Mostre Milano Mudec - Museo delle Culture Mercoledì 28 ottobre 2015

Barbie e Gauguin, la strana coppia in mostra al Mudec

Barbie as Marilyn

ATTENZIONE: per gli ultimi due giorni della mostra, sabato 20 e domenica 21 febbraio, Gauguin. Racconti dal Paradiso è visitabile fino alle ore 24.00 (la biglietteria chiude alle ore 23.00).

Milano - Dopo l'apertura in anteprima dello scorso marzo per accompagnare Expo 2015, il Mudec - Museo delle Culture apre ufficialmente le sue porte al pubblico. Lo fa con l'inaugurazione della sua collezione permanente e un ricco programma di mostre, focus, approfondimenti e laboratori dedicati alle diverse culture del mondo e ai rispettivi linguaggi espressivi.

«Grazie a Expo 2015», spiega l'assessore alla Cultura Filippo Del Corno, «per sei mesi Milano è stata al centro del mondo, ora vuole diventare una città mondo e il Museo delle Culture si propone di essere l'ombelico di Milano città mondo, un vero e proprio laboratorio di futuro». E in quest'ottica la sezione del museo destinata all'attività del Forum della Città Mondo, lo Spazio delle Culture, sarà destinato all'archeologo Khaled Asaad, direttore del sito archeologico di Palmyra barbaramente ucciso dagli jihadisti il 21 maggio 2015, affinché il suo esempio possa aiutare a costruire un nuovo modello di relazioni culturali tra i popoli.

Sono due personaggi d'eccezione, il cui accostamento fa storcere il naso a qualcuno, ad avere l'onore di accogliere i visitatori: stiamo parlando di Paul Gauguin, il maestro dell'esotico, e di Barbie: sì, proprio lei, la bambola compagna di giochi di diverse generazioni, vero e proprio simbolo pop .

La mostra Gauguin. Racconti dal paradiso, visitabile fino al 21 febbraio 2016, presenta circa 70 opere provenienti da 12 musei e collezioni private e internazionali, insieme ad artefatti e immagini documentarie dei luoghi visitati dall'artista. Vanta, inoltre, alcuni prestiti eccellenti, per la prima volta in Italia, come Autoritratto con Cristo Giallo dal Museo d'Orsay di Parigi, Mahana no atua (Giorno di Dio) dell'Art Institute of Chicago, e la Volpini Suite dello Statens Museum for Kunst di Copenhagen, dieci zincografie, che testimoniano la varietà dei mezzi artistici utilizzati dal maestro.

Le cinque sezioni della mostra vogliono sottolineare l'originalità della ricerca del primitivo che Gauguin persegue nel corso di tutta la sua vita. Infatti, dopo un iniziale interesse per la pittura europea, il pittore sente l'esigenza di accostarsi a qualcosa di più vero e autentico. Questa necessità lo spinge prima nella Bretagna francese, luogo dalle tradizioni millenarie, poi in Martinica, isola incontaminata e infine in Polinesia francese, dove cerca di realizzare l'illusione di una vita primitiva. L'esposizione è a cura di Line Clausen Pedersen e Flemming Friborg, è prodotta da 24 Ore Cultura in collaborazione con la Ny Carlsberg Glyptotek di Copenaghen, e promossa dal Comune di Milano e da M&G.

Barbie, The Icon, invece, è una mostra dedicata a Barbara Millicent Robert, che per tutti è semplicemente Barbie. Icona di bellezza, e prodotto della cultura di massa occidentale, ha accompagnato le trasformazioni estetiche della società lungo mezzo secolo di storia. La mostra articolata in cinque sezioni presenta le diverse anime di Barbie: regina del glamour, diva, donna in carriera, e principessa di diversi paesi. L'esposizione, a cura di Massimiliano Capella, prodotta da 24 Ore Cultura e promossa dal Comune di Milano, in collaborazione con Mattel, è aperta al pubblico fino al 13 marzo 2016.

La terza mostra temporanea ospitata dal Mudec è A Beautiful Confluence. Anni and Josef Albers e l'America Latina, che annovera la produzione artistica dei due artisti annoverati tra i pionieri del modernismo del ventesimo secolo, posta in relazione con gli oggetti precolombiani da loro stessi collezionati durante il loro soggiorno in America. Questa, come la mostra di Gauguin, è aperta al pubblico fino al 21 febbraio 2016.

Il cuore del Mudec, però, è senza dubbio la sua collezione permanente, costituita da circa 8000 pezzi tra oggetti d'uso comune, opere d'arte, tessuti e strumenti musicali, provenienti dalle raccolte etnografiche del Comune di Milano. I manufatti vogliono raccontare la nascita dell'antropologia italiana, ma anche storie di esploratori, mercanti e missionari. Da sottolineare è che l'esposizione inizia con la Wunderkammer, la Camera delle Meraviglie del canonico Manfredo Settala, che nel corso del diciassettesimo secolo riuscì riunire curiosità e reperti dal Vicino Oriente, dall'America e dalla Cina, di proprietà dell'Ambrosiana. La collezione visitabile è a ingresso gratuito fino al 31 agosto 2016.

Infine, pronta ad accogliere il pubblico è la caffetteria al piano terra, vicino al Mudec Junior, lo spazio destinato ai più piccoli.

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