Leonardo Da Vinci. 1452‑1519. La mostra a Milano

Mostre Milano Palazzo Reale Mercoledì 15 aprile 2015

Leonardo Da Vinci. 1452‑1519. La mostra a Milano

Leonardo da Vinci, particolare dal Ritratto di dama noto anche come La Belle Ferronnière, 1493-1495 circa
© Musée du Louvre
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Milano - Da dove si parte per raccontare Leonardo da Vinci. 1452-1519? Da un disegno. Nel mio caso dalle Cinque teste grottesche. Guardatele nell'immagine che trovate in fondo all'articolo. L'urlo pauroso del soggetto a sinistra, il ghigno malefico di chi gli sta accanto sono facce brutte e caricaturali quanto tremendamente espressive. Leonardo da Vinci le realizza con penna e inchiostro su carta fra 1493-1495 circa. Osservandole stupiscono per la capacità di rivelare i soggetti ritratti e la perfetta padronanza del disegno.

È questo che troverete nella retrospettiva - prodotta dal Comune di Milano e Skira - allestita a Palazzo Reale, un percorso costruito attraverso 200 opere nel metodico e multiforme lavoro svolto dall'artista e scienziato italiano più noto al mondo nell'arco della sua vita. I curatori, Pietro C. Marani e Maria Teresa Fiorio, provano a raccontarlo in "12 stazioni" partendo appunto dal disegno, metro e misura da cui da Vinci partiva inderogabilmente.

L'autore della Gioconda che, val la pena dirlo subito non è esposta, ne esce vincitore. Chi pensi si trattasse di una battaglia vinta in partenza a mio parere si sbaglia. Con Leonardo il rischio banalizzazione è lì, pronto ad ogni incrocio. Scegliere di raccontarlo avvalendosi di alcuni capolavori indiscutibili - oggi in mano straniera - come la Madonna Dreyfus, il San Giovanni Battista e la belle Ferronière ma contando soprattutto su un vasto apparato di disegni è provare a offrire un taglio diverso, meno superficiale, sul maestro rinascimentale che tanto ha dato a Milano.

La mostra, che è uno dei perni di Expo in città, apre il 16 aprile e resta visitabile fino al 19 luglio. Chi la visiti incapperà in opere che hanno fatto molta strada, come la già citata Madonna Dreyfus che arriva dalla National Gallery of Art di Washington, oppure trenta disegni della collezione privata della Regina Elisabetta II o ancora una tela della più vicina Galleria Nazionale di Parma - è il caso della Scapiliata - ma tanto, davvero tanto arriva da Milano. Ed è bello ricordarlo.
Qualche esempio? Il Codice Trivulziano 2162 conservato presso la Biblioteca Trivulziana del Castello Sforzesco oppure il Codice Atlantico della Biblioteca Ambrosiana, primo prestatore dell'esposizione. E poi la Veneranda Fabbrica del Duomo con decine di studi anatomici o l'Ente Raccolta Vinciana di cui, va detto, Marani e Fiorio sono rispettivamente presidente e vicepresidente.
Anche il Museo della Scienza è presente con due macchine - il carro automotore e il maglio battiloro - realizzate partendo dai disegni dell'artista fiorentino. Milano città d'arte e non solo di design o moda, insomma. Un messaggio che si spera passi anche ai turisti stranieri, a cui è offerto di proseguire l'immersione leonardesca scoprendo ad esempio la Sala delle Asse o l'Ultima Cena a Santa Maria delle Grazie.

Ma torniamo a Palazzo Reale. Nell'allestimento curato da Corrado Anselmi, il focus è sempre sulle opere, siano vinciane oppure di altri. Che si tratti del beffardo Musico di Antonello da Messina - lo sguardo birbante dev'essere piaciuto a Leonardo che ai tempi della sua realizzazione (1465-1470) era un ragazzino - della piccola Annuciazione di Leonardo, o della Gioconda in white di Andy Warhol che lega in un divertito omaggio il maestro della Pop Art e il genio italiano, a ciascuno è resa giustizia grazie a luci e posizionamenti che evitano il sovraffollamento.

Muovendosi fra le sale, vale la pena di accostarsi agli schizzi o agli appunti di Leonardo per apprezzare la chiacchieratissima scrittura speculare e scorgere i tratti della sua matita che, ammettiamolo, ci hanno un po' stregati. L'effetto è quello di un inatteso dietro le quinte nello studio di un puntiglioso artigiano che ha saputo farsi artista e ha travalicato i confini fra saperi, eccellendo in pittura come in ingegneria, in botanica e in anatomia o architettura. (Ri)scoprirlo oltre la Gioconda è un dovere oltre che un piacere.

Leonardo da Vinci, 1452-1519 è aperta tutti i giorni con i seguenti orari: lunedì 14.30-19.30; martedì e mercoledì 0.30-19.30; giovedì, venerdì, sabato e domenica 9.30-24.00. Ingresso 12 euro. Infoline, 02 92800375.

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