Milano Mercoledì 27 luglio 2016

In barca sui Navigli, un patrimonio unico al mondo

I navigli dopo la burrasca del 13 luglio
© Laura Guglielmi
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Se volete, guardate qualche immagine in movimento della "crociera" sui Navigli

Milano - Attraversare la propria città guardandola con uno sguardo diverso, diventare consapevoli della molteplicità di visioni che lo stesso luogo può dare. Provate a fare una crociera sui Navigli (le indicazioni sono qui a lato e per gli smartphone alla fine dell'articolo) e vi rendete conto quanto sono differenti, scrutati dall'acqua.

Eccomi qui ora, su questa imbarcazione, a destra l'Alzaia del Naviglio grande, a sinistra Ripa di Porta Ticinese. La darsena qualche decina di metri alla spalle. Tante volte ho camminato lungo il Naviglio, ma mai l'ho percorso seduta, e circondata dall'acqua. Scorrono i tanti locali e ristoranti, che l'hanno reso un luogo d'attrazione anche per i turisti. Ora l'antico lavatoio, poi Santa Maria delle Grazie al Naviglio. È una giornata fresca anche se siamo in piena estate, ha appena piovuto a dirotto e non promette bene per le prossime ore. Per questo motivo c'è poca gente a bordo. Cosa chiedere di meglio? Ecco la targa dedicata ad Alda Merini. Era così legata ai navigli, non ne poteva fare a meno per scrivere i suoi versi. Qui è nata e ha vissuto una delle più grandi donne del Novecento.

Ora stiamo passando vicino a San Cristoforo al Naviglio, la chiesa che deve il nome al patrono dei battellieri. La leggenda racconta come il santo traghettasse le persone sulle spalle e non su una barca. Così come le mucche, i cavalli, o intere famiglie con i loro mobili.

Più avanti i condomini degli anni Settanta dove abita la mia amica Emanuela, che belle serate a chiacchierare in quella casa a vent'anni, i nostri progetti, le nostre ambizioni, la voglia di cambiare il mondo. Siamo sempre uguali, non abbiamo tradito noi stesse però ora è un po' più brutto per tutti questo pianeta che ci ospita.

Da quant'è che non vedevo quel condominio con questi occhi, ma ora qui, su questo traghettino, in mezzo all'acqua, noto tutte le cose con una maggiore nitidezza mentale. Gli edifici si pongono in primo piano senza che tu ti sforzi. Ora passa una signora in bici, adesso un papà che spinge la carrozzina della sua bambina, un gruppo di giovani un po' molesti e anche la canoa parcheggiata dai canottieri.

Giriamo indietro, ripercorriamo lo stesso tratto per entrare in darsena, nel vecchio porto, che rischiava, qualche anno fa di diventare un parcheggio. Per fortuna si è salvata, diventando un luogo per trascorrere il proprio tempo libero in centro città. Perché ormai questa zona fa parte del centro, vero milanesi?

Ora stiamo entrando nel Naviglio Pavese. Un barcone adibito a ristorante ferma la nostra corsa. E in breve siamo di nuovo al punto di partenza. Un'oretta scivolata via alla ricerca del tempo perduto.

Mi metto a chiacchierare con Omar, il comandante, è simpatico e mi racconta con fierezza che un tempo attraverso i Navigli si poteva arrivare da Locarno a Venezia. Poi ad un certo punto si è preferito il trasporto su gomma e le autostrade zeppe di camion sono diventate un incubo.

Amo ricostruire la memoria dei luoghi, immaginarmeli come erano un tempo, chiudere gli occhi e vedere i nostri antenati che scivolano via su un barcone nel Naviglio. Lo sapete che poi per risalire verso il Lago Maggiore, ad esempio, le barche erano trascinate da animali da tiro che camminavano sulla sponda?

Altre curiosità:

  • Il Naviglio Grande è stato costruito nel XII secolo ed è il più antico canale d'Europa.
  • Dal Lago Maggiore i barconi entravano nel Ticino e giungevano fino a Pavia e da qui al Naviglio Grande e poi in Darsena.
  • Un tempo si poteva navigare fino in Svizzera.
  • Il marmo per la costruzione del Duomo viene dalle cave di Condoglia sul Lago Maggiore ed arrivava attraverso i Navigli.

Se amate rintracciare la memoria dei luoghi sappiate che è sempre più difficile. L'amica Paola Valenti mi ha consigliato "Come la modernità dimentica" di Paul Connerton. Analizza il concetto di oblio, e esplora i modi nei quali la società moderna tende a non ricordare. Se l'architettura urbana non dura come in altre epoche, i rapporti sociali sono definiti in modo meno chiaro: questo contribuisce a erodere le fondamenta sulle quali costruiamo e condividiamo le nostre memorie.

Ora vi anticipo qualche spiegazione che sentirete a bordo, durante il giro:

  • Il sistema navigli è un'area compresa nelle province di Milano e Pavia e si estende su circa 1800 chilometri quadrati con 162 chilometri di canali. Vi risiedono due milioni e mezzo di abitanti che producono circa il 35% del prodotto interno lordo della Lombardia e il 9% di quello nazionale.
  • La chiesa di San Cristoforo è una delle chiese più antiche di Milano. Vi si svolge il maggior numero di matrimoni all'anno. Per chi arrivava a Milano navigando sul Naviglio, San Cristoforo in aperta campagna era il segnale che mancavano pochi minuti all'attracco. Dista da Porta Ticinese solo poche fermate di tram ma la gente di Borgo San Cristoforo dice ancora oggi “andiamo a Milano”.
  • Milano è circondata dalle acque: a ovest e a sud scorre il Ticino, a est l'Adda, a sud-est il Po. Da nord scendono altri quattro fiumi che attraversano la città: l'Olona, il Lambro, il Seveso e il Nirone. Sempre a Nord ci sono i grandi laghi, tra cui il Maggiore e il Lario. Ai bacini naturali si aggiungono i canali artificiali: il Naviglio Grande, la Martesana, la Vettabia, il Villoresi, il Ticinello, il Redefossi.
  • Il Naviglio Grande è lungo circa 50 chilometri per un dislivello di 30 metri. Ben 116 sono le prese d'acqua che irrigano 50mila ettari di campagna. Il Naviglio Pavese, progettato da Leonardo ma costruito dagli spagnoli, dagli austriaci e da Napoleone è lungo 30 chilometri e supera con 14 conche di navigazione un dislivello di 50 metri. Il naviglio della Martesana è lungo 38 chilometri da Trezzo d'Adda a Milano. Il Naviglio di Paderno, ideato da Leonardo ma completato nel 1777 è lungo solo 3 chilometri. In sintesi, i Navigli sono un'opera collettiva con un respiro di oltre 1000 anni.
  • Distrutta da un incendio la chiesa di Santa Maria delle Grazie al Naviglio fu ricostruita nel 1800 ma a metà facciata finirono i soldi e rimase incompiuta com'è adesso.
  • Il Vicolo Lavandai è un gioiello architettonico molto ben conservato. É dedicato alla corporazione dei lavandai, al maschile. Gli uomini portavano a spalla fin qui le gerle di panni sporchi e incassavano il denaro, però a lavare erano le donne e forse proprio per questo i milanesi chiamano questa via “il Vicolo delle Lavandaie”.
  • Il Ponte dello Scodellino o della Scodellina è l'ultimo del Naviglio Grande e conduce nella darsena odierna.
  • Darsena è una parola araba che significava porto. In italiano indica il ricovero coperto delle barche. Solo a Milano e a Genova viene usata nell'accezione antica. Tutto intorno sono cresciuti locali per marinai. Osterie, taverne, locande e case un tempo dette “chiuse”.
  • Il naviglio ha permesso di trasportare lungo la stessa via dei marmi del duomo anche la sabbia e la ghiaia per la ricostruzione di Milano dopo la Seconda Guerra Mondiale.
  • L'ultimo barcone attraccò in darsena il 30 marzo 1979. Dagli anni 80 i barconi sono stati riciclati come bar e ristoranti sull'acqua nel primo tratto del Naviglio Pavese.
  • Cos'è una conca di navigazione? É una specie di ascensore per portare le imbarcazioni da una livello all'altro e funziona con la forza dell'acqua. La chiusa poi è detta Vinciana perché è il contributo più importante di Leonardo al sistema dei Navigli e forse all'umanità per quanto riguarda l'ingegneria idraulica. Uno dei suoi colpi di genio, oggi le chiuse sono utilizzate in tutto il mondo, da Panama al nord degli Stati Uniti, dal Nilo al Canada e naturalmente in tutti i navigli lombardi.
  • Le acque del Naviglio sono sempre più pulite. Nella bella stagione non è raro vedere pesci come le trote, i barbi, i pesci persici. Sono presenti insetti che non tollerano il minimo inquinamento come i ragni d'acqua e le libellule. Ci sono le bisce d'acqua che normalmente abbandonano gli ambienti degradati e soprattutto ci sono le analisi che hanno dati buoni risultati. L'acqua è come quella del Ticino e del lago Maggiore, i fondali invece sono ancora sporchi, ma è solo questione di tempo.
  • Sono stati rifatti chilometri di rive, costruiti pontili e restaurate le conche. I milanesi si commuovono per il Duomo, si intimidiscono di fronte al castello, una delle maggiori istallazioni militari al mondo. É ora di ricominciare anche ad occuparsi del naviglio, il monumento d'acqua che i nostri antenati hanno dedicato al lavoro e alla scienza.

Non appena finita la crociera è venuto giù il finimondo (video), e ci siamo presi una bordata di freddo, una tempesta, però che spettacolo.

Anche il sindaco Giuseppe Sala sembra credere molto nel recupero dei Navigli. Nel 2014, ha pubblicato un libro sulla loro storia, "Milano sull'acqua". Non l'ho letto, però me lo ha consigliato un amico editore. Dai, allora, milanesi, scoprite i Navigli, percorreteli, in barca o in bici, pure a piedi, ma date importanza a questo patrimonio. Contribuite al loro recupero, semplicemente accorgendovi della loro presenza e utilizzandoli. L'acqua è vita e la memoria ci aiuterà ad affrontare il nostro futuro, con una goccia di serenità in più.



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