Outdoor Milano Martedì 17 febbraio 2015

Zanetti Story al cinema. Messi: «Nessuno è come lui»

Il trailer del film Javier Zanetti: Capitano da Buenos Aires
© FB Javier Zanetti
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Milano - Javier Zanetti: Capitano da Buenos Aires è il documentario che celebra la storia del leggendario capitano dell’Inter. Per una sera, quella di venerdì 27 febbraio, il film viene distribuito in diretta via satellite da Milano in tantissime sale italiane per l'evento denominato Zanetti Story.

In vista di questo omaggio, abbiamo assistito all’anteprima del film a cui hanno preso parte lo stesso Zanetti e i due registi Carlo A. Signon e Simone Scafidi.

Il docu-film prende il via dalle parole di Albino Guaron, scrittore argentino di fama internazionale, che a Zanetti ha dedicato il suo ultimo libro, Dock Sud Historia, con l’intento di descrivere la storia eccezionale di un uomo normale.

La vita della bandiera nerazzurra viene raccontata dalle immagini poetiche di Guaron, ma anche dalle parole di familiari, ex compagni di squadra come Esteban Cambiasso, Ivan Ramiro Cordoba, l'allenatore Josè Mourinho, colleghi fuoriclasse come Messi e Baggio. Non mancano i pareri di tifosi speciali come Beppe Severgnini, Gad Lerner, Fiorello e Massimo Moratti, ex presidente dell’Fc Internazionale, uno dei primi a credere nel talento argentino.

Toccanti le parole di papà Rodolfo Ignacio che ricorda Javier come un ragazzino minuto che, a tredici anni, sembrava averne dieci a causa di un sviluppo rallentato delle articolazioni. Un problema fisico per il quale viene scartato dalle selezioni per le giovanili del club argentino Independiente. Per un po’ baby Zanetti attacca gli scarpini al chiodo e aiuta la famiglia consegnando il latte a domicilio, ma il richiamo del campo è troppo forte. Scorrono sullo schermo le immagini degli anni Ottanta, quando viene coniato per lui il soprannome Pupi, l’esordio nella nazionale argentina e l’arrivo a Milano nel luglio 1995.

Sin da subito Zanetti si mostra l’antidoto alla follia dell’Inter di quegli anni dove non mancano i grandi campioni, ma non si vince nulla. In una squadra senza un reale punto di riferimento «si è imposto per il suo essere un leader silenzioso - racconta Mourinho - gli bastava una mezza parola, uno sguardo e nonostante il suo status non ha mai preteso il posto in squadra, ma lo ha conquistato, anche a 35 anni solo con la forza del lavoro». Rincara la dose l'ex codino Roby Baggio, definendo Zanetti «un uomo pulito in tutti i sensi, un esempio di educazione calcistica».

Scorrono le immagini, siamo al 5 maggio 2002, quando l'Inter perde - all'ultima giornata - uno scudetto che sembrava già vinto, poi Calciopoli, i primi successi della Pazza Inter fino all’apoteosi del Triplete. La fine della carriera decreta che nessun capitano nerazzurro ha mai vinto quanto Javier.

L’idea del film nasce quattro anni fa, spiegano i registi Signon e Scafidi: «Sarebbe stato fin troppo semplice fare un film su Maradona, uno dei personaggi più controversi della storia del calcio, più difficile fare un film sul percorso lineare di Javier, che ha comunque qualcosa di mitico».

«Mai mi sarei immaginato un film su di me, su tutta la mia storia» ha detto, con il solito understatement, Zanetti intervenendo alla fine della proiezione. Emozionato dalla testimonianza di suo padre, ha voluto sottolineare il legame speciale con la famiglia «senza la quale non sarei divenuto l'uomo che sono ora». Ovvero una delle ultime bandiere pulite del calcio mondiale, un campione attivo nel sociale quanto lo era in campo. Dal 2001 Javier e la moglie Paula, infatti, hanno dato vita alla Fondazione Pupi con l'intento di aiutare bambini e ragazzi che vivono momenti di difficoltà, in Italia e in Argentina.

In questo filone rientra Zanetti and Friends Match for Expo Milano 2015, la partita benefica in programma il 4 maggio prossima quando il capitano calpesterà l'erba di San Siro insieme a molti campioni, da Maldini a Del Piero, passando per Shevchenko e Puyol. Obiettivo: raccogliere fondi per i bambini milanesi in difficoltà e le loro famiglie.

«Nessuno è come lui» dice Messi nel film, e forse Zanetti qualcosa di mitico lo ha davvero.

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