sacra. Le sue opere sono un universo di invenzioni sempre nuove. Se c’è una definizione che si può dare di lei è proprio che è una coreografa.

Martedì 4 e mercoledì 5 ottobre alle 20.30, doppio programma con Le Cri du monde, riallestito dalla Compagnie Marie Chouinard appositamente per MilanOltre: uno studio sulla divisione morfologica, un lavoro profondamente commovente nasce da osservazioni architettoniche sul corpo, sondando le forze e le tensioni dentro di noi. Dieci ballerini ritraggono la magnifica e indomabile furia in solo, duo e gruppi dando vita ad una macchina implacabile che esalta la voglia di vivere. Orchestrando voci tenui e urla frenetiche, grida di angoscia e di gioia, Marie Chouinard crea una danza estatica, un caos organizzato di corpi articolati.

Nel lavoro di Marie Chouinard, Le Sacre du Printemps occupa una posizione speciale: un potente inno alla vita e prima sua coreografia basata su uno spartito musicale. Della Sagra della primavera di Igor Stravinskij, Marie Chouinard ha esplorato un Nuovo Mondo, ritrovando così una pulsazione originale che è essenziale per il suo movimento. Lungi dal contraddire il ritmo della sua danza, la cadenza e la forza della musica ispirano, accompagnano e danno energia, creando l’eco e il contrappunto di un’organica, vigorosa e vivida coreografia.

«Non c'è storia nel mio rito» spiega, «nessuno sviluppo, nessuna causa ed effetto. Solo sincronicità. Come se stessi lavorando con il primo momento dopo la prima apparizione della vita. La performance è il dispiegarsi di quel momento. Ho la sensazione che prima di quel momento ci fosse solo una straordinaria esplosione di luce, un lampo».

Venerdì 7 e sabato 8 ottobre alle 20.30 va in scena la nuova opera di Marie Chouinard, Hieronymus Bosch: The Garden Of Earthly Delights, ispirata alle visioni surreali di Hieronymus Bosch nel 500° anno dalla morte.

La coreografa quebecchese reinterpreta in tre atti il grande racconto allegorico del trittico più famoso e ambizioso Il giardino delle delizie, visibile al Museo del Prado di Madrid e costituito da una tavola centrale e da due pannelli laterali. Il mondo prima della creazione degli animali, la nascita di Eva, ovvero il primo peccato; la raffigurazione del giardino delle delizie, cioè dei peccati carnali e, il castigo dell’Inferno, raffigurato come un incubo mostruoso. Un’opera pittorica dalla forte carica erotica che Chouinard sceglie per far vivere attraverso i movimenti dei suoi danzatori l’umanità e le sensazioni che emergono dal dipinto.

Di datazione incerta (1480/90 circa), in nessun altro lavoro Bosch raggiunge un tale livello di complessità, sia per i significati simbolici che per la vivida immaginazione. L'opera rappresenta numerose scene bibliche e ha probabilmente lo scopo di descrivere la storia dell'umanità attraverso la dottrina cristiana medievale, spaziando attraverso alchimia, religione, astrologia ma anche folclore e studio del subconscio umano.

«Proprio come un coreografo può scegliere di rimanere aderente alla musica (o no), io ho scelto di rimanere vicina al quadro di Bosch e al suo spirito. La gioia di inchinarsi davanti a un capolavoro», commenta Chouinard.

Ultimo appuntamento domenica 9 ottobre alle 18.00 con la poetica e giocosa Gymnopédies, dedicata alle musiche di Erik Satie, le tre celeberrime Gymnopédies per pianoforte, con gli stessi ballerini che si esibiscono anche alla tastiera immersi in un’ambientazione fatta di vaporosi tendaggi.
Marie Chouinard lo definisce: «un balletto per 10 danzatori sul tema del duo», ma Gymnopédies diventa un canto alla trasformazione, alla bellezza, alla presenza, all’assenza. E infine alla danza stessa.

La seconda parte della serata ripropone uno degli spettacoli più acclamati di MilanOltre 2015, Henry Michaux: Mouvements. La coreografia è ispirata a Henry Michaux, scrittore, poeta e disegnatore belga naturalizzato francese, vicino al movimento surrealista e dalla vita avventurosa e irrequieta. Punto di partenza è il libro Mouvements, 64 pagine di disegni a inchiostro e 15 di poesie. Tanto i disegni quanto le liriche sono un continuo riferimento per i danzatori, che arrivano a trasformarsi in segni grafici in movimento, diventando “movimenti d’inchiostro, festa di macchie e di braccia che si muovono su e giù.

La scrittura coreografica, allo stesso tempo, sfoggia un brillante senso della calligrafia dal grande impatto visivo tanto che si può affermare che la trasposizione dal libro alla danza è stata fatta parola per parola. Anche il poema centrale del libro e la postfazione fanno parte della coreografia. I disegni vengono proiettati sullo sfondo, offrendo agli spettatori la possibilità di dare una propria lettura dei lavori di Michaux.

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