Concerti Milano Giovedì 5 marzo 2015

Tricarico: «io, l'ultimo dei cantautori»

Francesco Tricarico

Milano - Dopo una serie di sold out in molte città d'Italia l'Invulnerabile tour di Francesco Tricarico arriva a Milano per una data al BQ De Nótt (via Bussola 9) la sera di venerdì 6 marzo. Ad accompagnare sul palco l'autore di Io sono Francesco ci sono Michele Fazio al pianoforte e Marco Guarniero alla chitarra.

Francesco è contento di come sta andando questa tournée e non lo nasconde, come mi racconta al telefono: «ci stiamo divertendo molto, il pubblico è partecipe e io sono molto soddisfatto, anche perché sta avvenendo questa cosa meravigliosa che è il sold out».

Per il cantautore il pubblico è fondamentale e nei concerti non è possibile non coinvolgerlo: «il pubblico deve essere contento, è una parte dinamica del concerto, è gente che esce di casa per venirmi a vedere ed è una cosa che sta avvenendo sempre più spesso dopo un periodo in cui forse le persone avevano paura di uscire di casa».

L'Invulnerabile tour è cominciato nel 2013 a ridosso della pubblicazione dell'album omonimo: sono quindi quasi due anni che Tricarico e la sua band sono in giro per la penisola, ma il gruppo non mostra cenni di stanchezza: «non ci siamo mai fermati e in questo momento è importante non fermarsi, la musica è tornata alle sue origini, l'industria discografica non esiste più, il cd è desueto e il vinile è per amatori: rimane il cantante e la sua musica proprio come prima della nascita dei supporti di riproduzione».

La considerazione di Tricarico non è banale: la musica è nell'aria, verrebbe da dire o, come sottolinea lui, «è eterea, viaggia sulla rete. Internet ha rivoluzionato il mondo musicale: ci sono degli aspetti negativi, ovviamente, come le questioni legate al copyright, ma la cosa positiva è che il musicista si riappropria della sua dimensione che è quella di portare la musica alla gente andando in giro a suonare, come accadeva nel Settecento. Arriva la musica e comincia la festa».

La parola Invulnerabile ha un significato particolare per Tricarico: «vuole essere un augurio. Una volta mio figlio mi ha parlato della morte e io ho pensato all'ineluttabile fine delle cose, così gli ho augurato, e lo auguro a tutti, di essere invulnerabile, e di riuscire così a superare tutte le prove che la vita gli pone e gli porrà di fronte».

La formazione del cantautore parte ovviamente dall'infanzia, periodo della vita che caratterizza molto della sua vena artistica: «quando nasciamo siamo pura gioia, poi con il passare del tempo questa natura viene cambiata dalle avversità o dalle diverse situazioni che incontriamo. Ma bisogna rimanere invulnerabili alla base di noi stessi ed essere ottimisti: se non si è ottimisti non si riescono a trovare soluzioni ai problemi e di conseguenza a uscirne».

Francesco Tricarico può essere considerato come l'ultima espressione del cantautorato ermetico, quello che parte da Francesco de Gregori e passa per l'apparente gusto del non senso di Rino Gaetano, nel quale il perno a cui ruotano le canzoni sono i testi. «Non avevo mai pensato a me come all'ultimo dei cantautori, ma forse è così», commenta: «i testi per me rappresentano il punto di partenza dove io mi racconto qualcosa e nel contempo la racconto agli altri, cercando di inviare un messaggio. In passato anche le canzoni più frivole inviavano un messaggio, ma adesso non è più così».

L'impoverimento culturale è per lui palese e non riguarda solo la musica ma la società intera: «a mio avviso non c'è più l'eccellenza o l'eccezione, sia nell'arte che in politica o addirittura in televisione: oggi vedi un personaggio pubblico, una persona che dovrebbe essere un esempio e la prima cosa che ti viene in mente é: perché tu sei lì quando sei peggio di me che sono una persona comune?».

Tutto questo è il frutto di una strategia ben precisa. «Quella che stiamo vivendo è una guerra combattuta senza bombe», prosegue, «ma che mira ad azzerare tutto sia a livello culturale che economico. La musica, che rientra in questo conflitto, oggi non può e non deve mandare messaggi: deve essere vuota e lasciare le persone sole, isolate e disperate per far sì che chi ha deciso di cominciare questa guerra conquisti quello che vuole conquistare indisturbato».

Tornando all’Invulnerabile tour, Tricarico svela per i fan milanesi alcuni punti fermi della sua prossima esibizione live: «ci saranno diverse sorprese per il pubblico, delle improvvisazioni non tanto musicali ma quanto di atmosfera. Proporremo canzoni vecchie e nuove, e non mancheranno brani storici come La Pesca, Musica, Vita Tranquilla e Io sono Francesco».

Proprio quest’ultimo brano, proveniente dal suo album d’esordio del 2000, è presente in Invulnerabile con una nuova veste, un’operazione nata quasi per caso ma che oggi Tricarico vede sotto una luce diversa: «l’abbiamo riarrangiata perché ci sembrava bello farlo dopo averla suonata dal vivo, anche se pensandoci adesso credo di aver chiuso un ciclo, di aver messo un punto a un periodo, che va da quella canzone a Invulnerabile, in cui mi sono tolto di dosso alcune cose non piacevoli che mi sono successe nella vita. La vita è un percorso strano in cui bisogna crescere e successivamente decrescere levandosi di dosso ciò che non ci piace».

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