Concerti Milano Castello Sforzesco Mercoledì 27 luglio 2016

La magia dei Led Zeppelin in jazz al Castello Sforzesco

Led Zeppelin Suite: Giovanni Falzone e Jimmy Page nella locandina del concerto

Milano - Continua la quarta edizione dell’Estate Sforzesca, dedicata a musica classica, jazz e contemporanea e spettacoli di danza nel cuore di Milano. Con la Giovanni Falzone Contemporary Orchestra, la rassegna estiva milanese ha proposto una delle sfide più coraggiose della musica, e forse dell'arte in sé: coniugare tradizione e innovazione.

È successo lunedì 25 luglio nel Cortile delle Armi del Castello Sforzesco dove, in bilico tra sperimentalismo e granitica tradizione hard rock anni Settanta, l'ensemble ha rivisitato in chiave orchestrale alcuni tra i successi più classici della discografia zeppeliana, affiancati a qualche brano più ricercato per una Led Zeppelin Suite suddivisa in quattro sezioni completamente riarrangiate e ricontestualizzate.
L'idea nasce dal frontman, trombettista e compositore Giovanni Falzone - musicista di grande esperienza sia classica che jazz, e con un debole per lo storico gruppo britannico - il quale ha pensato di coniugare una formazione rock ridotta all'essenziale (batteria, chitarra e basso elettrici) e sei voci di fiati (tromba, trombone, sax tenore e baritono, flauto traverso e fagotto), un filtro personalizzato attraverso cui setacciare e rileggere l'essenza dei Zeppelin. Qui, la musica classica si tinge di nuovo grazie ad effetti elettronici e impatto d'esecuzione, ed è proprio questo il cuore motore del progetto: «Non è una big band né un'orchestra tradizionale, bensì una contemporary orchestra», racconta Falzone, e parlando del suo intento musicale aggiunge: «in un mondo dove si ragiona per compartimenti stagni, bisogna provare a lasciare la propria impronta e avere il desiderio di proporre idee diverse».

La fame di sintesi e trasversalità musicale si respira già con la prima esecuzione, ovvero la storica Good Times, Bad Times, dove energia ritmica e coralità dei fiati regalano una versione che parla già da sé dell'impronta interdisciplinare del progetto. Da questo brano Falzone snoda, sperimenta e ricava la sua Dark Times sviluppando un tema del brano, e allo stesso modo succede con Migrant Ballad attingendo dalla struggente blues ballad Babe I'm Gonna Leave You.

C'è spazio per una variopinta moltitudine di stili, dalla ritmica big band ai groove jungle: nella ben riconoscibile Whole Lotta Love viene incastonata un'improvvisazione sax di puro funk; Stairway To Heaven, forse il brano meno sviluppato, diventa una volutamente ciclica rivisitazione del primo tema; e ancora Immigrant Song, l'intento più coraggioso che si trasforma da brano di impatto a un mesto e ispirato ouverture di fiati.
La potenza strumentale si unisce dunque ad armonizzazioni, stop, crescendo e variazioni dinamiche, dando vita a uno spettacolo che cancella con vigore la tabella dei generi dalla lavagna. Si scrive orchestra, si legge big band, si intende hard rock.

Complice il curato riverbero acustico dei giardini sforzeschi, Falzone e i suoi musicisti hanno regalato una serata fatta di interessante sforzo creativo che dimentica per un attimo etichette ed è capace di leggere, attraverso i confini della musica, limiti che a volte costringono anziché tornare utili, dando respiro ad una platea piena ed eterogenea.

Qui il programma completo dei concerti dell'Estate Sforzesca 2016, che proseguono fino al 16 agosto.

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