Concerti Milano Castello Sforzesco Mercoledì 27 luglio 2016

Haya. L'Africa a Milano con l'inno alla vita di Arsene Duevi

Arsene Duevi
© facebook.com/ArseneDuevi

Milano - «Quando in Africa muore un anziano, è una biblioteca che brucia». Assistendo allo spettacolo Haya – Inno alla vita, martedì 26 luglio al Castello Sforzesco, tornano in mente queste parole dello scrittore ed etnologo malese Amadou Hampâté Bâ, che parla di come l’individuo sia in realtà collettività e custode di saggezza attraverso il sapere condiviso dei proverbi popolari.

È proprio questa l’intenzione Arsene Duevi, cantante, polistrumentista, direttore di coro, etnomusicologo, nonché giovane migrante dal Togo che è riuscito a portare la sua Africa a Milano attraverso musica, speranza e desiderio di condivisione. Arrivato in Italia nel 2002, dopo aver attirato l’interesse al Conservatorio di Milano come compositore e come performer nella scena musicale milanese, l’artista propone il suo nuovo progetto che celebra la vita attraverso musica e speranza.

Affiancato da artisti d’eccellenza come Giovanni Falzone e Roberto Zanisi, il cantautore africano ha presentato un vero e proprio concept album, ovvero formato da brani che rappresentano tessere di uno stesso mosaico tematico. Arsene non manca di introdurre personalmente a parole, un paradigma essenziale dello storytelling: «Soldi, money, das Gelt, l’argent… pensavo di essere io a usare loro, invece sono loro che usano me»; «Siamo tutti neri, in quanto l’Africa è la culla dell’umanità», «Vorrei essere un’aquila, per vedere dall’alto il buono che c’è nel mondo». Così il musicista introduce tre dei brani del nuovo disco (rispettivamente Ego - Soldi, Awako - Aquila e Africa Gnaga - Vecchia Africa) la cui poetica rispecchia appieno l’intento comunicativo, come una sorta di consiglio paternalistico proveniente, però, dalla madre di tutte le civiltà.

La multiculturalità è un valore intrinseco all’intero progetto e lo si percepisce sia dalla poetica sia dalla performance strumentale vera e propria: a partire dai musicisti presenti sul palco, dove cumbus, bouzuki e djembè dialogano con tromba, clarinetto e sax suonati da musicisti italiani e africani, così come il coro alterna il cantato in italiano a quello in ewè, una delle tante lingue provenienti dal Togo. Da qui un caleidoscopio di stili e suggestioni, con trionfi di coralità e ritmiche ternarie di stampo tribale che si intrecciano naturalmente con un gusto più armonico e occidentale.

Ma l’elemento più sorprendente è la fusione tra Brianza e Africa, due realtà sconfinatamente distanti l’una con l’altra sotto diversi aspetti e talvolta difficili da coniugare, ma che nel giardino sforzesco si affermano in un’intensa convivenza e condivisione culturale. Non è casuale il brano Nyonu Sciura - Bella Signora, così come non è un caso il fatto che il coro sul palco sia composto in buona parte dalle sciure di Monza e Brianza che hanno voluto prendere parte al progetto in prima persona, con la loro voce.

Un’Italia che riecheggia in voci, corde e percussioni con l’omaggio a Fabrizio De’ André, quando le quasi 100 voci in scena intonano Vorrei comprare una strada preceduta dalle parole di Arsene «I miei occhi guardano anche nelle radici italiane», rompendo definitivamente i confini geografici della musica. Un inno non solo alla vita, dunque, ma anche alla condivisione e alla valorizzazione delle differenze etniche, musicali e culturali tradotte in una prospettiva di curiosità e ricchezza, testimoniata da brani come Nanemafawo - Lasciati abbracciare e Amlima - Sono nero miracolo, l’eponima Haya, senza dimenticare il tributo a Bob Marley come grande storyteller e cantautore della storia.

«Ci sono diverse fasi quando la vita va male, c’è il male, il peggio ma infine c’è la speranza». Arsene dedica l’ultima parte della serata a un messaggio positivo, al riscatto che deriva dalle difficoltà della vita, un tema che racconta con forte empatia con Andrò ancora. Il cambio di prospettiva costituisce un fil rouge fino al termine della serata, dove Arsene evidenzia come lingua, comunicazione e significati possano fare la differenza e cambiare la nostra consapevolezza del mondo richiamando alla mente un proverbio in ewé : «Ciò che un anziano vede stando seduto, un giovane non vede in piedi su un tavolo», citazione che chiude il cerchio narrativo del concerto.

L’Estate Sforzesca prosegue mercoledì 27 luglio con Social Strings, con Andrea Anzalone e la Milano Chamber Orchestra dedicato a chiunque suoni uno strumento ad arco, professionista o amatore, per una serata di musica d’insieme ad entrata e partecipazione libera.
Qui il programma completo dei concerti dell'Estate Sforzesca 2016, che proseguono fino al 16 agosto.

Potrebbe interessarti anche: , Jovanotti a Linate: orari del Beach Party, biglietti, scaletta, strade chiuse e cosa si può portare , Dal nuovo di Tarantino ai film di Venezia 2019 in anteprima: Le Vie del Cinema, il programma , Jovanotti, Bublè, De Gregori, Måneskin, MiTo: guida ai concerti di settembre 2019 a Milano , Milano Music Week 2019: date e primi ospiti di un programma aperto a tutti , PoliMi Fest 2019 tra spettacoli e cinema all'aperto: programma e nuove location

Scopri cosa fare oggi a Milano consultando la nostra agenda eventi.
Hai programmi per il fine settimana? Scopri gli eventi del weekend a Milano.