Vivian Maier. La fotografa del mistero in mostra a Milano

Vivian Maier. La fotografa del mistero in mostra a Milano

Mostre Milano Forma Meravigli Venerdì 20 novembre 2015

New York, 10 settembre, 1955
© Vivian Maier/Maloof Collection, Courtesy Howard Greenberg Gallery, New York
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Milano - Il caso fotografico che ha affascinato il mondo arriva per la prima volta a Milano. Dal 20 novembre 2015 al 31 gennaio 2016, presso Forma Meravigli (via Meravigli 5), è allestita la mostra Vivian Maier. Una fotografa ritrovata, a cura di Anne Morin e Alessandra Mauro.

La vita e l’opera di Vivian Maier sono circondate da un alone di mistero che ha contribuito ad accrescerne il fascino. Tata di mestiere, fotografa per vocazione, non abbandonava mai la macchina fotografica, scattando compulsivamente con la sua Rolleiflex. Nel 2007 John Maloof, all’epoca agente immobiliare, acquistò durante un’asta parte dell’archivio della Maier confiscato per un mancato pagamento. Capì subito di aver trovato un tesoro prezioso e da quel momento non smise di cercare materiale riguardante questa misteriosa fotografa, arrivando ad archiviare oltre 150.000 negativi e 3.000 stampe.

La mostra presentata da Forma Meravigli raccoglie 120 fotografie in bianco e nero realizzate tra gli anni Cinquanta e Sessanta insieme a una selezione di immagini a colori scattate negli anni Settanta, oltre ad alcuni filmati in super 8 che mostrano come Vivian Maier si avvicinasse ai suoi soggetti.

Figura imponente ma discreta, decisa e intransigente nei modi, Vivian Maier ritraeva le città dove aveva vissuto - New York e Chicago - con uno sguardo curioso, attratto da piccoli dettagli, dai particolari, dalle imperfezioni ma anche dai bambini, dagli anziani, dalla vita che le scorreva davanti agli occhi per strada, dalla città e i suoi abitanti in un momento di fervido cambiamento sociale e culturale. Immagini potenti, di una folgorante bellezza che rivelano una grande fotografa.

Le sue fotografie non sono mai state esposte né pubblicate mentre lei era in vita, la maggior parte dei suoi rullini non sono stati sviluppati, Vivian Maier sembrava fotografare per se stessa.

Osservando il suo corpus fotografico spicca la presenza di numerosi autoritratti, quasi un possibile lascito nei confronti di un pubblico con cui non ha mai voluto o potuto avere a che fare. Il suo sguardo austero, riflesso nelle vetrine, nelle pozzanghere, la sua lunga ombra che incombe sul soggetto della fotografia diventano un tramite per avvicinarsi a questa misteriosa fotografa.

Vivian Maier. Una fotografa ritrovata - realizzata in collaborazione con diChroma Photography e promossa da Forma Meravigli, un’iniziativa di Fondazione Forma per la Fotografia in collaborazione con la Camera di Commercio di Milano e Contrasto - presenta al pubblico l’enigma di un’artista che in vita realizzò un enorme numero di immagini senza mai mostrarle a nessuno e che ha tentato di conservare come il bene più prezioso.

«Seppur scattate decenni or sono, le fotografie di Vivian Maier hanno molto da dire sul nostro presente», scrive Marvin Heifermann nell’introduzione al catalogo: «Maier si dedicò alla fotografia anima e corpo, la praticò con disciplina e usò questo linguaggio per dare struttura e senso alla propria vita conservando però gelosamente le immagini che realizzava senza parlarne, condividerle o utilizzarle per comunicare con il prossimo. Proprio come Maier, noi oggi non stiamo semplicemente esplorando il nostro rapporto col produrre immagini ma, attraverso la fotografia, definiamo noi stessi».

In occasione della mostra, Forma promuove un ciclo di laboratori per bambini (6-10 anni) con l'obiettivo di avvicinarli alle diverse possibilità espressive dell’immagine in modo creativo e divertente: l'appuntamento è per sabato 28 novembre (ore 10-12; Misteriose fotografie. Alla ricerca della fotografa sconosciuta), sabato 12 dicembre (ore 10-12; Se fossi una città. Autoritratti ed esperimenti con l’episcopio), sabato 16 gennaio (ore 10-12; Strani collezionisti! Oggetti comuni per ritratti fuori dal comune) e sabato 30 gennaio (ore 10-12; Foto da leggere. Un laboratorio per scoprire cosa ci dicono le immagini). Il costo di ogni laboratorio è di 12 euro, per info e prenotazioni 02 58118067.

Inoltre, mercoledì 25 novembre (ore 21.30), l'Apollo Spaziocinema ospita la proiezione del film Alla ricerca di Vivian Maier di John Maloof e Charlie Siskel (ingresso ridotto per chi si presenta con il biglietto della mostra). Film che, per tutta la prima settimana di dicembre, è in programmazione anche al Cinema Beltrade.

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