Attualità Milano Mercoledì 8 aprile 2015

Arts&Foods. Alla Triennale una mostra pantagruelica

Particolare dell'installazione Nutsy's McDonald's di Tom Sachs esposta per Arts&Foods © mentelocale.it/Lorenza Delucchi
© mentelocale.it/Lorenza Delucchi
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Milano - È una grande abbuffata questo Arts&Foods. Agli ingredienti ha pensato Germano Celant, per una cena che invade tutta la Triennale per sette mesi. La maxi mostra apre giovedì 9 aprile ed è la prima traccia tangibile di Expo 2015 di cui è l'unico padiglione dentro ai confini di Milano. Noi l'abbiamo visitata mentre ancora prendeva forma fra allestitori, ritocchi e messe a punto, traendone un'impressione pantagruelica, se non bulimica, per stomaci forti e gambe robuste.

Sviluppata su 7mila metri quadri, l'esposizione offre un viaggio che, dal 1851 muove fino ai giorni nostri, e scandaglia le modalità con cui l'arte ha raccontato, indagato, riprodotto il cibo attraverso circa 2mila opere. La data di partenza non è un caso, né lo è il tema. Se, infatti, il 1851 è la data della primissima Esposizione Universale (che si è tenuta a Londra), il 2015 vede Milano accogliere sei mesi di eventi dedicati all'alimentazione il cui epicentro sarà proprio il sito espositivo di Rho.

Arts&Foods propone una panoramica immersiva dentro alla storia di due secoli e lo fa avvalendosi di tutte le arti, dalla pittura al cinema, dal design alla televisione, dall'architettura alla musica, dalla grafica alla fotografia Entrando, il visitatore si imbatte nella riproduzione di una modesta cucina contadina di fine Ottocento e, quasi contemporaneamente, intravede un finto chiosco McDonald's realizzato nel 2001 da Tom Sachs. L'ambizione di Arts&Foods è tutta qui: offrire un sguardo ubiquo, avvolgente sulla massima "Siamo ciò che mangiamo".

Nella progressione cronologica dell'esposizione assistiamo a mutamenti sociali riflessi dalle modalità con cui si mangia o, ancor prima, dalle modalità attraverso cui il cibo arriva in tavola. Scorrono davanti agli occhi tele preziose di Monet, che ritrae lo chef Paul (altro che Masterchef), Gauguin, Segantini, Kirchner, tutti alle prese con nature morte, ma a colpire è la ricostruzione di un caffé dell'Ottecento che fa viaggiare con la fantasia. Intorno, centinaia di suppellettili - piatti, bicchieri, posate, libri gastronomici - che riproducono la sontuosità delle tavola aristocratica e, di convesso, i semplici oggetti della quotidianità contadina.

Il Novecento scalpita e porta con sé le avanguardie. Futurismo, Dadaismo, Cubismo e Bauhaus si fanno spazio anche al desco. Le forme delle sedute, i tavoli e gli stessi menu si asserviscono alle nuove correnti. In mostra, oltre alla maestosa Sala da pranzo di casa Cimino firmata da Gerardo Dottori, troviamo capolavori dei maestri Picasso, Braque, De Chirico, Balla, lo scola bottiglie di Duchamp e il tavolo da pranzo di D'Annunzio.

La Prima Guerra Mondiale è tutta nella spartana Cucina da Campo mentre con l'avanzare del secolo cresce la leva dei designer, dal nume tutelare Le Corbusier, che negli anni Cinquanta si eserciterà su diversi mobili-cucina, al relativamente sconosciuto Angelo Fasce, professione notaio che, nel 1936, si inventa il Tavolo Autarca. Di che si tratta? Di un mobile che da solo contiene tutto quanto serva per un pasto abolendo la necessità di cameriere o maggiordomi.

Ferita dalla Seconda Guerra Mondiale - raccontata attraverso ranci e razioni K dei soldati - l'Europa fa i conti con nuove esigenze abitative. Lascia esterrefatti La Maison des Jours Meilleurs progettata da Jean Prouvé nel 1956. La casa dei giorni migliori è composta da 57 metri quadri e pensata per essere montata in un massimo di 7 ore. Al suo interno si trovano una cucina e un bagno oltre a un ampio soggiorno corredato di tutto punto. Il suo fine era quello di garantire soluzioni economiche, ma salubri anche a chi vivesse condizioni di disagio, ciò che oggi chiameremmo housing sociale.

Mentre in Europa nascono i baby-boomers figli della speranza postbellica, negli Stati Uniti il benessere esplode con il consumismo che fa esplodere il mercato dei frigoriferi, degli utensili di plastica e dei prodotti di massa come la Coca Cola (cui è dedicata un'intera sala) il cui regno sono i neonati supermercati. Materie e tendenze intercettate dalla Pop Art che trova in Andy Warhol il maggior esponente. Dell'artista sono presenti in mostra le mitiche zuppe Campbell's e diversi dipinti oltre a una splendida Ultima Cena che risale agli anni Ottanta.

La corsa allo spazio che vede sfidarsi Urss e USA è raccontata grazie a un'autentica navicella sovietica e al cibo degli astronauti che si dematerializza fino a liofilizzarsi, mentre l'Italia felice (ma non sempre) degli anni Sessanta rivive nelle belle foto di Ugo Mulas e Nino Migliori che immortalano convivialità e lavoro manuale.

Arts&Foods non trascura l'arte contemporanea che trova spazio al primo piano, offrendo opere di artisti celebri quali Maurizio Cattelan con il suo tappeto Bel paese che rimanda al formaggio, ma sbeffeggia l'Italia, o Cindy Sherman, che immortale scarti di cibo, o ancora, Tom Friedman che riproduce in formato extralarge un hamburger Big Mac.

A portare ancora più in là la commistione fra arte e cibo, facendone un tutt'uno, ci pensano Mario Merz con l'Igloo di pane azzimo e Urs Fischer con la sua gigantesca Casa di pane.

Il viaggio di Arts&Foods prevede un detour offerto da Cucine&Ultracorpi, ottava edizione del Triennale Design Museum, che si focalizza sull'avvento degli elettrodomestici in cucina. Un percorso che ha visto gli utensili - pensiamo al forno, ai robot tritatutto, alle caffettiere - prendere vita, diventando minacciosi. Fino a colonizzare le cucine di tutto il mondo. L'allestimento, curato da Celant insieme a Silvana Annicchiarico, tenta di rendere questo accerchiamento attraverso l'uso di tutti i sensi, allertati come durante un'invasione aliena.
Giocosa è anche la sezione che entrambe le mostre riservano ai più piccoli con percorsi dedicati e spazi vietati agli adulti.

Arts&Foods resta aperta fino al 1 novembre, mentre Cucine&Ultracorpi prosegue fino al 26 aprile 2016. L'accesso a Arts&Foods è possibile con il biglietto di Expo 2015 oppure acquistando il ticket per Cucine&Ultracorpi al prezzo di 12 euro a persona. Gli allestimenti sono aperti tutti i giorni, dalle 10 alle 23.

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