Expo va al Politecnico. Con l'anteprima sui padiglioni - Milano

Attualità Milano Politecnico di Milano Sabato 14 marzo 2015

Expo va al Politecnico. Con l'anteprima sui padiglioni

Il padiglione degli Stati Uniti a Expo 2015
© Expo2015.org

Milano - In vista di Expo 2015, il Politecnico di Milano promuove Expo 2015 Self Built Pavilions - I progettisti raccontano, un ciclo di incontri pensato per far conoscere a studenti e cittadinanza 9 padiglioni nazionali di altrettanti paesi che partecipano all’Esposizione universale.

A spiegare gli edifici nati ad hoc per l'evento milanese sono i loro ideatori. Così, per esempio, è l'architetto James Biber a raccontare la genesi del padiglione statunitense o il collega Yichen Lu a fare da Virgilio fra i rendering del palazzetto cinese. Nel giro del mondo in formato Expo è compreso anche il Padiglione Italia disegnato dagli architetti Michele Molè e Susanna Tradati.

Gli incontri, gratuiti ma con prenotazione obbligatoria sul sito del Politecnico, si tengono a partire da lunedì 16 marzo, nell’Aula Rogers (via Ampère 2). Le presentazioni sono in lingua inglese (ad eccezione di quella sul Padiglione Italia) ed è previsto un servizio di traduzione simultanea.

Di seguito il programma:

  • 16 marzo, ore 18
    James Biber, USA. American Food 2.0: Uniti per nutrire il Pianeta.
    Il padiglione racconta la storia agricola degli USA attraverso un percorso che include temi come la sicurezza alimentare, la politica internazionale, la scienza e la tecnologia. L 'edificio, completamente sostenibile, dispone di una passerella in legno recuperato dal lungomare di Coney Island, di un’imponente video-installazione, di aree espositive interattive, di una terrazza panoramica. Il programma prevede i Food Trucks Nation, che servono cibi e bevande regionali americani, e showcooking al ristorante James Beard nel centro di Milano.
  • 19 marzo, ore 18
    Sergei Tchoban, Russia. The Fields of Growth.
    Situato su un’area di oltre 4.000 metri quadri, il padiglione della Russia propone un mix tra soluzioni ingenieristiche uniche e tecnologie ecosostenibili. La facciata in legno ricopre una doppia funzione: proteggere l’edificio dal sole e creare un riparo all’esterno. La copertura a terrazza, accessibile a tutti, sale gradualmente verso l’ingresso principale in modo da sviluppare una tettoia di circa 30 metri davanti all’entrata.
  • 27 marzo, ore 18
    Yichen Lu, Cina. Terra di speranza, cibo per la vita.
    Il concept alla base del padiglione cinese è la ricerca di un equilibrio tra gli esseri umani e l’ambiente in cui vivono. Tre sono i temi principali: Il dono della natura, che illustra il processo del raccolto secondo il calendario cinese lunisolare e i cinque colori del suolo; Cibo per la vita, che mostra il percorso produttivo di alcune specialità cinesi e la cultura del tè e Tecnologia e futuro che documenta alcuni progressi scientifici, come il riso ibrido.
  • 9 aprile, ore 18
    Wolfang Buttress, Regno Unito. Coltivato in Gran Bretagna, condiviso globalmente.
    Il padiglione inglese vuole invitare i visitatori a riflettere sull’impatto a livello globale delle diverse politiche alimentari. Il design è ispirato al ruolo unico che gli alveari hanno nel nostro ecosistema. L’obiettivo è quello di invogliare i visitatori a portare avanti il dibattito sui temi dell’educazione e della sicurezza alimentare nelle proprie scuole, università e comunità, impegnandosi verso scelte di consumo informate ed eque.
  • 13 aprile, ore 18
    Klaus Loenhart, Austria. Respira Austria.
    Il padiglione austriaco vuole promuovere gli alti standard ambientali e culturali del Paese, mostrando la tecnologia sostenibile e la sua vasta gamma di prodotti biologici. Per Expo 2015 viene ricreata in scala ridotta una foresta austriaca, per incoraggiare una politica di rimboschimento contro il declino globale delle aree verdi.
  • 21 aprile, ore 18
    Arthur Casas, Brasile. Sfamare il mondo con soluzioni.
    Il Brasile è uno dei maggiori produttori agricoli al mondo, e il suo padiglione si basa su tre diversi approcci: tecnologico, per mostrare gli sviluppi tecnologici e l’affidabilità del Paese; culturale, per sottolineare le molteplici anime del Brasile attraverso le diverse tradizioni culinarie; sociale, per garantire l’accesso universale al cibo, per un’alimentazione sufficiente e sana. La struttura utilizza la metafora della rete che unisce flessibilità, fluidità, decentralizzazione
  • 23 aprile, ore 18
    Cristian Undurraga, Cile. Un Paese ricco di varietà
    Il Padiglione consente un viaggio esperienziale tra i diversi ecosistemi, deserti, fiumi, valli e montagne cileni, mostrando come la vita cresce in ognuno di essi e con quali strumenti la si preserva. L’architettura del Padiglione, che si sviluppa in uno spazio di 1.910 metri quadri, è un volume sospeso, una grande architrave in legno avvolta da uno scheletro in travi incrociate sollevata da quattro pilastri di cemento che creano uno spazio intermedio, l’orizzonte temperato tipico dell’architettura cilena.
  • 30 aprile, ore 18
    David Nelson, Emirati Arabi Uniti, Cibo per la mente
    Il tema rimanda sia alla volontà di indagare sulle questioni culturali, etiche, tecniche, scientifiche e mediche sollevate dal bisogno di nutrire il mondo in modo sostenibile. Il Padiglione ha muri di sabbia increspata dal vento alti dodici metri e un ingresso delineato da uno schermo video lungo settantacinque metri.
    La struttura è provvista di sistemi di recupero dell’acqua piovana e celle fotovoltaiche, ed è stato progettato tenendo in considerazione due climi: quello fresco di Milano e quello assolato degli Emirati Arabi Uniti, destinazione del Padiglione alla conclusione di Expo Milano 2015.
  • 6 maggio, ore 18
    Michele Molè, Susanna Tradati, Italia. Vivaio Italia.
    Il padiglione Italia vuole promuovere le eccellenze tecnologiche, scientifiche e produttive del nostro paese. E lo fa attraverso la metafora del vivaio, spazio dove far germogliare la creatività guardando al futuro. L’albero è il simbolo della vita, della natura primigenia, icona centrale intorno a cui disporre tutti i contenuti. In una lettura orizzontale della pianta, il disegno delle radici collega tra loro le diverse zone, in particolar modo quelle dedicate alle regioni.

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