«Milano ama Brera». Bradburne spiega il museo del futuro

Mostre Milano Pinacoteca di Brera Venerdì 22 gennaio 2016

«Milano ama Brera». Bradburne spiega il museo del futuro

Milano - «Io sono il nuovo arrivato, sono uno strumento per realizzare i progetti di una città straniera», afferma il museologo anglocanadese James M. Bradburne, neo direttore della Pinacoteca di Brera: «ho ascoltato tanto in questi 100 giorni trascorsi dalla mia nomina, per valutare le esigenze e agire al meglio per la città e la sua comunità. E quel che è certo è che Milano ama Brera».

In una sala della Passione gremita, Bradburne stila un primo bilancio programmatico, alla presenza dell'assessore Filippo Del Corno e del ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini, e presenta le linee guida che intende seguire: «il nostro principale obiettivo è rimettere Brera nel cuore della città, e il fruitore al centro del progetto».

Così risulta fondamentale puntare sull'identità, perché Milano si riconosce in Brera e il progetto di riqualificazione deve essere esteso non solo alla Pinacoteca, ma anche alla Biblioteca Braidense, all'Accademia delle Belle Arti, all'Osservatorio Astronomico, all'Orto Botanico, all'Istituto Lombardo Accademia di Scienze e Lettere e a Palazzo Citterio.

Ma cosa accadrà concretamente? Il progetto vede il riallestimento di tutte le 38 sale della Pinacoteca in 3 anni, didascalie scritte da artisti, illuminazione diversa, panchine e cestini nel cortile dove saranno organizzati eventi. Orario prolungato il giovedì e biglietto di ingresso da 10 euro valido per tre mesi, che consente di avere gratuitamente la tessera Amici di Brera.

Il museo, infatti, non deve solamente tutelare le sue opere, deve anche essere in grado di valorizzarle e proprio in quest'ottica per i prossimi tre anni non ci saranno esposizioni temporanee, e tutti i capolavori resteranno a Milano.

I riallestimenti saranno accompagnati e chiariti da dialoghi - della durata di tre mesi - tra alcuni dipinti della Pinacoteca e opere in prestito, costruiti per attualizzare e approfondire il senso delle opere di Brera. Per il 2016 ci saranno i riallestimenti di tre nuclei, centrati su tre capolavori del museo. Il primo, giovedì 17 marzo, avrà come fulcro Raffaello, il secondo, giovedì 16 giugno, Mantegna, il terzo, giovedì 27 ottobre sarà focalizzato su Caravaggio.

Il cortile napoleonico sul quale si affacciano Accademia e Pinacoteca, inoltre, diventerà un «cortile delle arti», uno spazio pubblico aperto a tutti, riarredato con panchine e cestini, e predisposto allo svolgimento di eventi.

Obiettivo di Bradburne è che Brera torni ad essere un'arma di cultura attiva, perché «il museo è ricerca e innovazione», spiega il ministro Franceschini, «e questa è una sfida per Brera e per Milano, che sarà una delle città di tendenza europee dei prossimi anni».

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